Martedì, 01 Giugno 2010 10:43

Salviamo i Talenti, Teatro Vittoria, parte I

Scritto da Salvatore Insana & Angelo Passero
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[TEATRO]

vittoriaROMA- Primi due dei quattro appuntamenti della rassegna Salviamo i talenti- Premio Attilio Corsini, organizzata per il secondo anno dal Teatro Vittoria con il coraggioso intento di offrire una ribalta a giovani autori e attori, A cuore aperto (in scena dal 20 al 22 maggio) e Cambio Vita (in scena dal 27 al 29 maggio).



A cuore aperto

foto_1_spettacolo_bScritta e diretta da Patrizio Cigliano, la pièce è il gioco scenico di due anime prossime alla scadenza definitiva, due ottantenni che, pur conservando le fattezze e lo spirito dei ventenni, si trovano oramai a due minuti soltanto dal commiato finale e mortale.
Prima che sia troppo tardi allora, non resta che confessarsi tutto, dilatare indomiti il tempo, resistere alla sua unidirezionalità fatale, scardinare la progressione lineare dei secondi e rivisitare insieme e per l'ultima volta sessanta anni di vita trascorsa fianco a fianco.
L'amore come corpo a corpo, gioco fisico con prove da superare, acrobazie e simmetrie, equilibri da allenare, gesti quotidiani da perpetrare instancabili prendendosi cura dell'altro, si dipana concretamente nel quadrato di cangiante luminosità sul quale si muovono con intesa fanciullesca Giuseppe e Maria (ogni riferimento evangelico è smaccatamente non casuale), sposi e ancora giocosi amanti ad ogni passo più saldi nel loro voler riconfermare l'effimero istante dell'incontro perfetto, idilliaco e ideale.

Moltiplicando l'identità dei due protagonisti in scena (Tommaso Cardarelli e Claudia Genolini) attraverso videoproiezioni e ricorrendo alla voce registrata di due autentici ultraottantenni (Arnoldo Foà e di Maria Rosaria Omaggio), A cuore aperto privilegia la parola all'azione (gli unici elementi scenici sono dei secchi di piombo grigio pieni d'acqua e di mele rosse), facendo largo uso del racconto, così da ripercorrere le tappe di una storia individuale (la prima volta, le gelosie, la figlia) che va a incrociare la grande storia (la guerra, la prigionia), tra scherzi e simpatie, memorie, ricordi, nostalgie, senza rimpianti.
Fino però a  quel “mi ricordo tutto io!” che Maria ripete più volte, lentamente insinuando nell'idillio una tragedia silenziosa, invisibile e indicibile, quel voler restar aggrappati a tutti i costi ad una nave (un amore, una vita, un'idea) che purtroppo non può non affondare.

Salvatore Insana



Cambio vita

foto_2_spettacoloScritto e interpretato da Simone Perinelli, con la partecipazione di  Aurora Mascheretti e la regia di Roberto Belli, lo spettacolo racconta di un uomo come tanti che, dopo un’attenta (?!?) analisi costi-benefici, decide di cambiare religione e di passare da Gesù a Buddha. Sembrerebbe semplice come cambiare marca di caffè o passare da Tim a Vodafone, se non fosse che…il Dio in questione è più determinato di un operatore di call center a non lasciarsi sfuggire il cliente. E allora via alle chiamate persuasive e ad uno scherzo “ultraterreno” ci cui è vittima l’inconsapevole protagonista. 
Se la trama risultava sulla carta suggestiva e ricca di spunti, non si può dire lo stesso della resa scenica in alcuni casi prolissa negli escamotage narrativi (che noia il telefono che interrompe continuamente la lettura della poesia) e priva di un ritmo tale da interrompere gli sbadigli; anche se bisogna ammettere che in sala c’era chi si divertiva e di gusto. Simone Perinelli è bravo nel suo ruolo di interprete sempre in scena, ma perché la scelta di un secondo personaggio, una spalla, talmente poco presente da poter essere tranquillamente omessa?
Una dialettica fra monologo (il 90% dello spettacolo) e scambio a due (il restante 10%) non risolta. E se il concept sulla carta poteva funzionare è la scrittura a non convincere: tante trovate, ma forse poco convincenti.

Angelo Passero

Letto 2470 volte Ultima modifica il Martedì, 01 Giugno 2010 10:56