Mercoledì, 30 Maggio 2018 15:16

MAXXI BVLGARI PRIZE

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Dal 1 giugno al 28 ottobre il Maxxi ospita la mostra con le opere dei giovani artisti Talia Chetrit, Invernomuto e Diego Marcon, finalisti dell’edizione 2018 del MAXXI BVLGARI PRIZE. 
Scelti da una giuria internazionale composta da David Elliott curatore indipendente, Yuko Hasegawa Direttore artistico del MOT di Tokyo, Hans Ulrich Obrist Direttore Artistico della Serpentine Galleries di Londra, Hou Hanru Direttore artistico del MAXXI e Bartolomeo Pietromarchi Direttore del MAXXI Arte per la loro “consapevolezza del momento storico che stiamo vivendo e la capacità di espandere i confini del linguaggio artistico”, i finalisti giungono dunque alla prova della mostra cura di Giulia Ferracci: sulla base delle opere esposte, il prossimo 13 ottobre 2018 la stessa giuria sceglierà e annuncerà il vincitore, la cui opera entrerà a far parte della Collezione MAXXI.
L’incontro tra il MAXXI, il primo museo nazionale italiano dedicato alla creatività contemporanea, e Bvlgari, era già avvenuto nel 2014, in occasione della mostra Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968, di cui la maison era main partner. Con il MAXXI BVLGARI PRIZE questa partnership - basata su valori comuni quali memoria, innovazione, passione, creatività e sperimentazione e sulla consapevolezza dell’importanza del sostegno alla cultura e del ruolo strategico dell’alleanza pubblico/privato - si consolida. Perché, condividono Giovanna Melandri e Jean Christophe Babin “sostenere i giovani talenti significa investire sulla creatività del nostro tempo e sul nostro futuro”.

Dice Giovanna Melandri: “Sono particolarmente lieta di questa mostra, per diverse ragioni. Il Premio rappresenta il nucleo fondante della collezione pubblica permanente del MAXXI, “cuore pulsante” del museo. Grazie al Premio, sono entrate in collezione opere di Vanessa Beecroft, Lara Favaretto, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli e molti altri. Oggi, grazie alla prestigiosa partnership con Bvlgari, che ancora una volta ringrazio, il Premio diventa più grande e importante per noi. Con Bvlgari, emblema di creatività e qualità italiane, abbiamo avviato una collaborazione di sei anni: un’alleanza strategica tra pubblico e privato per la cultura e per la giovane arte. Più volte ho definito il MAXXI “laboratorio di futuro” e questa mostra rispecchia appieno questa idea: i tre giovani finalisti, cui faccio i complimenti, rileggono, interpretano e ci aiutano a capire attraverso la loro ricerca artistica questo nostro tempo così complesso”.

Commenta Jean Christophe Babin: “Siamo giunti alla prima edizione del MAXXI BVLGARI PRIZE, un progetto in cui tutti gli artisti selezionati hanno realizzato opere che stimolano una profonda riflessione sulla realtà attuale attraverso una creatività originale ed audace, fuori dagli schemi. Questa stessa tensione alla sperimentazione è da sempre una parte importante del DNA di Bvlgari. Siamo fieri di poter dare il nostro contributo allo sviluppo dell’arte contemporanea arricchendo la collezione permanente di un Museo come il MAXXI, punto di riferimento a livello internazionale e per la vita culturale della città di Roma. Questo Premio rappresenta un auspicio importante, poiché sostenere i giovani artisti emergenti significa investire in un futuro fatto di idee, talento e passione”.

LA MOSTRA
Nella Galleria 4 del museo, la mostra è allestita in un percorso fluido, una vera e propria immersione nell’universo artistico dei tre finalisti che propongono qui progetti inediti o di recente produzione che restituiscono le tante suggestioni del loro lavoro.

Il percorso si apre con Invernomuto (Simone Bertuzzi, Piacenza 1983 e Simone Trabucchi, Piacenza 1982, vivono a Milano), scelto per “la ricerca su questioni sociali e politiche globali attuata tramite l’utilizzo sapiente di un immaginario influenzato da culture pop e dalla sottocultura, capace di rendere il suo lavoro personale e sincero”.

