Mi sono permessa di fare un salto. Eravamo arrivati alla H per ciò che riguarda il nostro dizionario musicale, e con “h” non è che mi sia venuto in mente gran che, a parte “hotel”, che c’entra tanto con le vacanze ma ben poco con la teoria musicale.

E allora eccomi alla I, “i” come “intervallo”. Che c’entra lo stesso con il tema vacanze ma anche tanto con la musica. Siamo in piena estate, e questo è l’ultimo numero prima dell’intervallo vacanziero, e con questo ultimo numero cercheremo di darvi info utili sugli eventi in corso ma anche qualche anticipazione settembrina.

Intervallo che ci serve per riposarci, rigenerarci, rilassarci, ricrearci, rincontrarsi.

Intervallo, oh sì, serve un intervallo per farci riflettere su quanto abbiamo fatto in questi sei mesi del nuovo MArtemagazine, ma serve un intervallo per rileggerlo, rivederlo e rimodellarlo sulle idee nuove che man mano arrivano, ci colgono, ci modificano.

L’intervallo estivo è quello forse più spensierato, forse perché più lungo, più goliardico. E’ quello che percepiamo maggiormente nel periodo dell’anno.

E in musica? L’intervallo, in musica, indica la distanza tra un suono e l’altro, ma a differenza dell’intervallo estivo, quello musicale non è percepito dall’orecchio umano, perché ad un suono, anche se prolungato o seguito da pause, ne segue un altro. La distanza non si percepisce. E la distanza tra suoni può essere di due tipi: c’è quello sincronico o armonico, in cui due o più suoni vengono suonati contemporaneamente (è il caso dell’accordo); oppure può essere diacronico o melodico, in cui i suoni vengono suonati successivamente, consecutivamente (è il caso della scala musicale, che poi può essere ascendente o discendente, ma questo è un altro capitolo!).

E con l’intervallo musicale, io e tutta la redazione vogliamo augurare a tutti i nostri lettori un sereno e rilassante, ma anche avventuroso e frizzante intervallo estivo. Sicuri che dopo tonificanti bagni, assolate spiagge,rilassanti passeggiate, gioiose avventure, tra emozionanti montagne e riflessivi laghi, e soprattutto con tanti special mojito e frizzanti bollicine dell’happy hour con gli amici, o di fronte a romantici tramonti con la dolce metà, il ritorno alla nostra quotidianità, sia più felice!

O.R.

Siamo in estate, e cosa c’è di meglio che farsi un giro al mare o in montagna, girare il mondo, o fare semplicemente un giro intorno alle nostre città o fare come una volta il girotondo con qualcuno dei nostri nipotini, e perché no, fare un giro in barca e con l’occasione anche un giro di boa. In barca o nella vita.

Siamo giunti alla F. Quanti significati vengono in mente, a quante cose pensiamo con il temine “figura”: fisica, immaginaria, geometrica, allegorica, umana, teatrale, animale, artistica, simbolica, religiosa, mistica, decorativa, comportamentale, sportiva, filosofica, letteraria. Ma a nessuno viene in mente la figura musicale, che non ha nulla a che vedere né con l’espressione artistica né con l’estro di un musicista, né tantomeno con la forma di uno strumento.

E come estensione. Oggi quando parliamo di “estensione” il primo pensiero va alle tante forme di file informatici che quotidianamente utilizziamo su un PC, o piuttosto su uno smartphone o chissà quale altro dispositivo: l’estensione, appunto, indica il tipo di programma utilizzato per creare un determinato documento (.doc, .pdf, .mp3, etc…).

Ma cosa indica in musica il termine “estensione”? Comunemente, in musica, si usa per indicare l’intervallo di suoni riproducibili da parte di strumento musicale o di una voce: ad esempio, il soprano e il contralto hanno un’estensione vocale che permette di eseguire suoni alti nel primo caso, mentre il secondo arriverà a determinati suoni bassi. L’estensione è dunque la possibilità e la capacità di riprodurre una varietà di suoni che va da una data nota bassa ad un’altra nota alta.

