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Esce oggi per 42 Records Immensità, il nuovo lavoro discografico di Andrea Laszlo De Simone, in vinile e in digitale. L'opera è di fatto la colonna sonora dell'omonimo mediometraggio musicale, che verrà pubblicato nelle prossime settimane.

Immensità è un’opera complessa che lega musica e immagini. Un lavoro diviso in quattro capitoli (le canzoni) per nove tracce (ogni “capitolo” ha un prologo o una conclusione). Una vera e propria suite, per usare il termine classico che meglio descrive una composizione strumentale in più tempi, che può essere fruita nella sua completezza solo ascoltando il vinile, oppure in digitale nell’innovativo formato in traccia unica, senza pause: un’unica sinfonia di 25 minuti e 16 secondi.

Questa la scaletta:

Preludio: Il sogno

Capitolo I: Immensità

Interludio primo: La realtà

Capitolo II: La nostra fine

Interludio secondo: Lo spazio

Capitolo III: Mistero

Interludio terzo: Il tempo

Capitolo IV: Conchiglie

Conclusione

Immensità verrà presentato al pubblico con quattro concerti speciali. 

Per l’occasione si uniranno alla band di Andrea Laszlo De Simone tre nuovi elementi: Giulia Pecora al violino, Clarissa Marino al violoncello e Stefano Piri Colosimo alla tromba e al flicorno. Nove musicisti sul palco per un concerto immersivo, una versione contemporanea della musica da camera in cui il pubblico potrà creare la propria condizione ideale per l’ascolto. Seduti? Sdraiati? In piedi? Portate tutti i cuscini che avete, portate le cose che amate di più, portate quello che più vi fa stare bene, perché un concerto non è un concerto senza un pubblico felice.

Queste le date del tour, organizzato da DNA Concerti:

17/11 Roma - Angelo Mai

22/11 Torino - CAP 10100

29/11 Padova - CSO Pedro

30/11 Milano - Club Culture, Serraglio

***

BIOGRAFIA
Andrea fonda le sue radici nella scena indipendente nella prima decade dei 2000. Oltre all’esperienza compositiva e live come primo batterista dei Nadàr Solo, suona da sempre nel duo torinese Anthony Laszlo con Anthony Sasso, ex chitarrista e cantante dei Milena Lovesick. Andrea Laszlo De Simone esordisce nel 2012 con il primo album autoprodotto dal titolo Ecce Homo, registrato in casa con mezzi di fortuna accompagnato dai videoclip di: Solo un uomo, 11:43, I nostri piccoli occhi, Perdutamente.

All’inizio del 2014 incontra alcuni attivissimi musicisti della scena underground torinese che dopo pochi mesi di sala prove diventano la sua band: Damir Nefat (chitarra e cori), Daniele C (basso e cori), Filippo Cornaglia (batteria e cori), Zevi Bordovach (tastiere e cori) e l’immancabile amico Anthony Sasso (tastiere, cori e percussioni).

