La fusione tra arte e luogo genera cultura: è questo il mantra di ArteInSignia, il festival che sabato 20 luglio 2019 porterà l’arte nelle strade e nelle piazze della cittadina di Segni, in provincia di Roma. Concerti, spettacoli di teatro e circo liberamente aperti al pubblico in più location contemporaneamente, dal pomeriggio fino a notte. L’amministrazione comunale ha fortemente voluto la nascita di questo festival, alla sua prima edizione, come si evince dalle parole del sindaco Piero Cascioli: la “strada” diventa palcoscenico estemporaneo di variegate produzioni artistiche: vie rionali, piazzette, viottoli, come “luoghi urbani” di memoria; palazzi, monumenti, Chiese, come elementi di storia e di cultura; insieme formano i “luoghi” dove gli artisti esprimono sentimenti, idee, bizzarrie, metafore, che diventano arte. Ecco, “ArteInSignia” è questo movimento interattivo che contemporaneamente crea arte, valorizza i luoghi, produce cultura.

Non a caso la scelta del nome del festival richiama il nome latino della cittadina, ovvero Signia, ricalcando il desiderio di impregnare le strade di Segni di cultura, arte e storia.

Diversi i luoghi in cui musicisti, performer e artisti si esibiranno: il Cortile Biblioteca, Piazza della Pretura, Largo Conti, via Ezio Cleti e, soprattutto, Piazza Santa Maria, che rappresenta il fulcro principale attorno al quale ruotano i principali eventi del festival. Qui, infatti, si comincia già dalle 17.30 con l’originale concerto di bolle di sapone di Ivan Peretto. Poi la serata si animerà a partire dalle 21e15 con un ricco programma che prevede la suggestiva performance di danza e cerchio aereo di Giuliana Randazzo, lo spettacolo di Clowneria di Warner Circus, “Spyral” di Lucignolo, performance che suscita sensazioni forti e delicate in un rapporto fraterno con la fiamma, “Luna Rossa” di BamBoom Art Studio, una vera e propria commedia d’amore raccontata con i linguaggi dell’arte di strada, tra la pantomima, la danza aerea e il fuoco. Grande chiusura musicale con la band Keet & More che farà ballare la piazza intera su travolgenti ritmi country/blues.

Keet More

Nelle altre location, nel frattempo, ci sarà spazio per tanta altra musica e intrattenimento di qualità con il divertente spettacolo di teatro “Capitan Fracassa” di e con Eduardo Ricciardelli, i concerti di Tre meno un quarto, dei BellaVista e di Shanti, lo spettacolo di pittura live di Cristiano Quagliozzi e il divertentissimo spettacolo di giocoleria “Pois Pois” di Sara Cambi, che ci riporterà come per magia negli anni ’50.

Per gli abitanti di Segni e per i turisti sarà quindi un sabato davvero speciale, con un’esplosione di arte, musica e colori che invaderà l’intera città, grazie agli artisti selezionati nel corso di quasi vent’anni di attività da Scuderie MArteLive, il collettivo multi-artistico più grande e variegato d’Italia.

A questo enorme spettacolo totale si aggiungerà un percorso enogastronomico pensato per le celebrazioni del patrono San Bruno: per l'occasione verranno aperte alcune cantine storiche e il museo, nello specifico quella della Locca d'oro, della signora Augusta Ciotti e il museo comunale.

Insomma, ArteInSignia con la ricchezza del suo programma multidisciplinare sembra nascere sotto una buona stella: un festival che vuole superare con successo questa prima edizione per tornare ancora nei prossimi anni con il suo carico di passione ed emozioni.

 

Manifesto ArtiInSignia

 

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Lo scorso 16 maggio quattro artisti emergenti sono tornati a esibirsi sul palco di uno dei locali di live music più belli di Roma, il Riverside
All'interno del contest musicale Un Palco per Tutti, l'unico contest che dà l'accesso alla Biennale MArteLive e alla possibilità di vincere un contratto di management dal valore di 20.000 euro, si sono esibite tre band romane: Alessandra Rugger, i Portnoy Les Mondains.
A chiudere la serata il live carico di emozioni de Lamaglietta.

Le prossime serate saranno stasera 22 maggio all'Asino che Vola e il 30 maggio di nuovo al Riverside.

Qui sotto tutto le foto.

 

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Primo Maggio, festa dei lavoratori: a Catania hanno preso il concetto di “festeggiare” alla lettera. Il One Day Music Festival, alla sua undicesima edizione, più che il classico “concertone” è un vero e proprio party: una colossale ed esaltante festa che dura per un giorno intero. Quasi 24 ore di musica no stop per ballare e divertirsi sulla sabbia della Playa di Catania.
Ma non finisce qui: perché gli oltre 22mila appassionati che hanno scelto di passare il loro Primo Maggio al One Day Music si sono ritrovati di fronte a ben due palchi, affiancati a qualche decina di metri l’uno dall’altro, entrambi attivi ininterrottamente per tutta la durata del festival. Così, mentre da una parte si sono scatenati gli appassionati della musica electro, techno e house, nell’altra arena si alternavano diversi generi come rap, drum and bass, reggae e trap.
Una spiaggia, due palchi e un cast di livello internazionale: sono stati oltre 30 i musicisti che si sono dati il cambio nelle due diverse arene, in una staffetta che è iniziata alle 11 di mattina ed è proseguita per tutta la notte fino alle prime luci dell’alba.
Tra questi alcuni esponenti della musica elettronica tedesca come Ben Klock, Roman Flugel e Dixon, l’americano Maceo Plex, per la prima volta in Sicilia, e il nostrano Manuel De La Mare.
Anche gli appassionati del rap e del trap italiano hanno avuto pane per i loro denti: con Ketama126, Junior Cally, la Dark Polo Gang, l’idolo di casa l’Elfo e Nitro. Il due volte disco d’oro ha portato sul palco tutta la sua carica ed è rimasto particolarmente colpito dall’entusiasmo del pubblico siciliano: “suonare davanti a questo pubblico è come suonare davanti al pubblico di casa per me, ed è veramente un'emozione incredibile ogni volta. Questo, prima di tutto: la gente fa il One Day, non è il one day che fa la gente”.
Insomma, si è trattata di una vera e propria maratona: un doppio concerto di musica galvanizzante, che ha fatto tremare ininterrottamente le gigantesche pedane di legno che separavano la sottilissima sabbia della spiaggia catanese dagli sfrenati piedi saltellanti degli spettatori. 
Un evento che resta un unicum, un vero e proprio punto di riferimento non solo per la Sicilia ma per tutto il paese, almeno per quanto riguarda la musica elettronica. 
Non sono un caso, dunque, le parole del duo rap palermitano Stokka&Madbuddy, pronunciate subito dopo l’intensa performance sul palco: “la Sicilia ha bisogno di festival del genere, c’è bisogno di cultura, c’è bisogno di iniziative che mettono assieme la gente, quindi ben venga il One Day: è una bomba atomica!”.

Pubblicato in Editoriali

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