Martedì, 28 Giugno 2011 17:33

Roma incontra il Mondo 2011

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 [MUSICA]

roma-incontra-il-mondoROMA- Musica da tutto il mondo nella migliore tradizione di questa manifestazione giunta ormai alla sua diciottesima edizione. Roma incontra il Mondo diventa maggiorenne nell'anno in cui si festeggia il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, ricorrenza omaggiata dall’importante presenza di artisti italiani in cartellone, senza dimenticare la naturale vocazione a favorire l'integrazione e la conoscenza dei popoli attraverso la musica e la cultura.


Organizzata dall’ Arci di Roma e Multikulti con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, anche quest'anno la manifestazione si svolgerà sull’isola del Laghetto di Villa Ada, dal 18 giugno al 29 luglio, oltre ad un evento straordinario il 30 luglio.
Sei settimane nel corso delle quali si esibiranno sul palco i più bei nomi del panorama musicale attuale, per un’altra estate di musica, cultura, divertimento e gastronomia internazionale, nel più suggestivo e rinfrescante scenario dell’estate a Roma.


 

In a rub dub style
 

mad_prof2Rosso, giallo, verde e nero. I colori che campeggiano sovrani sul palco per questo doppio concerto che inaugura la diciottesima edizione del festival Roma Incontra il Mondo, al laghetto di Villa Ada.
Tutto nel segno della musica giamaicana sabato18 giugno, ad infuocare la serata, già caldissima di suo, sono il padrino della Dub music, Mad Professor, e gli inglesi Zion Train.
Sebbene entrambi di origini tutt'altro che caraibiche, Mad Professor e gli Zion Train si sono fatti largo nella scena internazionale da decenni, affermando lo stile che nacque nella lontana e assolata isola giamaicana negli anni ‘60, conosciuto come Dub.
Ad aprire la scena sono gli Zion Train, con il mitico Neil Perch ai controlli, Dubbdada al microfono, Dave Hake alla tromba e Richard Doswell al sassofono. Il loro live e' una performance multistilistica che attraversa ogni sfumatura della musica reggae, dal lento e continuo jamming di “Rainbow Children”, fino al dub elettronico più spinto come nel caso di “Terror Talk”, che le sapienti mani del selecta Neil Perch trasformano in un rave reggae degno dei migliori sound nei festival europei.
L'atmosfera ipnotica data dai bassi, dalle incursioni di suoni campionati, e dalla voce effettata di Dubbdada, il tutto sempre in eco, come la tradizione del genere vuole, viene smorzata di tanto in tanto dalla presenza dei fiati, strumenti che riportano il pubblico all'essenza della zion_train2musica dub, atterriamo con i piedi ben saldi a terra, sfiorando le radici originali, quelle del reggae.

Mad Professor sale sul palco solo dopo le 23:30 e si posiziona dietro al mixer, con una luce da minatore sulla fronte, il distacco dal precedente live non si nota neppure, quando il veterano della scena Dub mondiale mette le sue mani sulla consolle.
Produttore, remixer e ingegnere del suono, con all'attivo oltre 200 tra produzioni personali, album e remix, Mad Professor ha solo l'imbarazzo della scelta su cosa proporre al pubblico romano che si e' presentato massivamente per l'evento.
Dagli albori di “Dub Me Crazy” fino alle ultime produzioni, un Dj set creativo, di spessore e che ha fatto ballare per oltre 1 ora e mezza il laghetto di Villa Ada, Mad Professore, 56 anni e non sentirli, in sintonia con la gente di ogni generazione presente ai live. Questa sera a Villa Ada si e' inaugurato con lo spirito giusto un festival volto alla promulgazione della musica internazionalista, etnica e accessibile a tutti, la stagione estiva e' iniziata con i ritmi caldi, sempre attuali e piacevoli del reggae.

Laura Fioravanti
Foto di Laura Fioravanti



Patchanka caliente

OdB1Domenica 19 giugno 2011 al Laghetto di Villa Ada, per la seconda serata del festival Roma Incontra il Mondo, una Noche de Patchanka. Per l'occasione, ospiti della serata gli Ojos de Brujo, ensemble catalano che ha spopolato a livello internazionale per la sua poliedricità musicale, pionieri nel mixare stili apparentemente lontani tra loro come il flamenco, il rock, il reggae, l'hip hop e la musica elettronica.
Letteralmente “Occhi dello stegone”, la carovana di Barcellona e' guidata dalla carismatica, un pò gitana un pò strega Marina “la Canillas”, come prima voce e il velocissimo vocalist freestyler Maxwell Wright, anche alle percussioni. Ma il vero cuore della band si trova in Ramon Gimenez, o meglio, risiede nelle sue mani, il chitarrista flamenco, fondatore del gruppo che ormai da un decennio segue l'avventura degli Ojos.
Al basso il portentoso Javi Martin, si fa prepotentemente sentire tra il battere dei tacchi della ballerina di flamenco e le melodiche incursioni alla tastiera di Carlitos Sarduy. Eccelso anche il lavoro di Sergio Ramos alla batteria, che si cela di tanto in tanto alla maestosa presenza scenica di Marina che incessantemente salta da un lato all'altro del palco. Chi può biasimarla?
E' davvero impossibile stare fermi quando parte il flamenquillo in chiave dub di “Tiempo de Drumba” e a seguire l'atmosfera tutta latina della rumba di “Sultanas de Merkaillo” con il coro coinvolgente del ritornello “Pasa, pasa, tristeza pasa, pasa, pasa por un momento y entra calor,OdB5 fuego y abrasa, pasa” che alla fine del brano tutti cantano all'unisono. Ci regalano anche “Todos Mortales” estratto dalla loro ultima fatica: Corriente Vital, titolo che incarna perfettamente il loro modus operandi.

Si va avanti con il flamenco ahiphopados di “Color” brano di apertura del fortunato album Techarí fino a giungere ad una magistrale esibizione di flamenco, in cui la ballerina che sale sul palco si cimenta nella più passionale delle danze, fino ad arrivare a duettare dapprima con il bassista, in un botta e risposta di tacchi e slap a cui si aggiunge poi anche la lingua velocissima di Maxwell Wright, ma non c'e' storia per nessuno, i piedi della danzatrice sono più veloci, più potenti e più precisi anche nell'emettere il suono.
La conclusione del concerto è affidata alla caliente sonorità di rumba catalana di “Ventilador R-80”, dove Marina invita chi vuole ad affiancarla per ballare tutti insieme, ed in pochi istanti, neanche a dirlo, il palco si gremisce di bailadores tra cui si possono scorgere professionisti come anche gente alle prime armi, ma tutti uniti in un coinvolgente ballo di gruppo, perfetti sconosciuti si avvicinano e ballano, ballano, ballano!

Laura Fioravanti

Foto di Laura Fioravanti

Letto 1981 volte Ultima modifica il Mercoledì, 13 Luglio 2011 08:57