Anticipato dai singoli Uomo Donna, Vieni a salvarmi La guerra dei baci, il 9 giugno 2017 esce, per 42Records, Uomo Donna, il primo vero e proprio album di Andrea Laszlo De Simone, accolto con grande entusiasmo da pubblico e critica e inserito tra le più prestigiose classifiche di riviste e siti musicali italiani come uno fra i migliori album del 2017. Uomo Donna è un disco complesso, articolato e vitale che vive in un tempo tutto suo dove convivono passato, presente e futuro. Un tempo in cui prende forma un mondo sonoro in cui si fondono classico e moderno, la canzone d’autore italiana e la psichedelia, Battisti e i Radiohead, Modugno e i Verdena, i Beatles e i Tame Impala, il volo magico di Claudio Rocchi e quello terreno di IOSONOUNCANE. Il disco è stato autoprodotto e successivamente post prodotto da Andrea in collaborazione con il fonico bolognese Giuseppe Lo Bue. Le registrazioni sono state effettuate tra l’ottobre del 2014 e la fine del 2016 con tecniche sperimentali a cavallo fra il digitale e l’analogico. Dopo una serie di esibizioni estive in alcuni dei più importanti festival italiani come il TOdays e il Siren Festival – che gli sono valse una menzione speciale nella classifica dei live stilata dal mensile Rolling Stone – il 28 ottobre 2017 è partito il primo tour di Uomo Donna nei club delle maggiori città italiane. Il 30 novembre 2017, in anteprima esclusiva al Torino Film Festival, Andrea Laszlo De Simone presenta il videoclip di Sogno l’amore, un cortometraggio girato in Sicilia per la regia di Francesca Noto e dello stesso Andrea Laszlo De Simone. Il 5 marzo 2018 esce il videoclip Gli uomini hanno fame, la canzone più esplicitamente politica di Uomo Donna, un viaggio di undici minuti e cinquanta all’interno della natura umana ritratta anche nei suoi istinti più feroci. Il videoclip è stato girato da Andrea Laszlo De Simone e dal misterioso duo Sans. Il 31 dicembre 2018 si conclude il ciclo ufficiale di Uomo Donna con il videoclip di Sparite Tutti realizzato dal collettivo creativo Irene&Irene. Sembrava finita qui e invece il 2019 crea nuovi traguardi per Andrea che portano Uomo Donna fuori dai confini nazionali con una menzione speciale sui social networks da parte dell’ affermata band americana The Lumineers che annovera Andrea Laszlo De Simone e Uomo Donna tra le scoperte più interessanti dell’underground musicale internazionale inserendo Solo un Uomo nella playlist Spotify “Inspirations”. Pochi giorni dopo Solo un Uomo verrà trasmessa da KEXP Radio. Il 4 novembre 2019 Andrea e la band sono ospiti in apertura dell’unica data italiana del tour degli stessi The Lumineers all’ Alcatraz di Milano.

 L’8 novembre 2019 esce in digitale e vinile per 42Records Immensità, il nuovo lavoro di Andrea Laszlo De Simone, di fatto la colonna sonora di un mediometraggio musicale, anticipato nei mesi precedenti da ConchiglieMistero La Nostra Fine. Nei primi mesi del 2020 Immensità uscirà anche in Francia per Ekleroshock / Hamburger Records (Benjamin Clementine, Polo & Pan, Limousine e tanti altri).

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Giovedì, 26 Settembre 2019 11:29

SPRING ATTITUDE - Una primavera lunga 10 anni

Una primavera lunga 10 anni.

Il 2019 per Spring Attitude è l’anno dei traguardi importanti: iI Festival Internazionale di Musica Elettronica e Cultura Contemporanea compie due lustri di vita e per festeggiare si prepara a un’edizione speciale, chiamando a raccolta grandi artisti internazionali e i talenti di casa nostra, con un occhio di riguardo, come sempre, alle nuove sonorità e alle nuove tendenze generazionali. Tre giorni di suoni urbaniritmi globali, improvvise accelerazioni verso mondi che verranno. Visioni neo-psichedeliche e performance multimediali in grado di modificare percezioni e immaginari. Ma anche caloroso nu soulnuovo cantautorato e contaminazioni world.

Dal 10 al 12 ottobre lX edizione di Spring Attitude – realizzata con il contributo della Regione Lazio grazie al prezioso patrocinio delComune di Roma e al sostegno di SIAE  -  animerà la Capitale con artisti da tutto il mondo in due luoghi simbolo dell’arte e della cultura contemporanea, fra i più frequentati dai cittadini romani e dai tanti turisti in visita: il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, cuore pulsante del festival, e l’ex Caserma Guido Reni, sede temporanea di Videocittà – Festival della Visione che ospita l'anteprima a ingresso gratuito di Spring Attitude, con gli assaggi di futuro proposti dal live di Shigeto, dall’immersione nella realtà virtuale proposta da Spime.im, dai pattern distorti di Arssalendo e dal dj set di casa, SA Soundsystem.

L’11 e 12 ottobre fra le futuristiche geometrie del MAXXI firmate da Zaha Hadid, si alterneranno i nomi più acclamati e interessanti della scena elettronica internazionale e della nuova onda italiana, senza limiti di genere o categorizzazione: dai sovrani incontrastati della consolle Laurent Garnier ed Ellen Allien e dal leggendario Andrew Weatherall al rap senza filtri di Massimo Pericolo, dalle sofisticate rime introspettive diRancore all'intenso cantautorato di Giorgio Poi, dal travolgente party elettronico di IVREATRONIC alla Regina della notte M¥SS KETA. E poi ancora:  l’elettronica cinematografica in salsa horror di Dressel Amorosi e il grande omaggio di Massimo Martellotta (Calibro35) al compianto Mark Hollis dei Talk Talk; le incursioni audiovideo in un oscuro Sud Italia di Mai Mai Mai e le sonorità afro-mediterranee arricchite dall’arte contemporanea di C’Mon Tigre; il talento cristallino di Elena Colombi e il nuovo fenomeno Spotify Il Tre; l’essenziale synth pop di Altarboy e il pop queer della poliedrica Planningtorock; le contaminazioni funk-jazz di Elephantides e la techno prismatica di Zenker Brothers. Come se non bastasse, a completare il programma di un’edizione che si preannuncia imperdibile ci penserà il songwriting intimo condito di calore soul di Venerus and his orchestra, il trip hop di classe di Weval e i nuovi esponenti della scena romana Darrn.

