Martedì, 17 Febbraio 2009 12:11

L'arte emergente nella sua forma piu' eclettica

Scritto da Edyth Cristofaro
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Non vogliamo essere autoreferenziali. Non stiamo promuovendo gli spettacoli dell’editore che ci dà i natali e lo spazio.
La nostra è oggettività.
E tutti gli spettatori che erano presenti lo scorso 12 febbraio al Teatro Palladium (piazza Bartolomeo Romano) di Roma per la serata finale del TeatroTour MArteLive Speciale Frammenti, lo potranno confermare.
Il teatro era pieno, non come un uovo e non in ogni momento, ma colmo di persone interessate al nuovo modo di fruire l’arte e gli spettacoli, promosso da Procult con MArteLive e con tutti gli spin-off ad esso correlati.

Questo modo di promuovere la cultura è innovativo perché lascia spazio alle persone di decidere come, quando e quanto vedere: nel foyer c’era in esposizione la mostra dei lavori di Marjan Fahimi, pittrice iraniana sensibile e malinconica in cui il suo essere donna si esprime con policromie intense e spesso contrastanti.
Ma c’era anche la bellissima mostra fotografica di Gino Nardella, Uno ogni sacco d’anni, su Andrea Pazienza, genio riconosciuto dell’arte figurativa italiana, che raccoglie 50 foto in bianco e nero scattate da Nardella nel maggio ’75 a Peschici (foto utilizzate dai due nell’esame di Tecniche della Fotografia al DAMS di Bologna al quale erano iscritti). La stessa mostra di Nardella è stata accompagnata anche da una performance di presentazione teatrale in cui le parole si mescolavano alle immagini, donando così non pochi momenti esilaranti.
Sul palco poi sono saliti Daniele Antonini, clown/giocoliere della Scuola Romana di Circo che presentava gli artisti che si sarebbero esibiti; Alessio Di Martino, giovane autore letterario dotato di sagacia ed ironia che ha letto un suo pezzo sulla storia italiana degli ultimi 80 anni (da Mussolini a Berlusconi) in 6000 battute; e i fantastici This Armony (gruppo musicale particolarmente innovativo che unisce il suono forte della chitarra elettrica a quello dolce del violino, in una ricerca di sonorità che si ravviva continuamente), che hanno letteralmente incantato la platea.
In successione poi abbiamo visto sul palco il Teatro Instabile di Aosta con le loro performance di danza. I grandiosi ed anticonformisti Antonio Rezza e Flavia Mastrella, che hanno presentato il loro Dvd edito dalla Kiwido, Ottimismo democratico. Il collettivo di improvvisazione teatrale e danza Improbabilon. Il monologo finale dello spettacolo teatrale vincitore del MArteLive 2008, Interno Abbado, della Compagnia ITermini (messo in scena recentemente al Teatro Ambra Jovinelli di Roma).
E, last but not least, i carismatici ed eclettici Nobraino (di cui abbiamo parlato largamente nello scorso numero) che, ancora una volta hanno letteralmente messo a soqquadro palco e pubblico, in un concerto iniziato dolcemente e finito con forza dirompente.
Non è autocelebrazione, ma effettivamente 4 ore di spettacolo così variegato, senza pause, ormai non si vede più quasi da nessuna parte.
Il fatto è che bisogna credere fermamente nel valore della cultura, dello spettacolo come segno distintivo di un paese, per riuscire a fare tutto questo. Bisogna credere che noi giovani possiamo ancora davvero costruirci un futuro, a dispetto delle difficoltà che incontriamo ogni giorno, per investire in un campo come quello dello spettacolo ed avere dei risultati tangibili.
Non è autocelebrazione, ma solo un dato di fatto: MArteLive c’è. E non è poco.

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