Il duo di artisti presenta un’opera nuova e complessa composta da un film, un’installazione sonora, una scultura e un profumo, in quella commistione di linguaggi diversi che caratterizza la loro ricerca artistica. Un ambiente avvolto nella penombra ha come punto focale un grande schermo sagomato sul quale viene proiettato in loop il film Calendoola: SURUS. Nel film si alternano immagini dal sapore antico, come il lento incedere di un elefante che sembra evocare il mito di Annibale, con altre girate sulla spiaggia di Sabaudia, dove si aggira un gruppo di figure inquietanti, simili a zombie. Immagini surreali cui fanno da sfondo una traccia audio con suoni in alta e bassa frequenza e una fragranza diffusa di sapore orientale. Completa l’installazione la scultura Z0α, realizzata applicando materia plastica su un’opera originale di Mimmo Rotella, Replicante del 1990. Questo lavoro, alternando elementi storici e contemporanei, evoca una riflessione sulle diverse velocità della storia e sulle eredità colonialiste del mondo occidentale.

La mostra prosegue con Diego Marcon (Busto Arsizio, 1985, vive a Milano), scelto “per aver adottato un approccio originale e poetico alla sperimentazione audiovisiva e all’uso dei generi cinematografici e per la rilettura critica di siti storici”.

Marcon presenta un nuovo lavoro, Ludwig, un video proiettato a tutta parete realizzato con la tecnica CGI (computer-generated imagery), utilizzata nella computer grafica per la resa degli effetti speciali digitali nel cinema, in televisione, nella pubblicità e nei videogiochi di simulazione. Il protagonista è un bambino che accende un fiammifero in uno spazio sospeso, che poi scopriremo essere quello di una nave in balia di una tempesta. Mentre il fiammifero si consuma, il bambino intona un canto con versi scritti dall’artista sulla disperazione e la fatica dell’esistenza finché il fiammifero si spegne e la musica si interrompe, per poi ricominciare in loop. L’implacabile reiterazione della scena genera un’atmosfera claustrofobica e ossessiva. La partitura per pianoforte e voce è di Federico Chiari, interpretata dal Coro di voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Questo lavoro approfondisce la sperimentazione di Marcon sull’immagine e la potenza evocativa di ciò che non è immediatamente visibile.

Conclude il percorso il progetto Amateur  di Talia Chetrit  (Washington D.C. 1982, vive a New York) scelta per “la sua capacità di reinventare l’uso della fotografia combinando linguaggi tradizionali e contemporanei nella sua interpretazione del rapporto tra corpo, sguardo e identità” (qui un'opera del progetto).

L’artista, che vive e lavora a New York, presenta un corpus di oltre 20 fotografie della sua produzione recente insieme a immagini provenienti dal suo archivio personale e un video di cui sono protagonisti i suoi genitori. Esplorando temi quali la spontaneità del soggetto di fronte al mezzo fotografico e il confine tra sfera pubblica e privata, Chetrit è spesso protagonista delle sue fotografie, come pure il partner, le amiche, i familiari, in un racconto sui misteri del corpo, l’intimità, l’adolescenza, la sessualità. L’immagine dei suoi genitori sulla spiaggia si alterna a ritratti e autoritratti intimi, a volte spiccatamente espliciti ed erotici, in cui utilizza il proprio corpo per minare le convenzioni dell’autoritratto e i suoi meccanismi di controllo. Chetrit mette in campo una complessa teatralità che esplora i confini tra il soggetto e lo spettatore, la vulnerabilità e l’esibizione.

Il MAXXI BVLGARI Prize è un importante progetto per il sostegno e la promozione dei giovani artisti. Nasce in continuità con il Premio MAXXI, nucleo fondante della collezione del museo e trampolino di lancio per tanti giovani talenti (come Yuri Ancarani, Giorgio Andreotta Calò, Vanessa Beecroft, Lara Favaretto, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli e molti altri) e ne rappresenta l’evoluzione. Grazie alla straordinaria partnership con Bvlgari, oggi il Premio si rinnova, cresce, allarga i propri orizzonti, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare non più solo artisti di nazionalità italiana, ma anche artisti stranieri che abbiano prodotto negli ultimi due anni un nuovo progetto in Italia nell’ambito di istituzioni pubbliche e realtà private.