Tre i palchi realizzati al MAXXI a disposizione degli artisti: il Molinari Stage, dedicato ai grandi protagonisti della scena elettronica internazionale; il Nastro Azzurro live Stage che dà spazio invece a grandi conferme e giovani promesse della musica italiana; e l’Auditoriumdel MAXXI, che ospita le performance più eclettiche e sperimentali.

La X edizione di Spring Attitude, realizzata grazie ai main sponsor Molinari e Nastro Azzurro, inaugura inoltre la nuova collaborazione con il centro di alta formazione Quasar Institute for Advanced Design: gli allievi dell’istituto presenteranno al festival una serie di installazioni, opere video e progetti di realtà virtuale ad arricchire ulteriormente il palinsesto. In materia di mobilità sostenibile, Spring Attitude quest’anno si lega a Cityscoot, start-up francese di scooter sharing ad emissioni zero, arrivata a Roma nell'estate 2019, che si propone di promuovere una valida ed ecosostenibile alternativa al trasporto privato.

Netflix​ è content partner di Spring Attitude Festival 2019 per il lancio di “El Camino”, il film ufficiale della serie cult “Breaking Bad”. Sabato 12 ottobre nel pomeriggio Spring Attitude sarà infatti presente con un DJ set a un evento esclusivo  che si terrà a Roma presso le Fonderie (ex Caserma Guido Reni) e all'interno del quale i fan potranno ripercorrere l'intera saga di Breaking Bad in maniera interattiva.

Media partner di questa edizione i punti di riferimento del settore (e non solo) come La Repubblica XL, Zero, Soundwall, Radio Sonica, Sentireascoltare, Ondarock,  Dlso e Romeing.

IL PROGRAMMA

Giovedì 10 ottobre grande opening a ingresso gratuito all'ex Caserma Guido Reni in collaborazione con Videocittà 2019 – Festival della Visione: ad aprire le danze ci pensa il dj set di SA Soundsystem. A seguire, l’elettronica dotata di anima dell’americano Shigeto, al secolo Zachary Shigeto Saginaw: uno di quei rari musicisti capace di combinare produzione elettronica e altissima competenza tecnica da strumentista, con tanto di studi jazz. A stupire ulteriormente il pubblico trasportandolo direttamente nel futuro ci penserà il collettivo artisticospime.im con EXALAND, performance interattiva in realtà virtuale 360° per dispositivi mobili che mescola noise, ambient destrutturata, ritmi alieni e uno spessore concettuale sci-fi di altissimo livello. In chiusura, Arssalendo e i suoi ensemble digitali che destrutturano linee melodiche e beat  creando pattern distorti e ritmiche bipolari.

Venerdì 11 ottobre ci si sposta al MAXXI dove sul Molinari Stage si comincia con una leggenda vivente: Andrew Weatherall. Un artista del suono, geniale e visionario, capace di muoversi con disinvoltura tra contaminazioni brit-pop, rave culture, retro-futurismo, post-punk e cantautorato, così disinteressato alle tendenze da – paradossalmente - influenzare generazioni di musicisti e conquistare il pubblico. Non è un caso se nel 2011 il suo remix di Soon dei My Bloody Valentine è stato votato dai lettori NME come il miglior remix di tutti i tempi.

Dopo di lui, un pioniere della scena della musica dance, artista poliedrico (tra le varie cose, ha scritto il libro Electrochoc e sta per uscire con un docu-film su di sé) che fa ballare il pianeta da quasi 30 anni: Laurent Garnier. L’artista francese ha disegnato la club culture così come la conosciamo, ed è fin dagli anni 90  il “dj dei dj”: la sua mostruosa abilità tecnica, la sua rabbiosa passione e inestinguibile curiosità rendono ogni suo dj set un'esperienza indimenticabile.