Stessa cosa vale per tutti gli strumenti musicali: un oboe o un violoncello possono arrivare a riprodurre delle note basse, mentre un violino o un flauto riprodurranno delle note ben più alte, cioè più acute, tecnicamente si dice “di ottave più alte”.
Poi ci sono degli strumenti in cui la possibilità di suonare note basse e acute, è maggiore, come ad esempio il pianoforte. Delle cinque ottave che compongono la tastiera (cioè tutti i tasti bianchi e neri dal primo a sinistra all’ultimo a destra), possono essere riprodotte note di diversa estensione, dalle più basse a quelle più alte.
Ma una nota più acuta di quella che suona l’ultimo tasto a destra, non sarà possibile. Quella è la nota più alta che l’estensione del pianoforte può riprodurre.

La voce, al contrario, è uno strumento meraviglioso anche in questo: duttile, è possibile educarla, allenarla, estenderla con esercizi e studi fino a riprodurre con il canto una varietà di suoni che sembrerebbe impossibile da immaginare.

Come a dire, soprano non si nasce, ma ci si diventa! Certo, lì poi entrano in gioco altre variabili come la lunghezza e l’elasticità delle corde vocali, l’ampiezza della cassa toracica, la tecnica acquisita, la capacità dell’interpretazione e dell’espressione, la vena artistica. Certamente un uomo, intendendo di sesso maschile, pur volendo e anche facendo innumerevoli esercizi musicali, non potrà mai arrivare a riprodurre suoni come un soprano (un soprano è sempre donna). A meno che non sia stata “manomessa” la natura: tutti ricordiamo, attraverso il film omonimo, Farinelli che, come tanti cantanti nel passato, pur di mantenere una voce “bianca” (quella tipica dei bambini che erano gli unici cantori ammessi nel coro in chiesa perché appunto considerate voci “pure”) è stato evirato in modo tale che lo sviluppo fisico non vada a fare quel “lavoro” di mutamento delle corde vocali che riconosciamo in un adolescente nel suo passaggio verso l’età adulta. Con la sua voce angelica, Farinelli, divenne il cantante castrato più famoso in tutta Europa nel Settecento (nella foto, l'estensione vocale sul pentagramma di Maria Callas).

La voce potrebbe essere paragonata alla vita. Tutte e due possono essere estese, arricchite, con tecniche e studi, e con tanta volontà (ma anche tanta, tantissima pazienza) possiamo, se vogliamo, spostare il confine delle nostre possibilità, fare cose mai pensate e ogni volta accorgerci che possiamo impegnarci per fare tanto altro in più.
E chiudo con un motto che da un po’  ho adottato e che mi sembra bellissimo: la vita non si può allungare, ma allargare ed estendere, sì!

O.R.

Cosa vuol dire l’espressione “Dammi il LA?”. Cosa sottende tecnicamente, oltre che metaforicamente, questa frase? Il LA, lo abbiamo visto qualche editoriale fa, è la nota base della scala musicale tonale come la conosciamo oggi. Il LA era proprio la prima nota da cui partiva la scala musicale, quella scala base che non prevedeva nessuna alterazione (con alterazioni intendiamo bemolle e diesis quelle note che sul pianoforte corrispondono ai tasti neri).

Il LA come nota principale sui cui si fonda il nostro sistema armonico-musicale a cui siamo abituati. Sin dal Medioevo, appunto, il LA (che con lettere dell’alfabeto, oggi ancora usate dal mondo anglosassone, corrisponde alla lettera A) era il suono base da cui si partiva per suonare, cantare e intonare gli strumenti. Ecco, arriviamo al punto. Per far sì che più strumenti diano un suono armonico, devono essere “intonati”: se ci sono diversi strumenti, o più strumenti dello stesso tipo (in una band, ad esempio, ci sono diversi strumenti, mentre in un quartetto di musica da camera possiamo avere strumenti simili come tre violini ed una viola) se questi strumenti suonano una stessa nota, ad esempio il DO, tutti dovranno produrre lo stesso suono, della stessa lunghezza d’onda, per capirci. Tutto ciò non è automatico, gli strumenti non nascono “intonati” o “accordati”, come si dice in termine tecnico. Altro esempio: un liutaio che costruisce violini, dopo aver costruito la cassa armonica e montato le corde, “tirerà”, e quindi accorderà, le corde al punto tale che ciascuna di esse emetterà un suono ben preciso (suoni a corda libera, perché se si tocca una stessa corda con dita o con archetto si emettono altre note a seconda del punto in cui si tocca la corda stessa). 