Sabato, 19 Maggio 2018 10:52

Buon compleanno, IndiePanchine!

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In occasione del primo compleanno di IndiePanchine, evento che si tiene sabato 19 a Largo Venue, abbiamo intervistato Daniele Fasanella, organizzatore ed ideatore del format.

Ciao Daniele, tu sei il direttore artistico dell'evento IndiePanchine. Come vi è venuta questa idea?

Si, io mi occupo della direzione artistica e del management del gruppo. Nello staff siamo in sei, oltre me ci sono Leonardo che si occupa della produzione, Virginia della comunicazione, Paolo foto e video, Dario e Rocco che gestiscono la Radio.

Un anno fa hanno proposto a me e Leonardo di fare una piccola serata in una location vicino Termini, facevamo entrambi i PR in discoteca, io avevo molti amici che suonavano e lui faceva il fonico, da lì è nato il format. IndiePanchine è un gioco di parole, richiama una canzone di un noto gruppo rap romano ''Truce Klan - In the panchine'', noi però ci occupiamo di musica emergente (Indie), quindi ho proposto questo nome che è piaciuto subito a tutti. Poi abbiamo inserito il programma radio ed iniziato a fare video interviste che promuoviamo attraverso i nostri canali social.

Come è strutturato l'evento?

Il 19 maggio festeggiamo un anno del nostro format, ci spostiamo a Largo Venue, una location davvero bella, con tanto di giardino.
La serata inizia alle 21:30 con un contest. Nella prima parte si esibiscono sulla panchina 6 tra gli artisti più bravi che abbiamo avuto il piacere di ospitare ai nostri eventi durante l'anno: KiesAM-OKMontalcinoStradeMartiriDanesh. A votare sarà il pubblico presente ed al vincitore produrremo un video-clip musicale.
Il tutto è presentato e mandato in onda dai nostri speakers di  Radio-Kaos.

A seguire abbiamo chiamato per il concerto I miei migliori complimenti ed i Polar Station. Per finire ci sono due djset con Radio Sonica ed Indiesagio .
Ci saranno anche delle sorprese. 

Dicci qualcosa in più sugli artisti. 
Io sono di parte, ma gli artisti sono veramente tutti bravi. I primi sei sono musicisti emergenti, per il contest si esibiscono in acustico e suonano due pezzi a testa.
I miei migliori complimenti è la guest della serata, un ragazzo di Milano che viene per la prima volta a suonare a Roma, fa un genere tra l'indie ed il rap e ha da poco fatto uscire il suo ultimo singolo Inter-Cagliari raggiungendo più di 55.000 ascolti su Spotify in due settimane.
Polar Station (nella foto) non sono da meno, una formazione elettro-pop che ha aperto poco fa il concerto dei Pop X all'Urban di Perugia, il loro ultimo album spaziale si chiama Lowlands.

E cosa rende originale questo format?
La nostra caratteristica principale è una panchina, sulla quale suonano i musicisti, che puntualmente ci dobbiamo incollare per portare da un locale all'altro, forse era meglio ''indiesedia''. L'idea è quella di ricreare un'atmosfera di intimità ma allo stesso tempo underground, come quando un nostro amico suona al parchetto sotto casa. Però il nostro obiettivo principale è quello di dare maggior visibilità ai musicisti, perché ce ne sono davvero tanti bravi, specialmente a Roma, che però non riescono dare molta visibilità alle loro canzoni e noi attraverso live, radio, video-clip ed interviste ci proviamo.