Se Garnier è un Re, la Regina non può che essere Ellen Allien, icona di un’intera generazione di musica elettronica, fresca dell'uscita del suo ottavo album solista Alientronic (maggio 2019). Una visionaria che ha intriso il mondo di musica techno e dance, selettrice dinamica che ha suonato in tutti i principali club e festival del circuito mondiale. I visual del suo travolgente show romano saranno curati da Pfadfinderei.

Il Nastro Azzurro Live Stage ospita invece DARRN, collettivo romano fresco di pubblicazione del debut Ep Musica da camera, uscito lo scorso luglio per Asian Fake. Muovendosi tra pop ed elettronica, tra canzone e vibrazioni aeree e lunari, sotto la direzione creativa del maestro della glitch-art Giacomo Carmagnola, DARRN crea distorsioni, echi e alterazioni sia per la vista che per l’ascolto, in una fusione perfetta tra musica ed estetica. Talentuoso, coraggioso, atipico: Venerus, complice anche il suo ultimo EP Love Anthem uscito a giugno sempre per Asian Fake, è una delle scommesse musicali più interessanti in circolazione. Il suo è un songwriting intimo eppure caloroso, pieno di soul ma al tempo stesso leggero, delicato e “futurista”.

E poi la voce inconfondibile di Giorgio Poi, polistrumentista, paroliere e produttore che fin dal suo esordio solista con Fa niente (2018) ha conquistato tutta l'Italia e non solo: i Phoenix lo hanno voluto con loro in molte date del loro tour, da New York a Los Angeles. Con il suo ultimo album Smog (2019) ha fatto innamorare di nuovo pubblico e critica che lo ha seguito nel tour fra i migliori festival della penisola.

Travolgente, dissacrante, eccessiva, radicalmente underground e, al tempo stesso, divinamente pop: in una parola, PAZZESKA. Torna dai suoi adorati lupacchiotti anche M¥SS KETA, l'angelo dell'occhiale da sera, la misteriosa performer mascherata e rapper dall’attitudine punk. Reduce da un tour estivo che l'ha vista esibirsi sui migliori palcoscenici italiani ed europei a colpi di sold out, accompagnata sul palco dalle inseparabili Ragazze di Porta Venezia, l’artista più al centro dell’attenzione dei media italiani ed europei aizzerà ancora una volta il pubblico inaugurando proprio a Spring Attitude 2019 le nuove date autunnali del PAPRIKA tour.

L' Auditorium del MAXXI si fa invece palcoscenico per uno dei più apprezzati session man italiani e colonna di una delle più belle realtà della musica italiana, i Calibro 35Massimo Martellotta, che porta a Spring Attitude Postcards To: Mark Hollis. Uno show speciale, coadiuvato da visual generati in tempo reale, che rende omaggio a una delle personalità musicali più influenti del 900. Non un concerto di cover, ma materiale originale che vive e respira dello spirito, della dolorosa classe e del meraviglioso tocco del compianto Hollis, leader dei Talk Talk ma anche autore, in solitaria, di alcuni dei momenti più densi, onirici e intensi la musica pop abbia mai avuto.

Se l'industria cinematografica horror italiana, tranne rari casi, può non esserci più, la sua musica sopravvive: a dimostrarlo sarà la performace a/v di Dressel Amorosi, unione artistica di Heinrich Dressel (fondatore della leggendaria label Minimal Rome) e il maestro del basso progressive Federico Amorosi (Claudio Simonetti’s Goblin, Daemonia).  Il loro album di debutto DeathMetha (2018) fonde elettronica e prog rock, rileggendo quei suoni onirici, evocativi e ansiogeni che hanno contribuito a definire quel genere di film.

Elephantides, al secolo Daniele Sciolla e Sergio Tentella, è invece l'anello di congiunzione tra il jazz contemporaneo e la musica classica e l'elettronica. Geometrie oblique, treni funk e vertigini electro si assemblano attraverso continui cambi metrici che sfasano la percezione ritmico/sonora e creano un mondo musicale nuovo, ancora oggi ampiamente inesplorato. Infine, MAI MAI MAI con il suo nuovo album Nel Sud (maggio 2019 - La Tempesta International). Moniker di Toni Cutrone, è uno degli esponenti più affascinanti e riconosciuti a livello internazionale della scena italiana (tant'è che Gucci lo ha scelto per la colonna sonora della sua sfilata ai Musei Capitolini), capace di muoversi tra post-punk, ambient, industrial e apocalisse.  Il suo è un viaggio oscuro nella tradizione e nel folclore dell'Italia meridionale, affiancato dalle potenti immagini di registi che hanno fatto la storia del documentario etnografico italiano (Luigi Di Gianni, Gianfranco Mingozzi, Vittorio De Seta e Cecilia Mangini) manipolate in tempo reale dal video-artista Simone Donadoni.