E allora, per fare in modo che sia accordato lo strumento, lo si tarerà su una nota comune a tutti, cioè lo si accorderà partendo dal LA, e avendo trovato quella, tutte le altre corde saranno intonate a partire da essa. Quindi, un violino, una chitarra, un basso, un pianoforte, a partire da un LA, stringendo o allentando le varie corde, emetteranno suoni che corrisponderanno alle successive note della nostra scala musicale.

Ma come si trova questo LA? Chi ce lo dà? Come si fa a sapere che tutti gli strumenti, anche da diversi capi del mondo, suonando la nota LA emetteranno tutti lo stesso suono corrispondente esattamente alla nota LA?
Ed eccoci giunti al punto: il DIAPASON. E’ un piccolo strumento metallico, di forma simile a una Y, che toccato produce naturalmente il LA, quel suono preciso che corrisponde, nel campo della fisica del suono, a 440 Hertz. Un piccolo strumento (oggi lo troviamo in diverse forme, anche uno che sembra una piccola trombettina, come quelle delle feste per bambini) che dà a tutti la stessa nota, e che sembra annunciare a gran voce: Io sono il LA, tutti voi dovete accordarvi a me, in modo che produciamo suoni armonici e intonati gli uni agli altri. All’inizio di ogni concerto, sinfonico o anche pop, pochi minuti prima dell’inizio, si sentono i musicisti che tra di loro suonano delle note, apparentemente così senza senso. E’ quello il momento in cui si dà il LA, e tutti si allineano a quella nota “maestra”.

Per ciò si dice, “dammi il LA”, cioè per dare il via ad un’esecuzione armonica, intonata. E così, nella vita, così come in un concerto, serve avere una stessa nota base “universale” da cui partire per essere accordati, allineati, tutti d’accordo sul fatto che si sta eseguendo qualcosa in un insieme, un insieme eterogeneo che crea un unico armonico, e avendo un LA da un diapason da cui siamo partiti per accordare il nostro strumento, saremo tutti intonati!

O.R.

“C” come chiave. E non parliamo di una chiave qualunque, anche se questo termine ci riporta ad un significato ed oggetto ben identificato, oltre che a diverse accezioni simboliche.
Parliamo della “chiave musicale”. E partiamo col dire che di base ce ne sono tre: di DO, FA e quella di SOL, comunemente conosciuta come “chiave di violino”.

Sono dei segni, mutuati e mutati graficamente nel tempo da lettere dell’alfabeto gotico, che vengono posti sul pentagramma, prima dell’inizio delle note musicali, perché è proprio la chiave a dettare la regola, chiamiamola così, “di lettura” perché, a seconda di dove è posta, serve a fissare la posizione delle note e la relativa altezza dei suoni. Le chiavi musicali, sistemate in posizioni diverse sul pentagramma, danno la possibilità di scrivere la maggior parte di note dei suoni, dai più o meno gravi o acuti, per evitare il posizionamento delle note, esternamente ai “righi”, tramite i tagli addizionali, segnetti che si pongono sopra o sotto il pentagramma per le note più acute o gravi.

La chiave definisce e indica “la lingua” con cui andremo a leggere, e poi ad eseguire, uno spartito. Un paragone più esplicativo potrebbe essere che le note sono come le lettere dell’alfabeto latino (e cioè quello che comunemente usano la maggior parte delle lingue occidentali), ma che le stesse lettere, e combinazioni, cambiano significato secondo la lingua. Altro paragone potremmo farlo prendendo come riferimento i nostri telefoni e la maniera più consueta di scrivere gli SMS, usando lo strumento del T9 e cioè, dopo aver selezionato la nostra lingua di riferimento, il sistema riconosce la composizione di una parola attraverso la combinazione di alcuni tasti e a quelli dà un significato.

Riportando il tutto alla quotidianità, diciamo che tutti noi vediamo e leggiamo la realtà attraverso delle chiavi "di lettura", che ci aiutano ad interpretare segni e simboli, concetti e preconcetti. La chiave dà l’indicazione di come dobbiamo leggere un testo, un articolo, un'immagine, uno spettacolo, e scoprire che riusciamo a capire il significato di qualcosa universalmente riconosciuta da tutti grazie ad una guida. Ecco, la chiave come una guida!

