Mercoledì, 13 Gennaio 2010 23:34

Letture surrogate ma non filtrate

Scritto da Diego Ciorra
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[STREAP-TEASE: FUMETTI MESSI A NUDO]

diegociorraWGNU, notizie radio. Ecco le previsioni del tempo per stanotte: le temperature saranno miti, comprese tra i 30 e i 33 gradi. Per la notte e per la prima mattinata sono previste altre sporadiche tempeste elettriche. Quindi, se volete avventurarvi  fuori, assicuratevi di usare le sopraelevate. Non è il caso di farsi sorprendere in strada, stasera. Sarà un'altra notte di tempesta.

8 Maggio 2054, Central Georgia Metropolis, Stati Uniti d'America. Il monito della stazione radio ci consiglia di dismettere le cuffiette e lasciare al riposo, almeno per stanotte, il nostro corpo vicario; ne approfitteremo per tornare con la mente a quando tutto è cominciato. Se ci affacciassimo alla finestra, non noteremmo per strada nulla di diverso rispetto all'America di alcuni decenni fa, stessi palazzi, stessi indumenti e stessi veicoli per muoversi. Ma la vera rivoluzione è avvenuta alcuni centimetri sotto la pelle sintetica dei corpi che vediamo passeggiare, discutere o litigare: non sono essere umani ma “surrogati”, cioè robot privati che permettono ai propri padroni di interfacciarsi con la realtà esterna attraverso di essi. I surrogati vivono la nostra vita al posto nostro. Nessuno esce quasi più di casa, nemmeno per andare al lavoro - OPERATORI CERCASI. L'impresa di costruzioni S&G assume surrogati da impiegare nelle proprie squadre di lavoro. Richiesta esperienza nell'edilizia di almeno 2 anni... - i giornali online ci ricordano che con il giusto modello di surrogato possiamo aspirare a qualsiasi posizione. Negli anni i corpi surrogati sono stati talmente perfezionati da consentire all'utente di esperire attraverso di essi sensazioni che altrimenti non si sarebbe potuto concedere: quando tramite impulsi nervosi il tuo sostituto ti trasmette tutti gli input sensoriali relativi al fumare una sigaretta (sensazioni di gusto, the_surrogates_3olfatto, euforia e soddisfazione di fissazioni orali), escludendo i danni alla salute fisica, non diventeresti anche tu fumatore? E lo stesso vale per l'alcool, grazie ai contenitori addominali facilmente detergibili. Ma in verità la maggior parte delle persone realizza attraverso il surrogato l'aspirazione finora irraggiungibile di scegliere chi essere: uomini nerboruti che desiderano un aggraziato corpo femminile, over 40 che si regalano l'antica prestanza adolescenziale, donne in carriera che optano per modelli maschili attraverso cui conquistare il rispetto del CDA. Non è solo una realtà virtuale, è la nostra stessa esistenza ad esserne modificata, e se non è reale questo non so cosa lo sia...
“Conosci te stesso” era l'insegnamento cardine di Socrate, ma da quando la campagna pubblicitaria della Virtual Self lo ha attualizzato nel più semplice “scegli te stesso”, la vendita di nuovi modelli surrogati è schizzata alla stelle.