Sabato 12 ottobre, sempre al MAXXI, il Molinari Stage accoglie il talento cristallino di Elena Colombi, italiana ormai londinese, che nei suoi set, diventati subito un culto assoluto, fa incontrare electro e techno, house e imprevedibili citazioni colte, cupezza industrial e improvvise stilose virate di humour. A seguire il collettivo elettronico più celebre d'Italia, uno degli act più sorprendenti, agguerriti e affilati emersi dalla scena clubbing, in grado di trasformare una piccola cittadina come Ivrea in un tempio della nuova musica:  IVREATRONIC con i suoi fondatori e resident dj Cosmo, il cantante e producer che gira l’Italia a colpi di sold out sulla scia del suo ultimo successo Cosmotronic (uscito nel 2018 per 42 Records), Splendore, le cui influenze spaziano dalla house anni Novanta al garage britannico e all’hip hop, Enea Pascal, il cui approccio naif alla produzione rende il suo sound imprevedibile, e Foresta, ex percussionista ora votato al turntablismo, raffinato selezionatore e abile dj. In chiusura, il suono ibrido, unico e avvolgente degli Zenker Brothers. Figli dell'elettronica “made in Munich”, i fratelli Dario e Marco sono due DJ e produttori il cui background abbraccia l’eredità sonora di Monaco e tanto altro, dalla techno di Detroit alla house, ma anche hip hop, dub, rap e breakbeats.

Il Nastro Azzurro Live Stage si apre con Il Tre, alias Florian Sehr Gola, una delle voci più interessanti del nuovo rap di scuola soprattutto romana che con il suo ultimo singolo L' Importante ha raggiunto quasi il milione di stream su Spotify in un mese. A seguire, una vera e propria bomba a orologeria: Massimo Pericolo, pseudonimo che nel 2014, dal carcere dove era detenuto, fa rinascere Alessandro Vanetti a nuova vita rap. Un talento purissimo e oltre ogni catalogazione, intenso feroce e immediato, come dimostra lo straordinario successo del suo primo disco Scialla Semper (nome dell'operazione anti-spaccio che ha portato al suo arresto). Infine, reduce dalla trionfale partecipazione a Sanremo insieme a Daniele Silvestri con il brano Argentovivo (vincitore di diversi riconoscimenti, tra cui la Targa Tenco 2019 come Miglior Canzone), il rapper romano  Rancore porta a Spring Attitude il suo ultimo lavoro Musica per bambini.

Nell'Auditorium invece si comincia con il live di AltarboyAttilio Tucci e Sergio Picciaredda  - tra gli autori della colonna sonora della serie tvNetflix Baby - sono fautori di un sound onirico, intriso del loro background culturale che parte dallo sci-fi anni ’80 fatto di videogame pionieristici e synth pop sognante.

Attesissimo il misterioso collettivo C'mon Tigre con il loro Racines: un nuovo lavoro meticcio, cosmopolita, che afferma ancora una volta l’attitudine libera del loro suono, fatto di commistioni con il jazz, l’afro-jazz, le ritmiche dell’hip hop, il funk, la discomusic anni Settanta e in costante dialogo con il cinema e l’arte contemporanea. I testi dei loro brani rimandano esplicitamente ai generi del grande cinema americano, dal noir alla fantascienza, e, dopo l’esperienza dello spettacolare film musicale Federation Tunisienne de Football (nato dalla collaborazione con l’artista Gianluigi Toccafondo), i C’Mon Tigre hanno coinvolto nell’ultimo disco artisti di fama mondiale come Danijel Žeželj,Ericailcane, Boogie, Mode 2 e Shigekiyuriko Yamane, che hanno realizzato per loro un volume.