O.R.

Dal “nostro” Dizionario musicale. B come bemolle. Il bemolle (♭) è un’alterazione musicale che indica l’abbassamento di un semitono della nota a cui si riferisce. La “B” nella musica antica corrispondeva alla seconda nota, e cioè al “SI” (si partiva dal LA) ed era l’unica nota che era possibile appunto “alterare”, trasformando la tonalità da maggiore a minore. “Molle” forse perché la forma della “b” ricordava una pancia “molle”, appunto, o forse perché quel suono era associato ad uno più grave, suonato con una corda meno tesa, molle. 

Il bemolle indica un abbassamento della nota a cui si riferisce, l’abbassamento di un semitono che svela però la sua parte più intima e profonda, e provoca a chi la ascolta uno stato d’animo d’abbandono e allo stesso tempo di riflessione. Nel pianoforte è quel tasto nero discendente dopo la nota, quel tasto nero che nella melodia dà subito il senso della introspezione, del tempo interiore, della ricerca, è una nota “trista”, mesta, quasi addolorata. La tonalità da maggiore diventa minore. Sentiamo quella corda più grave, la sentiamo vibrare proprio dentro la nostra cassa armonica. La percepiamo, la registriamo, la rievochiamo. 

Ecco, in un momento di corse e di appuntamenti, di comunicazioni 2.0 e di notizie lampo, tra immagini che vanno da un reality glitterato ad un talent sull’ultima trovata trendy, ecco che assistiamo inermi, quasi come fosse un film, ad un’ecatombe di uomini, le cui voci che non abbiamo sentito, e non sentiremo più, sono note che ci toccano e che risuoneranno per sempre nelle nostre anime. 

Questo editoriale, volutamente sintetico, è dedicato all’anima, soul, a quelle note che si imprimono nel cervello e arrivano nella pancia, a quelle note che ci fanno piangere, e oggi a quelle note di anime fragili, perse senza colpa né giustificazione, nel profondo del “nostro” mare. 

O.R.

È questa la prima domanda che mi è venuta in mente quando Peppe Casa, (creatore visionario ed innovatore instancabile del mondo delle arti) mi ha proposto di ripartire con MArteMagazine.

Direttore MArteMagazine

whiplash"A" come armonia. Inauguro questo spazio del direttore come se fosse una sorta di dizionario musicale, visto che la musica sarà il "mare magnum" in cui navigheremo maggiormente.

"A" come armonia, dicevamo. L'armonia è il ramo della teoria musicale che studia la sovrapposizione di suoni (accordi), la loro concatenazione e la loro funzione. Armonia è far sì che diverse note suonino in modo tale che il tutto sia intonato, armonico appunto. Ecco, MArteLive, è questo il nostro caso, da anni fa in modo che tutte le discipline artistiche, che da anni seguiamo e mettiamo insieme in una sorta di spettacolo "sinfonico" in cui avvengono performance diverse contemporaneamente, risultino come un unicum, un accordo, "dissonanti" comprese.

E il MArteMagazine sarà la partitura di tutto ciò, dell'intera sinfonia, dei diversi strumenti e delle molteplici sfumature. Ma attenti tutti a seguire lo stesso tempo! Quello è fondamentale! Deve essere uguale per tutti, tutti devono seguire lo stesso ritmo! Il ritmo è essenziale: è la velocità che stabilisce il passo, il passo che deve tenere il gruppo.

Ce li ricordiamo tutti, dai libri o dai film storici, i tamburi nelle antiche navi da guerra che scandivano le remate agli schiavi durante le battaglie! E ce lo abbiamo ben presente il maestro/caporale -  vincitore del premio Oscar - del film Whiplash quando tira sedie, bacchette e rullanti addosso al "povero" batterista apprendista, reo di non sapere tenere il tempo, sempre lo stesso, continuo, incessante, perpetuo, per condurre la band alla perfetta esecuzione del brano.

