Sabato, 16 Aprile 2011 10:56

Loro della munnizza, regia di Battaglia, Donati, Schimmenti, Zulini

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loro_della_munnizPer la decima edizione del RIFF – Rome Independent Film Festival, nella sezione DocumentaRIFF, in competizione tra le pellicole nazionali, si va ad incastonare uno splendido documentario, che parla di lavoro, di “munnizza” e di riciclo. Quanto di più attuale...

Per anni, i “cenciaioli” hanno reso un servizio alla comunità, ripulendo la famosa discarica di Palermo, nota con il nome di “Bellolampo” da ferro, rame, acciaio, legno, vetro, plastica e qualsiasi altra cosa avrebbero potuto vendere o barattare. In questo modo, oltre ad avere degnamente guadagnato un salario con il quale mantenere le proprie famiglie, hanno anche ripulito la discarica da materiali potenzialmente dannosi e che impiegano costi alti e periodi lunghi per lo smaltimento, insegnando indirettamente il valore del riuso o del riciclo e sopratutto il valore di un bene, qualsiasi esso sia, che spesso viene gettato quando ancora non e' arrivato ad esaurimento.
Dagli anni 50 fino a poco tempo fa, nessuno si era mai lamentano, anzi, ma da quando c'è l'emergenza rifiuti in Sicilia, le cose sono cambiate, e ai cenciaoli, i genitori della differenziata, non è più consentito accedere alla discarica, pena il carcere. Così i pittoreschi signori della munnizza, seduti sulle proprie apecar, girano i cassonetti del capoluogo siciliano, alla ricerca degli stessi oggetti che prima cercavano a Bellolampo, una volta trovato quanto di loro interesse, lo portano nelle loro abitazioni, dove c'è sempre una sorta di officina/magazzino, le lavatrici vengono smontate pezzo per pezzo, e ogni cosa  sapientemente suddivisa in grandi recipienti. Si ha la netta sensazione che queste persone sappiano perfettamente quello che stanno facendo, che conoscano a menadito ogni singolo materiale.

C'è un grande sacco dove viene riposto il ferro, un altro ospita l'acciaio, poi ancora i pezzi di gomma e il rame. Uno di loro pesa su di una bilancia la quantita' di materiali da lui rinvenuti durante un ora di ricerca, e dopo aver fatto due calcoli si accorge che in quel piccolo lasso di tempo ha guadagnato oltre cento euro!

Fare il cenciaiolo è un mestiere duro e sporco, ma si guadagna molto bene, c'è chi ha comprato o costruito una casa a forza di raccogliere immondizia nella discarica, sono state mantenute famiglie, bambini sono cresciuti sani e sono andati a scuola con i soldi fatti da quello che la gente butta nel cassonetto. E' qualcosa che deve fare riflettere, qualcosa che non puo' essere ignorato.
Perche' il comune di Palermo, invece di aiutare questi individui, gli impedisce di fare quello che hanno sempre fatto e se colti in flagrante li condanna? Perche' nessuno vuole dare loro la possibilita' di raccogliere la spazzatura porta a porta, avendo cosi' la differenziazione e un risparmio non indifferente in vetture e personale da destinare al servizio smaltimento rifiuti? Facile, a parte storie di mafia che nella regione, come altrove, hanno radici da decenni, c'e' in progetto la costruzione di un grande inceneritore, che tra appalti e commesse, sicuramente fruttera' parecchio nelle tasche degli interessati. Grazie alle quattro menti, ideatrici del documentario: Marco Battaglia, Gianluca Donati, Laura Schimmenti e Andrea Zulini i cenciaioli, gli eroi della discarica, uomini umili, forti e fieri, si riappropriano della loro dignita' manifestando il loro dissenso per quanto accaduto, speriamo che questa loro protesta possa far cambiare il corso degli eventi, e sopratutto possa far ritrovare loro la speranza di un lavoro, ormai perso da tempo e la coscienza nelle persone che in quella terra vivono giorno dopo giorno il dramma dell'emergenza rifiuti.

Laura Fioravanti

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