E poi Weval, il duo olandese che plasma una musica elettronica accattivante, incredibilmente dinamica ed emotiva, capace di fondere un approccio intimo e rarefatto all'energia del dancefloor. In chiusura la prismatica Janine “Jam” Rostron, da sempre dietro al nomePlanningtorock. Violinista, cantante, performer, pittrice, dj e producer berlinese di adozione, amata da artisti del calibro di The Knife e LCD Soundsystem, con il suo ultimo disco Powerhouse (2018) ha consolidato definitivamente il suo ruolo nel pop queer.

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Gallery a cura di Irene De Marco

Gli I Hate My Village sono sicuramente tra i gruppi rivelazione del 2019. 

Il progetto nasce dall’incontro tra Fabio Rondanini alla batteria (Calibro 35, Afterhours) e Adriano Viterbini alla chitarra (Bud Spencer Blues Explosion e molti altri) accomunati dalla passione per la musica africana e dall’esigenza di dare voce alla loro ricerca del “groove perfetto”. Vede la partecipazione di Alberto Ferrari (Verdena) e Marco Fasolo (Jennifer Gentle) andando a comporre una “super-formazione” che comprende quattro tra pesi massimi dell’attuale scena italiana. Il 18 gennaio è stato pubblicato l’omonimo album “I Hate My Village” per La Tempesta International, seguito dal primo singolo, intitolato “Tony Hawk of Ghana”. L’album è stato ristampato per cinque volte e tutte e cinque le volte le copie sono state vendute alla velocità della luce. Ma quelli del disco non sono stati gli unici sold out registrati dalla band: la prima parte del loro tour è stata costellata da una serie di “tutto esaurito” che hanno contribuito a confermare la grande attesa riservata alla band da ogni parte d’Italia.

Appena pubblicato il videoclip di “Tony Hawk of Ghana” per la regia di Giorgio Testi (Blur, Rolling Stones, Pixies, Afterhours) e con le animazioni di Donato Sansone (Afterhours, Subsonica e Verdena).

Dopo la release del loro primo, omonimo, album in versione vinile di cui sono esaurite in breve tempo 5 ristampe e un tour quasi completamente sold out, è ora disponibile la versione cd/digitale, arricchita da 4 bonus track che usciranno anche singolarmente con il titolo “I Hate My Bonus Tracks” su tutte le principali piattaforme di streaming online.

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A cura di Carlo D'Acquisto

 “Lo sai ci sono persone, posti ed emozioni che voglio sempre con me. Allora li metto dentro le canzoni. Io sono un mago, questa è la mia magia, e, vuoi o non vuoi, sei mia”. Tutto quello che Giovanni Truppi ha da dire lo esprime nelle sue canzoni. Per questo quando sale sul palco in prossimità del laghetto di Villa Ada a Roma, praticamente non spiccica parola (un saluto ogni tanto, un timido ringraziamento, la presentazione della band), come se non avesse niente da aggiungere a quello che si può trovare scavando nei suoi testi. E, se si vuole, si può scavare davvero a fondo, perché Truppi di cose da dire ne ha tante: sulla società, sulle persone e sull’amore. Nonostante l’apparente riservatezza, forse timidezza, è un cantautore eclettico, brillante, ricco di contenuti, che con il suo ultimo album “Poesia e Civiltà”, il primo con la major Universal, conferma di avere raggiunto un definitivo stato di maturità artistica, grazie a un sapiente alternarsi tra dentro (la poesia, l’emotività) e il fuori (la civiltà, la società, la cultura).

Il concerto, tenutosi mercoledì 26 giugno, dopo una convincente apertura della giovane band romana I Quartieri, inizia con i pezzi più iconici dell’ultimo lavoro: la lucida e malinconica “L’unica oltre l’amore” e la pungente “Borghesia”. Truppi passa dalla chitarra al suo famoso pianoforte smontabile, ideato e realizzato da lui stesso, interagendo poco col pubblico, come se la sua performance fosse una questione personale, da sentire visceralmente, in quelle sue movenze disarticolate, in quelle smorfie di puro godimento, in quelle note e in quelle parole che fluiscono dal suo corpo come linfa vitale. Poi però si alza il ritmo con canzoni ironiche e irresistibili come “Superman”, “Ti voglio bene Sabino”, “Il Mondo È Come Te Lo Metti in Testa”. Il pubblico si sveglia da quella piacevole esperienza contemplativa che era stato il concerto fino a quel momento e letteralmente esplode. Appassionati e performer si alimentano vicendevolmente, in un mutuo scambio di energia. Una crescita che, dopo un climax travolgente, si stempera mano a mano. Dopo il bis, la band si congeda e rimane solo il cantautore, un faro puntato sul pianoforte e nulla più. 