Ecco, questo è il mio augurio per questo nuovo inizio, per questo nuovo magazine, per tutto il gruppo di lavoro e per tutti quelli che ci seguiranno.

Armonia e ritmo regolano il movimento della Terra e del nostro sistema solare. Tutto si muove perfettamente grazie ad essi.

E allora: Armonia e Ritmo... e tutto suonerà per il meglio!

O.R.

foto peppe sitoA distanza di tre anni, dalla momentanea chiusura - che tanto momentanea non è stata - MArteMagazine riprende le sue pubblicazioni.
Perché no? C’era da aspettarselo. Volete fare le Olimpiadi a Londra? Mettete uno come Danny Boyle (regista immaginifico di Trainspotting, The Millionaire, The Beach) a farne la regia e quel che ne esce fuori non può che essere un irriverente sogno musicale fatto di punk anni ’70 e postumi affini.
ROMA- Anche questa estate, per la sua XXII edizione, Invito alla Danza, storica rassegna dell’Estate Romana curata da Marina Michetti propone un cartellone variegato, interessante e ricco di ospiti, con prime assolute di spettacoli in esclusiva.
ROMA- Al via il 28 giugno 2012 la prima edizione del Concorso Nazionale di Danza Dancechallange presso il Teatro Olimpico di Roma.

Si è tenuta il 9 Maggio in Campidoglio la Conferenza Stampa di uno dei più grandi eventi rock: il festival Postepay Rock in Roma che, alla sua quarta edizione, quest’anno punta sul riconoscimento a livello Europeo e Mondiale.

Di solito il titolo è l’ultimo elemento che chi scrive mette a coronamento delle proprie parole. Senza dubbio è da considerarsi l’elemento più creativo del pezzo, di cui, se azzeccato, andare fieri. Il titolo che ho scelto stavolta, invece, non è mio, l’ho rubato e ne vado fiera.

Anche se uno o una non ha le idee chiare e non sa a che porta bussare, a fargli compagnia c’è l’impressione che ci sia giusto il tempo di sbirciare qualche giornale per la ricerca di lavoro, prima di tornare di corsa a crucciarsi.

Una massima di Paulo Coelho recita: “Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno intorno a te piange”. Nell’era della gara al compianto nulla sembra essere più vero e riuscito.

SANREMO- Cominciato e finito. E nel mezzo slavine di trash. Lo spaccato più folkloristico della terra italica, la festività più religiosa del Natale, il talent show più antico che possa esistere: il Festival di Sanremo.

No, non ricordavo una nevicata così da quando nel 1985 il 6 gennaio, mi sono svegliata la mattina con gli occhi che mi brillavano e un piede già fuori dal letto e dentro ai Moonboot.

Non per amor di polemica, al contrario più per amor di cronaca mi trovo a dover scrivere questo editoriale, così da mettere “in piazza” i problemi che, da qui a pochi mesi, tutti coloro che si occupano di comunicazione giornalistica si troveranno ad affrontare.

La foto dell'articolo può essere equivoca, può sembrare quasi che quest'anno Babbo Natale saluti di fretta e quasi non si fermi, voglioso di dire “e anche questo Natale, se lo semo levato dalle...” come nella mitica scena del primo, ed unico, Vacanze di Natale.

BARI- Per tutti gli habitué del MEI, il Meeting delle Etichette Indipendenti, fine novembre vuol dire Faenza, concerti live nei padiglioni, tanto freddo, nebbia padana, a volte anche neve e vin brulé. Insomma, il MEI è un’istituzione.

Quel che resta del Tenco, dopo il Tenco, per una che al Tenco non c’era mai stata.Attenzione: Questo non è un report…

Nel garage di casa l’ispirazione e la creatività prendono spesso il sopravvento, quasi fosse una fucina delle idee piuttosto che un ombroso e umido sito dove sistemare la propria vettura. C’è anche da dire che le affinità con la musica, quasi nativa per questo genere di ambienti, sono elettive per quelle menti libere e prive di condizionamenti, che fanno dei propri sogni - e di quelli altrui - una costante e vicina realtà.

ROMA- I feedback e i riff dell'estate romana riecheggiano ancora nell'aria e già ci prepariamo ad assistere a un Ottobre di pura estasi Rock. Il programma previsto per questo mese nella cornice dell'Atlantico Live è a dir poco entusiasmante.