Mercoledì, 09 Maggio 2018 13:31

Inventaria, la festa del teatro off

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Giunto alla sua ottava edizione, dal 3 maggio al 10 giugno 2018 torna il Festival Inventaria - La festa del teatro off. Il Festival è organizzato da artisti per artisti e si è affermato come l'evento di chiusura della stagione teatrale capitolina mantenendo il proprio focus sulla drammaturgia contemporanea e sulla pluralità dei linguaggi ospitati. 
Quest'anno Inventaria avrà luogo nei quattro principali teatri off di tre diversi quartieri della Capitale: Teatro Argot Studio e Teatro Trastevere (Trastevere), Carrozzerie n.o.t. (Ostiense) e Studio Uno (Torpignattara) e si articolerà in quattro sezioni di concorso (Spettacoli, Monologhi/Performance, Corti teatrali e la nuova sezione Demo dedicata agli studi e ai progetti in itinere) e una fuori concorso
Ventuno le proposte in concorso selezionate tra le oltre 400 candidature pervenute da tutta Italia e dall'estero, per offrire un ventaglio quanto più ampio possibile della scena teatrale off per linguaggi e generi (nella foto TERRA DI ROSA - vite di Rosa Balestrieri - prima romana di Tiziana Francesca Vaccaro, in scena  il 30 maggio al Teatro Studio Uno)
In aggiunta, cinque proposte fuori concorso: due spettacoli ospiti, il ritorno dello spettacolo vincitore dell'edizione 2017 e la presentazione dei due spettacoli tratti dai testi vincitori ex aequo del Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano 2016. 
Il Festival, organizzato dalla compagnia DoveComeQuando, è interamente autofinanziato, formula accorta che ha consentito alla manifestazione di passare dalle 6 compagnie della prima edizione alle 25 di quella attuale e da 1 a 5 sezioni. 
Il trend espansivo è confermato anche dall'arricchimento del parco premi: 25 date complessive in palio (oltre a premi di altra natura) rese possibili dai tanti teatri partner. 
A proposito di trend positivo, così dice Pietro Dattola, direttore artistico del Festival: "L'anno scorso, dopo la chiusura a stagione in corso del Teatro dell'Orologio che avrebbe dovuto ospitarci, abbiamo triplicato gli sforzi per reinventare Inventaria portando il festival in tre quartieri diversi, e ci siamo riusciti grazie anche a Teatro Argot Studio, Carrozzerie n.o.t. e Teatro Studio Uno, che ci hanno accolti a braccia aperte. Visto l'eccezionale riscontro, la formula è stata confermata e, com'è nel nostro DNA, ampliata, coinvolgendo anche il Teatro Trastevere e moltiplicando il numero di teatri ed enti partner in tutta Italia per ampliare e rendere più interessante il parco premi." 

PER INFO SUL CARTELLONE
http://www.dovecomequando.net/Inventaria2018spettacoli.htm

Mercoledì, 02 Maggio 2018 15:12

Torna Open House

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Torna anche quest’anno Open House Roma, la manifestazione internazionale che apre a tutti e gratuitamente le porte di edifici pubblici e privati, siti architettonicamente interessanti e luoghi sconosciuti della capitale. La durata dell’evento è purtroppo un solo weekend, 12 e 13 maggio, perciò bisognerà scegliere con attenzione le strutture da visitare e non sarà facile visto il numero elevato e la bellezza. 

In questa settima edizione, OHR celebra il Fattore Umano, un tributo ai proprietari, ai progettisti, agli abitanti, ai restauratori, ai nostri volontari, a tutte le persone che amano la città e se ne prendono cura giorno per giorno e senza i quali la bellezza dei luoghi che verranno aperti e scoperti.

Nell’elenco, ben 276, vi sono sia edifici storici che edifici moderni e contemporanei. Il programma è suddiviso in 5 aree tematiche: città della conoscenza, attraversare la storia, architettura del quotidiano, abitare, factory e produzione creativa.

Le visite guidate, gratuite, saranno effettuate dai progettisti stessi, da studenti universitari e dai cultori della materia. La manifestazione infatti può contare sulla presenza di 500 volontari oltre che sulla collaborazione di Istituzioni, imprese ed enti del settore terziario. Tra le novità di quest’anno, aperte per la prima volta, si potrà scegliere di visitare tra i “castelli idraulici” della Fontana di Trevi e del Fontanone dell'Acqua Paola, gli scavi archeologici “Città del Sole”, i “Castra Praetoria” della Biblioteca Nazionale, la “Royal Netherlands Institute in Rome”, la galleria d’arte “Contemporary Cluster” all’interno di Palazzo Cavallerini Lazzaroni. Inoltre sarà visitabile anche la Chiocciola di Villa Medici (nella foto), un pozzo cilindrico profondo 25 metri, all'interno del quale è stata costruita una scala a chiocciola in muratura che raggiunge direttamente la grotta dell’antico acquedotto Vergine.