Sulle struggenti note di “Scomparire” il concerto termina nel migliore dei modi: a levare, lasciando appena al pubblico il tempo di rendersi conto che, anche questa volta, “la magia” di Giovanni Truppi si è conclusa.

 

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A cura di Irene De Marco

Tre allegri ragazzi morti sono tornati a Villa Ada Incontra il Mondo con il nuovo album 'Sindacato dei sogni'. Il disco è arrivato tre anni dal precedente ‘Inumani' ed è pubblicato da La Tempesta, l’etichetta indipendente fondata dai Tre allegri nel 2000. Omaggio già nel titolo al rock psichedelico (sindacato dei sogni è la traduzione di The DreamSyndicate, il gruppo californiano esponente del movimento musicale Paisley Underground) il nuovo disco dei Tre allegri contiene molte dolcissime novità.

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Al via martedì 18 giugno la XXVI edizione di Villa Ada - Roma incontra il mondo, il festival più lungo dell’estate romana che come ogni anno animerà le sue notti con 49 giorni di concerti senza sosta sulle rive del laghetto più famoso della Capitale. Ad aprire la manifestazione, i Groundation, band statunitense capitanata da Harrison Stafford, che con il singolo “Babylon Rule Dem” ha scritto un pezzo di storia del reggae internazionale.

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Venerdì 24 maggio la piattaforma TV digital leader al mondo nel campo della musica elettronica, sbarca per la prima volta nella Capitale grazie a Just Music Festival 2019. Un evento in una secret location, per un numero limitato di persone, con una consolle tutta italiana che lancerà in streaming mondiale quella che si prefigura come una serata imperdibile. 

Tanti i protagonisti di questa notte: a cominciare da Lory D, divinità della consolle che dal 1991 è tra i migliori rappresentanti del sound italiano, uno dei primi a portare l'Acid House e Hardcore da Londra  a Roma e oggi fautore di un electro techno senza paura, originale e forte. E poi il grande Marco Passarani, che ha svolto un ruolo cardine nella scena techno italiana fin dai suoi primi giorni ed è la mente dietro Nature Records, Pigna Records e ogni etichetta legata a Finalfrontier, sua innovativa hub di produzione che è senza ombra di dubbi centrale per artisti come Jolly Music,  Mat 101, Francisco, Raiders of the Lost ARP, Ambit 3 and Monomorph/D’Arcangelo.

E ancora Paolo Di Nola, storico DJ romano trapiantato per molti anni a New York, tra i primi ad aver portato negli anni '80 il suono originale della prima house americana in Italia, con la storica serata Devotion. Oggi il suo suono riflette ancora le prime sonorità house e techno, mischiate con psichedelia Left-field, disco, soul, atmosfere Soft-rock e musica cosmica; il viaggio musicale senza soluzione di continuità di Khalab, che grazie alla collaborazione con Clap Clap si è consolidato come uno dei più interessanti progetti su scala internazionale di afrofuturismo; le sperimentazioni sonore di Francesco Costantini ; la travolgente Dj e producer italiana Silvie Loto e il vibrante mix tra ambient allucinogena, downtempo, elettronica e techno del parigino Rawmance.

Il grande evento di chiusura di questa edizione sarà poi sabato 15 giugno a Cinecittà Studios, con una serata dedicata a uno dei più importanti brand del clubbing contemporaneo a livello mondiale, il CIRCOLOCO.

Come ogni anno, Just Music Festival si muove dunque su quella linea di confine che unisce il grande evento musicale ai più avanzati ambiti di ricerca, portando lo spirito della musica underground in ambienti nuovi, mettendo insieme i grandi maestri e le nuove star della musica contemporanea.

Just Music Festival, che nelle ultime edizioni ha portato a Roma artisti del calibro di  Bjork, Massive Attack, Public Enemy, Burt Bacharach, Pet Shop Boys, Jean Michel Jarre, Disclosure, Róisín Murphy, Travis, Thievery Corporation, St. Germain e James Morrison, è organizzato da DNF Booking Crew, una delle principali agenzie di musica elettronica in Europa, creata nel 2002 dai fondatori del leggendario club Dc10 di Ibiza e il celebre format internazionale Circoloco e di base a Roma.

 

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