Venerdì, 06 Febbraio 2009 14:04

Davvero non e' vita da timidi?

Scritto da Eva Kent
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[L'ILLETTERATA]

evakentChe domanda difficile! Così sostiene Andrea Rezzonico, nella sua opera prima: Non è vita da timidi, edito dalla Iacobelli. Sicuramente i protagonisti di questi undici racconti sono l'opposto di coloro che siamo abituati ad incontrare nelle rubriche gossippare dei rotocalchi. Sono goffi, insicuri e impacciati, e le loro vite sono raccontate con profonda ironia dall’autore che ha uno stile ed un tipo di umorismo che ricordano molto Groucho Marx e Woody Allen (entrambi presenti nella copertina insieme a Jannacci e a Cochi e Renato).

Ma la vena di tenerezza e di complicità che attraversa tutto il libro permette una riflessione sul come non sempre i vincenti-a-tutti-i-costi siano i più forti. La sensibilità che si nasconde dietro ad un timido è spesso una perla rara.
E queste perle di atteggiamenti fuori dai clichè del duro a tutti i costi, ci conquistano sempre più, pagina dopo pagina, non lasciandoci indifferenti all’evoluzione dell’autore e dei personaggi stessi che nel corso della narrazione diventano sempre meno “timidi” e maldestri, pur rimanendo un pò imbranati e sempre molto semplici.

Andrea Rezzonico, giovane esordiente nato a Latina nel 1984, impiegato presso un istituto di credito fa dell’ironia la sua migliore amica e ci lascia in balia di una carrellata di personaggi affatto singolari, credibili, anche se a volte fin troppo semplici, che nel corso del racconto evolvono ma senza fare grossi salti di qualità e quantità.
La timidezza, l’imbranataggine sono il pretesto letterario delle storie che ci vengono raccontate da Rezzonico, ma non sono il tema portante: ci appaiono più che altro come una scusa. E la narrazione parte, cammina, cresce nel corso dei racconti, delle storie d’amore e di conquista e diventa un percorso diverso da quello originario: i racconti diventano più arguti rivelando lo spirito sorprendente dell’autore, quello che ci cattura e ci fa ridere, quello che passa dalla sola leggerezza, anche troppo naif, all’ironia spiccata ma non velenosa.
Forse spingere di più su questo tasto renderebbe ancora più autentica ed inimitabile questa raccolta, che altrimenti rischia una lettura fin troppo leggera e talmente spontanea che non rende merito all’indiscussa sensibilità e qualità dell’autore.

Andrea Rezzonico, Non è vita da timidi, Iacobelli, pag 107, € 10

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