Lunedì, 17 Maggio 2010 18:16

Andar per vulcani

Scritto da Amanda Ronzoni
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[TRIP: NOTE DI VIAGGIO]

viaggiPer la serie “se non li puoi battere, fatteli amici”, nella rubrica di questo numero parliamo di vulcani. L’argomento è certamente scottante e di attualità, visto i recenti disagi provocati dal risveglio dell’islandese Eyjafjallajökull (più difficile da scrivere che non da pronunciare: èia-fijàtla-iokùtl… coraggio speaker della CNN, ce la potete fare!).

Al pari di individui imprevedibili e misteriosi, quindi pericolosi, i vulcani esercitano un fascino magnetico su tutti noi. Temuti, odiati, amati, da millenni il genere umano in ogni parte del pianeta ha imparato a convivere (più o meno) con questi ingombranti vicini, solitamente silenziosi, ma capaci di sbottare da un momento all’altro dopo centinaia di anni di beato sonno.
È un fatto che, a parte la proliferazione di abitazioni sui fianchi di quelle che possono anche sembrare montagne fertili – vedi Vesuvio o Etna, senza scomodare qualche paese sudamericano (ma “La ginestra di Leopardi”, non la studia più nessuno?!), gli uomini amano il rischio. Le tecnologie moderne ci consentono di osservare l’ira delle eruzioni sempre più da vicino: non bisogna essere necessariamente laureati in geologia per ritrovarsi (ALLA DEBITA DISTANZA DI SICUREZZA, mi raccomando) a godere dello spettacolo di fuoco che in diversi punti del pianeta i vulcani ci possono riservare.
Il fattore sicurezza è determinante, così come il muoversi insieme alle guide giuste. Ecco alcuni punti caldi dove fare vulcano watching:

IN ITALIA: con 35 chilometri di diametro, 3550 metri di altezza, 4 spettacolari bocche eruttive, Stromboli_Stoppato_Ronzoni011qualche centinaio di piccoli coni di lava e cenere, attività quasi continua e persistente, l’Etna è la nostra star di punta,  il vulcano attivo più famoso e grande d’Europa. Sono decine i sentieri che si arrampicano sulla “Muntagna”, alla scoperta di un ambiente geologico di grande fascino, protetto da anni dall’omonimo Parco Nazionale. L’Etna è decisamente accessibile grazie alla una funivia (telecabine) e a un servizio di mezzi 4x4 che portano comodamente alle quote intermedie, poco oltre i 2500 metri da dove partono i trekking che conducono ai crateri sommitali. Ottimo ed estremamente consigliato il servizio delle Guide dell’Etna, grandi conoscitori di questa montagna che, come tutti i suoi pari, non va affrontata con superficialità. Le guide sono anche al corrente dell’attività giornaliera del vulcano e dei relativi divieti di accesso.
Ancora in Sicilia, nelle Eolie, si trovano altri due pezzi da novanta: Vulcano, sull’omonima isola, la cui sommità, raggiungibile con una camminata di 30 minuti, si presenta con un cratere fumante incrostato di zolfo giallo. Poco distante Stromboli, il più regolare dei vulcani conosciuti: da quasi 2000 anni erutta getti di lava incandescente ogni 20 minuti. La salita alla cima è abbastanza faticosa, con 3 ore di ripido cammino per superare i quasi mille metri di dislivello. Un’esperienza che vale però lo sforzo. Per l’accesso al vulcano è praticamente obbligatorio rivolgersi alle guide vulcanologiche dell’isola, in grado di garantire la sicurezza fornendo anche l’attrezzatura necessaria all’ascensione.
Info per l’Etna:   www.etnaguide.com, www.funiviaetna.com, www.parks.it/parco.etna; per Stromboli: www.stromboliguide.it, www.strombolieolie.net