Questa è l'America che ci viene presentata da Robert Venditti e Brett Weldele in The Surrogates, la miniserie a fumetti che ha goduto di una trasposizione cinematografica – Il mondo dei replicanti con Bruce Willis- nelle sale italiane proprio in questi giorni. Lo scenario appena descritto viene inquadrato dai lettori mano mano che procede la lettura dei capitoli della storia, che incomincia come ogni thriller che si rispetti: con l'omicidio (meccanico) di alcuni surrogati. Il tenente Greer e il sergente Ford si mettono a caccia del misterioso disturbatore della quiete sociale, il cui piano potrebbe essere ben più ampio della pura disattivazione di malcapitati replicanti. Chi vuole combattere la società perfetta e i suoi modelli perfetti? Il predicatore rinchiuso nella riserva, che decenni prima guidò una rivolta contro le macchine? La stessa multinazionale che le produce? O forse un surrogato ha sviluppato un'intelligenza artificiale e ha smesso di prendere ordini? Il plot del racconto è ben costruito e, a dispetto del blockbuster che ha generato, procede limitando al minimo le scene d'azione, per concentrarsi piuttosto su dialoghi e faccia a faccia, capaci di coinvolgere il lettore nella narrazione. La bravura di Venditti è quella di essersi saputo allontanare dai mentori della letteratura sci-fi tradizionale come Asimov e Dick, dando solidità al mondo futuristico che ha immaginato attraverso piccoli dettagli. E' curioso notare che nel futuro prossimo di cui ci parla non sono ravvisabili grandi cambiamenti, a parte quello fondamentale dei surrogati, come se scienza e medicina si fossero cullate sulla perfezione apparente dei nuovi corpi sintetici. Tutte le innovazioni riguardano in qualche modo loro, ad esempio le pistole ad ultrasioni di cui sono dotati i poliziotti e che permettono di bloccare tanto eventuali criminali robotici quanto i loro piloti a distanza. Insomma, pur essendo in un racconto di fantascienza, aspettatevi una città identica al presente, in cui quello che veramente è cambiato è la fiducia in sé stessi della gente. Almeno è quello che crede il tenente Greer che, costretto a fare a meno del proprio surrogato, tornerà a respirare lo smog con i suoi polmoni, a sanguinare veramente, e forse a solidarizzare con l'uomo che dovrebbe catturare.

surrogatesUna scelta vincente dell'autore è quella di scansare flashback  e digressioni durante il racconto, che resta avvinghiato al presente, per fornire ogni ulteriore informazione utile nei materiali che intervallano i singoli capitoli. Testi scientifici, giornali web, depliant pubblicitari... anche se è un espediente già visto, in Watchmen su tutti, è utilissimo perché non rallenta la lettura del fumetto, ma paradossalmente allunga quella del volume. Inoltre è un preciso invito al lettore a raccogliere dati, e quindi essere attivo nella risoluzione del giallo, anche a costo di confonderlo con falsi indizi.
Un elemento che colpisce immediatamente sfogliando il volume è il lavoro grafico di Weldele, che si occupa dei disegni e della colorazione. Il suo tratto è nervoso e conciso, si concentra sulle espressioni dei volti e scivola via lungo i corpi per ridursi a poche linee nelle mani o nei piedi. Eppure questo stile, che nelle scene di movimento ricorda quasi le incisioni rupestri, si adatta perfettamente al racconto e viene esaltato dai colori  fangosi o cerulei che invadono le tavole, senza distinzione tra personaggi e fondali, come fossero filtri di una pellicola. Le tinte assomigliano ad acquerelli, ma dopo qualche sguardo rivelano la loro natura digitale nei riflessi pixellati che danno luce ai disegni, come a volere insinuare in chi legge il dubbio che ci si trovi davanti  ad un'immagine virtuale, e non ad un semplice disegno su carta.

Tutto il volume, pubblicato da Rizzoli Lizard,  presenta una pregevole grafica e cura editoriale, e in appendice al fumetto viene presentato parecchio materiale integrativo, dagli esempi di sceneggiature originali, alle varie fasi di costruzione di una tavola, per finire con l'interessante studio della finta campagna promozionale che ha accompagnato l'uscita degli albi negli USA.
Mentre aspettiamo anche noi di immergerci nei mondi 3D di Avatar, ed impazzano i dibattiti su quanto i social networks si stiano sostituendo alla vita vera di ognuno di noi, ecco The Surrogates, una bella graphic novel che trattando gli stessi argomenti con una prospettiva seducente, ci invita ad una lettura tutt'altro che filtrata.

Diego Ciorra

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