MOLISE- Parliamo di musica, quella vera, quella che illumina l’anima e dissolve i problemi, racchiudendo tutto ciò che rende felici. Per questo non l’abbiamo incastrata in classificazione per genere. Il World Music Project, nato 4 anni fa, in Molise, da un’idea di Simone Sala, giovane e interessante pianista, e Direttore artistico del festival stesso.

MILANO- Solo un anno fa ne avevamo parlato la prima volta. Solo un anno fa li avevamo seguiti fino a Marina di Carrara per il Premio Lunezia edizione 2010 (ricordiamo che si sono classificati secondi nella sezione gruppi) ed avevamo scoperto le loro potenzialità. Solo un anno fa accadeva tutto questo, e in quest’anno li abbiamo seguiti da vicino nei loro live e nell’avventura del nuovo disco, Distanze, uscito lo scorso marzo.

SANTA MARGHERITA LIGURE- C'era una volta la canzone d'autore. La fortuna mescolata ad una costante ricerca della musica, a volte ritorna indietro come un boomerang e colpisce là dove il diapason risuona con abile perfezione.

Grazie, arrivederci...Ah, un'ultima cosa...” mentre il tenente Colombo pronunciava quell'ultima frase, tornando dietro dal ciglio della porta, proprio mentre l'assassino credeva di averla fatta franca all'ennesimo attacco dello zelante poliziotto, tutti gli spettatori sapevano che per lui era oramai giunto il momento di essere definitivamente smascherato.

ROMA- Il 10 giugno Piazza del Popolo a Roma si è tinta di giallo per “Io Voto”, concerto di chiusura a basso impatto ambientale allestito dal comitato Sì4fest – IOVOTO, che già nei giorni scorsi ha organizzato diversi eventi nella Capitale come nel resto d’Italia prima delle 24 ore di silenzio che precedono il voto.

LONDRA- L’isteria collettiva pre, durante e post royal wedding è finita! Alleluja! Londra e il Regno mai così Unito ritornano alla normale frenetica vita, dopo aver accantonato l’evento mondano dell’anno che ha visto milioni di persone scendere nelle strade a festeggiare il matrimonio-fiaba che si attendeva da un ventennio.

NEW YORK- Come migliorare la qualità della vita in città o preservare le tradizioni culturali? Quali tecnologie usare, come mangiare meglio o respirare un’aria con meno smog? New York si interroga sul suo futuro e a rispondere ci hanno provato un centinaio di Associazioni e gruppi di artisti locali che, per quattro giorni, hanno presentato nelle strade di Manhattan le loro stravaganti idee.

ROMA- 'La Storia, la Patria, il Lavoro': questi i tre temi che hanno caratterizzato il Concertone del Primo maggio. Interamente dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia, la festa dei lavoratori paradossalmente giunge nel giorno festivo di domenica, con un cielo contro ogni previsione, limpido e azzurro, mentre Roma apriva le porte alle migliaia di pellegrini giunti da tutto il mondo per la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II.

NEW YORK- “Se ci demoliranno , sarà come se l’amministrazione di New York decidesse di chiudere il Moma, o un museo storico come quello del Guggenheim”. Sul sito web del gruppo di artisti 5 Pointz i commenti di solidarietà arrivano da tutto il mondo: la notizia che la “mecca dei graffiti” potrebbe lasciare il posto a una palazzina residenziale sta mettendo sul piede di guerra gli artisti delle bombolette della Grande Mela.

No, quando abbiamo cominciato, forse non ci credevo così tanto da pensare che un giorno avrei festeggiato con una folta schiera di fedeli lettori, anche un numero 100. Mi sbagliavo, per fortuna.

Toccare terra a Siviglia è emozionante. Siviglia è la terra del sole, delle arance in ogni angolo delle strade, del mausoleo di Cristofaro Colombo, della Plaza de Toros, della Cattedrale gotica più estesa del mondo (23.500 metri quadrati), della Giralda (torre campanaria dell’altezza di 96 metri), del cibo buono, dell’alcool che scorre a fiumi (sangria e mojito sono cose da non perdere) e della musica tradizionale, il Flamenco, uno dei prodotti culturali più notevoli e famosi di tutta la Spagna.