costa_rica_stoppato_ronzoni016IN COSTA RICA: per piccolo che sia, il paese ha un’eccezionale concentrazione di vulcani, che occupano la parte centrale del . Dalla cima di alcuni di loro è possibile scorgere l’Oceano Pacifico a ovest e il Mar dei Caraibi a est. L’accessibilità è massima. Sul bordo del cratere dell’Irazú, occupato da un lago acido di color verde, e su quello del Poas, il cui lago è invece azzurro, si arriva comodamente in auto; per raggiungere il Turrialba, attualmente in eruzione, occorre un 4x4; lo stesso vale per l’Arenal, forse il più coreografico. Qui una pista si arrampica nella giungla fino ad arrivare al bellissimo lodge dello Smithsonian Institute , sede per i ricercatori, da anni tappa irrinunciabile per chiunque desideri vedere da distanza ravvicinata, in completa sicurezza, un vulcano in piena e continua attività, comodamente seduti nelle stanze dotate di vetrate con “vista”. L’Arenal erutta in media ogni 7 ore. Le eruzioni serali sono particolarmente spettacolari. Verso il Nicaragua invece troviamo il parco Nazionale Rincon de la Vieja, con l’omonimo vulcano attivo, immerso nella giungla. La sommità del Rincon è raggiungibile con un trekking di 5 ore. In cima il panorama mostra gran parte della cordigliera costaricana e di quella nicaraguese.
Info: www.arenalobservatorylodge.com, www.liberiacostaricainfo.com/Rincon-de-la-Vieja-Mountain-Lodge.html

LA REUNION: territorio francese d’oltre mare in pieno Oceano Indiano, sull’isola si parla francese e si paga in euro. Nonostante la sua grande popolarità, si tratta di un luogo ancora selvaggio e incontaminato con aree di foresta vergine considerata praticamente “fossile”. La Reunion è formata da un antico vulcano crollato su sé stesso, il Piton de Neiges, nascosto tra ripidi (e spesso inaccessibili) canyon, cascate e paesaggi davvero aspri. Famosa tra gli appassionati di canyoning, l’isola, oltre a chilometri di spiagge da sogno, offre la possibilità di praticare qualsiasi tipo di attività sportiva in un ambiente selvaggio. Il vulcano attivo è il Piton de la Fournaise, ambiente lunare circondato dalla giungla, un’ampia caldera che ospita due grandi crateri, il Bory e il Dolomieaux. Trekking di 3- 4 ore portano all’interno dell’immenso campo di lava solidificata da cui sorgono i crateri attivi. Guide e informazioni presso la Maison de Vòlcan. Non particolarmente costosi i tour in elicottero che permettono di apprezzare al meglio il paesaggio di quest’isola così singolare.
Info: www.maisonduvolcan.fr, www.helilagon.com  (per il tour in elicottero)

GUATEMALA: luogo di grande fascino dove i colori, i profumi, l’atmosfera coloniale e Guatemala_Stoppato_Ronzoni008monumenti archeologici unici al mondo fanno da cornice ad alcuni vulcani attivi fra i più belli del Centro America. A portata di mano ci sono: il Volcan de Agua (che domina l’antica capitale Antigua) e il Fuego (che l’ha distrutta!), il Toliman, il San Pedro e l’Atitlan, che costeggiano la grande caldera che ospita l’omonimo lago. Il Santa Maria-Santiaguito, responsabile di eruzioni devastanti, e il Pacaya, con le sue esplosioni ritmiche e le frequenti colate di lava, sono i due apparati vulcanici più attivi del Paese. Sull’ultimo è addirittura possibile salire utilizzando un mezzo 4x4 anche durante le eruzioni, per raggiungere l’osservatorio vulcanologico da dove ammirare lo spettacolo in totale sicurezza. Ad esclusione del Santa Maria, troppo pericoloso, sugli altri è possibile organizzare trekking diretti alla cima. Spesso nei paesi intorno si trovano guide preparate che, per pochi dollari, accompagnano nelle escursioni. È sicurezza a buon mercato cui è meglio non rinunciare quando si affrontano ambienti così particolari, anche in momenti di non in attività.
Info: www.enjoyguatemala.com/volcanoes.htm

