Mercoledì, 08 Ottobre 2008 13:20

Enrico Capuano e ...

Scritto da Maria Logroio
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[MUSICA]

Un piccolo palco, le mura rossa e l’atmosfera intima e accogliente del Funnell Disco Pub, via Ostiense 137, hanno stretto a sé, lo scorso 7 ottobre 2008 musicisti e pubblico.
Un concerto tra amici, intimo e “senza barriere”, tra una birra rossa e una bionda alla spina spumeggiante.
I “divi” della serata erano lì ad un passo da noi, vicini non solo fisicamente ma anche mentalmente perchè sono riusciti a trasmettere con la loro musica sensazioni forti, inspiegabili e coinvolgenti: un entusiasmo esponenziale, la gioia di ascoltare, un brivido vertiginoso, tutto dalla musica!

Enrico Capuano, un personaggio semplice ed umano, nei modi e negli atteggiamenti, ci ha fatto sentire pienamente a nostro agio coinvolgendoci nelle diverse performance, accompagnato da Dunia Molina con la sua bellissima voce, dolce e forte nel contempo; da Alfredo Notarloberti, che con il suo violino è riuscito a dare ad ogni pezzo il famoso “tocco in più”, giocando con le improvvisazioni e adattando il folk rock di origine su basi variegate; Claudio Clementi, che nella sua compostezza più assoluta ha fatto esplodere musicalmente il suo basso; e ancora Daniele Iacono alla batteria e Fabiano Lelli alla chitarra con i loro strumenti sempre essenziali.

Ed è proprio questa commistione di generi, il loro stile e le modalità di espressione, e il loro filo conduttore, che dimostrano concretamente ciò che E. Capuano ha voluto esprimere rivolgendo un appello agli artisti e al mondo della musica, dicendo: “BASTA ODIO-BASTA RAZZISMO”.
E tra un omaggio al grande De Andrè, una Tammuriata folk di successo, un organetto che entra ed esce dalla scena e alcuni brani dell’ultimo Cd “Fuori dalla Stanza” ,rivolge a tutti l’invito ad uscire dai propri confini, ad andare al di là dei preconcetti e delle imposizioni.
Enrico Capuano sostiene infatti che con la musica, e ognuno con i prori mezzi e nel suo piccolo, deve e può fare qualcosa: ”niente è più distante questa è la mia gente”.
Questa Italia razzista non è la mia Italia” dice.”Diamoci una mossa senza farci strumentalizzare da nessuno”, ”cominciamo ad usare i nostri concerti, i nostri spazi per dare energia a chi non ci sta”.

E’ questo il messaggio di E.Capuano che con tutte le sue forze desidera trasmettere e condividere. E la musica e l’arte in genere, ancora una volta può rappresentare”la voce” di chi non ha la forza di farsi ascoltare perché non è in prima linea, o perchè apparentemente diverso. Ma poi: diverso da che?

Letto 1575 volte Ultima modifica il Lunedì, 04 Maggio 2009 15:06