Autore: admin

Jacinto Canek_ Banditi

CD MUSICA- Affascinata da questo strano nome, violento ed evocativo, ho svolto una piccola ricerca per capire a cosa si ispira. Jacinto Uc de los Santos era un indio nato nella penisola dello Yucatan, in Messico. Educato in un convento a Merida, non riuscì mai a dimenticare le proprie origini maya nè ad ignorare la sofferenza del proprio popolo schiavizzato dai conquistadores. Si convinse che la ribellione fosse l’unico modo per porre fine alle ingiustizie perpetrate dagli spagnoli e il 20 novembre del 1761 incitò gli indios alla ribellione generale.

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Tre allegri ragazzi morti al Circolo degli Artisti

[MUSICA]

Pacchetto completo per gli amanti della scena musicale alternativa italiana. Mercoledi 19 dicembre il circolo degli artisti oltre ad ospitare le band di punta della label “La Tempesta” rappresentata da Tre allegri ragazzi morti e il Teatro degli Orrori, sarà luogo di spettacolo anche per Uochi Toki e Betty Ford Center. La serata fa parte del Nokia Trends Lab Tour, il laboratorio musicale, dove creatività e mobilità s’intrecciano in un connubio originale e coinvolgente.

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Tre

[P2P]

 

stamattina, facendo colazione, ripetevo tra me e me alcuni principi di antica filosofia greca – che al lunedì mattina sono particolarmente utili, attraverso cui cercavo di filtrare gli avvenimenti della (mia) domenica appena trascorsa

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L’Italia non legge….

Alla fiera c’era un bel fermento. E soprattutto bella gente. In queste cose detesto la musica rispetto agli altri ambiti della cultura. Perché al MEI si vedevano tutte quelle facce ignoranti mentre a Più libri più liberi non ce n’erano? Eppure, grosso modo, la Fiera della piccola e media editoria e il Meeting delle etichette indipendenti dovrebbero essere la stessa cosa, sola che una riguarda i libri e l’altra la musica. E così è. Il problema non riguarda certo Faenza, né è un merito di Più libri: il problema è che la musica porta con sé troppe cose che non la riguardano, ma vabbè, ci siamo abituati.

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L’Italia non legge….

[PER QUEL CHE VALE]

Alla fiera c’era un bel fermento. E soprattutto bella gente. In queste cose detesto la musica rispetto agli altri ambiti della cultura. Perché al MEI si vedevano tutte quelle facce ignoranti mentre a Più libri più liberi non ce n’erano? Eppure, grosso modo, la Fiera della piccola e media editoria e il Meeting delle etichette indipendenti dovrebbero essere la stessa cosa, sola che una riguarda i libri e l’altra la musica. E così è. Il problema non riguarda certo Faenza, né è un merito di Più libri: il problema è che la musica porta con sé troppe cose che non la riguardano, ma vabbè, ci siamo abituati. Voglio dire, i giovani che stavano a Palazzo dei congressi, non erano mica non giovani, eppure sembravano di un’altra maturità interiore. Erano tanti, tantissimi.

 

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Piu’ Libri piu’ Lib(e)ri

[LETTERATURA]

La Fiera che si tiene a Roma da ormai 6 anni, al Palazzo dei Congressi (zona EUR), è nata nel 2002 da una felice intuizione dell’Associazione Italiana Editori, con l’obiettivo di offrire uno spazio per la propria produzione a tutti quei piccoli editori italiani, spesso messi da parte dalla rete delle grandi distribuzioni, e per creare un luogo di incontro reale per gli operatori del settore.
La Fiera fin dal suo esordio ha vantato collaborazioni di sostegno dal nome altisonante, quali: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero della Pubblica Istruzione, Comune di Roma, Provincia di Roma, Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e, da quest’anno, anche la partecipazione di un’organizzazione importante, come quella del MEI.

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Acqua Carta: professionisti delle idee

evakent
[L’ILLETTERATA]

evakentIn onore della Fiera della Piccola e Media Editoria Italiana che si è svolta lo scorso fine settimana a Roma, ho pensato che forse poteva esserci utile parlare delle realtà che vivono le piccole, e a volte piccolissime case editrici italiane.A onor del vero, devo dire che molti, contrariamente alle aspettative culturali di chi fa sondaggi, nel nostro Paese si dedicano alla lettura, ma anche alla scrittura, come passatempo o, addirittura, come potenziale lavoro.

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Brahem, Holland e Surman all’Auditorium

Roma, Auditorium Parco della musica 3 dicembre 2007
L’idea di far incontrare jazz e musica classica araba poteva sembrare un affascinante azzardo: per quanto potenzialmente ricche, è facile che misture del genere si risolvano in trascurabili esercizi di stile, tanto eleganti quanto superficiali, ideali per sottofondi patinati. Insomma è un’idea che deve passare per le menti e le mani giuste.

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