HAWAII: l’intero arcipelago è frutto dell’intensa attività vulcanica legata alla presenza di un “punto caldo” (hot spot: ovvero particolare area del pianeta dove si verifica una potente e anomala risalita di magma dalle profondità del Mantello). Qui Pele, la dea del Fuoco, è ancora venerata e rispettata. L’attività eruttiva si concentra attualmente a Big Island dove si trovano due fra i più potenti vulcani del mondo, il Muna Loa e il Kilauea. Quest’ultimo, all’interno del Volcano National Park, si esibisce da ormai 17 anni in un’attività continua di fontane di lava e colate di fuoco che dopo un percorso di quasi 12 km raggiungono l’oceano. Il contatto della lava incandescente col mare crea un incontro esplosivo che genera nuova terra e dà vita a fenomeni pirotecnici di grande suggestione. Nel Parco sono presenti numerosi itinerari che si addentrano nelle antiche colate ormai solidificate, nei tunnel di lava e fra gli ampi crateri, come il Crater Rim Trail, l’Halemaumau Trail o il Devastation trail. Le guide del parco accompagnano gruppi di turisti alla scoperta di questo singolare ambiente dove la continua lotta fra l’acqua dell’Oceano e il fuoco della lava si riempie di significati mitologici. Un po’ costoso, infine, ma davvero emozionante il tour in elicottero di 20 indimenticabili minuti.
Info: www.hawaii.volcanoes.national-park.com, www.bluehawaiian.com (per il tour in elicottero)

Giappone_vulcani_Stoppato_Ronzoni008GIAPPONE: l’arcipelago non è altro che una lunga catena di vulcani per lo più attivi e con un carattere particolarmente esplosivo. Il Paese è sicuramente all’avanguardia nel campo della prevenzione dei disastri naturali, in particolar modo per quanto riguarda i terremoti e i vulcani. Spesso venerati, la loro presenza è parte della vita quotidiana. I vulcani sono tenuti sotto costante osservazione, sulle loro pendici sono spesso costruite strutture per limitare i flussi lavici o le valanghe incandescenti e quindi contenere i danni delle eruzioni. I “kazan”,così si chiamano in giapponese, rappresentano vere e proprie attrazioni turistiche soprattutto per i locali che li amano molto. A differenza di altri quelli giapponesi non sono avvicinabili durante l’attività, estremamente violenta e pericolosa, ma nei periodi di quiete essi offrono possibilità di trekking davvero particolari.
L’Unzen, l’Aso, l’area termale di Beppu, l’Asama e il Sakurajima, offrono paesaggi che sembrano disegnati dalla penna di un fumettista di fantascienza: aree marziane costellate da laghi acidi dai colori molto particolari e morfologie effimere che il tempo tende a distruggere. L’accesso ai vulcani è regolamentato dall’efficiente servizio di sicurezza, presente in ogni parco, sempre pronto all’evacuazione in caso di attività improvvisa. Una visita ai numerosi musei e centri di ricerca che si trovano sempre all’interno dei Parchi aiuta a comprendere i complessi meccanismi che portano alla nascita dei vulcani e alla loro continua attività. Il monte Fuji, temporaneamente silente da centinaia di anni, merita un discorso a parte. Si può scalare con un trekking di 5-7 ore, lungo un sentiero ripido e senza soste che conduce alla cima, a 3776 metri di quota.
Info: www.japan-guide.com/e/e6901.html, www.mmjp.or.jp/HakoneVisitorCenter/vcto.files/vcleaflet1_en.pdf
Per maggiori info sui vulcani nipponici si può consultare il sito in inglese http://volcano.oregonstate.edu.

Amanda Ronzoni

Le fotografie sono di Marco C. Stoppato e Amanda Ronzoni © 2010 - riproduzione vietata.

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