ROMA – Dal 7 all’11 febbraio, nove città nel mondo fanno rete per raccontare come Internet ha cambiato la comunicazione. A New York, San Francisco, Parigi, Toronto, San Paolo, Londra, Hong Kong, Istanbul e Roma, esperti dei nuovi linguaggi digitali incontrano curiosi della rete o chi già in rete ha un suo spazio ed ha tante domande su come l’Italia sia fondamentalmente indietro in ogni forma di evoluzione benevola.

Il miglior Sanremo degli ultimi 10 anni. E forse di più. E parliamo della parte artistica e musicale naturalmente. Non certo dello spettacolo televisivo, anche se l’intervento di Roberto Benigni è stato come una perla incastonata in un anello ben strutturato.

Dietro a una risata si celano molte cose, e non tutte possono essere piacevoli da scoprire. Molto spesso il riso è una prevaricazione legalizzata, un perdonabilissimo cavalcare le spalle di qualcun altro nel nome del buon umore.

ROMA- Morire non è una cosa che facciamo tutti i giorni. La morte è un concetto totalmente privato, un pensiero costante, un tormento lieve che torna a farci visita ogni volta che guardiamo un telegiornale.

Inizia un nuovo anno. Inizia in sordina. E intanto il 2012, data che i Maya in un lontanissimo passato hanno catalogato come la fine del mondo, si avvicina.
Ogni cultura, nel corso della millenaria storia dell’umanità, ha rivolto uno speciale interesse alla “fine del mondo”, all’Apocalisse”, alla catarsi finale.

Il Natale, la festa delle feste, quella dove il consumismo si fa più sfrenato, dove tutti scendono in strada in cerca di un "pensierino" da mettere sotto l'albero per i propri cari. La crisi economica a livello mondiale stringe sempre più la sua morsa sui nostri portafogli e ci si ritrova quindi, ancora una volta, a dover fare dei regali (non regali) per accontentare tutti, perché, in fondo, che Natale è senza doni?

C’è crisi. C’è grossa crisi.” Lo diceva d’altronde qualche anno fa Corrado Guzzanti, come sempre anticipando umori e previsioni. E quest’anno al MEI, come d’altronde in tanti altri storici avvenimenti culturali, (anche il Premio Tenco quest’anno lo ha dimostrato) ha vissuto momenti di difficoltà.

Abbiamo iniziato così. Un articolo di approfondimento sulla storia del Tenco, uno sui vincitori dell’edizione 2007 e un’intervista. Da lì siamo partiti direttamente per il MEI 2007 e abbiamo cominciato la nostra avventura.

12 Novembre: la storia bussa a chiede spazio, dopo le eclatanti proteste del mondo del cinema per i tagli legati al decreto Bondi, dopo aver visto attori, registi anche stranieri, occupare il celebre Red Carpet del Festival Internazionale del Cinema di Roma, con lo slogan “Tutti a casa”, ecco lo sciopero della cultura.

Da anni gli scienziati si sono interrogati sul canto del cigno che la nostra Madre Terra sembra stesse lanciando. Un rantolio, lento ed incessante, con spasmi di dolore chiamati allarmi ecologici. Ogni anno qualcosa di diverso, ogni anno un problema: dal nucleare alla spazzatura, dai cambiamenti climatici al buco dell’ozono.

Una polistrumentista dotata di grande capacità interpretativa, Nathalie Giannitrapani quest’anno ha centrato un altro importante obiettivo: approdare sul palco di X Factor.

In una Italia che stenta a trovare la sua strada, in cui i protagonisti, da Destra a Sinistra, sono praticamente gli stessi da almeno 3 decenni, c’è voglia di cambiare. C’è bisogno di cambiare.

Sapete cos’è la Patagonia? È così lontana che molti di noi neppure la conoscono. E non la conoscevo nemmeno io, perlomeno non così bene da poter dire che si tratta di una terra da difendere. A ogni costo.

La musica come fuga per evadere dai momenti più tristi. La musica come medicina alternativa per sperare in una guarigione a volte impossibile. E la musica è anche aiuto e sostentamento della ricerca e cura medica nei confronti dei più piccoli, i bambini.