Tanti i luoghi e le iniziative collaterali. Per prenotarsi alle visite e per avere maggiori informazioni consultare il sito:

https://www.openhouseroma.org/

Mercoledì, 02 Maggio 2018 14:57

Il nostro Patrimonio all'Outdoor Festival

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“Heritage - il Patrimonio” è il tema centrale di Outdoor Festival 2018 che animerà quest’anno il Mattatoio Testaccio dal 14 aprile al 12 maggio. 
L'edizione 2018 porta lo spettatore al centro della mostra, al centro dell'esperienza artistica e lo rende protagonista. A differenza delle precedenti edizioni nelle quali lo spettatore era invitato a scoprire luoghi inediti e le opere in essi contenute, quest'anno l'idea di fruizione della mostra si rinnova, si trasforma e mette in atto una piccola grande rivoluzione: non più tanti spazi che contengono ognuno un'opera ma un unico grande spazio con al suo interno tante opere. Outdoor non è più solo un festival di street art, oggi è il festival dei linguaggi contemporanei che sono potenzialmente il Patrimonio di domani. Outdoor è il festival della città di Roma, la casa del nostro Heritage metropolitano.
In questa edizione il festival propone un’offerta eterogenea che si articola in varie sezioni: Arte, Musica, Televisione, alle quali si aggiungono le aree dedicate alle Conferenze e al Mercato dei makers contemporanei. Nell’anno europeo dedicato al Patrimonio Culturale, Outdoor e le sue tante discipline artistiche in programma indagheranno il tema ponendo interrogativi a tutti voi che sarete parte di questo grande evento: cosa rappresenta il patrimonio oggi? Quali culture sono oggi considerate come patrimonio nella nostra società? Quale patrimonio stiamo costruendo e quale trasmetteremo alle future generazioni?
Diverse le aree tematiche: ARTE, un percorso artistico nuovo, coinvolgente, diverso. L'edizione 2018 porta lo spettatore al centro della mostra, al centro dell'esperienza artistica e lo rende protagonista.
Il primo percorso, Disobedience, riunisce artisti di diverse generazioni che, dal 1968 fino ad oggi: i tedeschi Berlin Kidz, gli italiani Biancoshock e Paolo Buggiani, il francese Mathieu Tremblin e la portoghese Wasted Rita.In arte, come in strada, esiste una scuola della disobbedienza. È un filo continuo che lega artisti di generazioni diverse che, dal 1968 fino ad oggi, incarnano altrettanti modi di lottare e sognare un mondo che non riproduca gli errori del passato. La disobbedienza è la ricerca di una discontinuità nel racconto storico.
Il secondo percorso, Lighspeed, attiva un movimento istantaneo attraverso gli interventi dell'inglese Kid Acne, degli italiani Motorefisico e Quiet Ensemble a cui si aggiunge il romano UNO.
Il terzo percorso, Retromania, quando i prodotti di massa diventano icone. Il newyorkese Ricky Powell e la collezione "I Love Tokyo" di Fabrizio Efrati ce ne offriranno una particolare visione.In una società industriale, si restituisce un'aura a degli oggetti prodotti su larga scala per le masse, per includerli in un racconto storico normalmente riservato a quelle produzioni uniche ed irripetibili destinate alle élites. 
Il quarto percorso, Total Recall, un' immersione visiva in un mix di pop, ironia e nostalgia porta in scena il cinese Tony Cheung, il romano Leonardo Crudi, la parigina Madame, lo spagnolo Sam 3. il canadese Scorpion Dagger e l'italiano Rub Kandy (Mimmo Rubino).Nel suo significato letterale riporta al "richiamare", al "riferirsi a” modalità con la quale ci interfacciamo con il passato. 
Per la sezione MUSICA, tra gli ospiti ci sono i Booka Shade, Anja Schneider, Digitalism, Purple Disco Machine, Cut Killer; lo Studio 1 della Factory-Pelanda sarà trasformato infatti in un temporary club dove diversi artisti saranno chiamati a trasformare onde sonore in rappresentazioni artistiche nella musica e nel corpo, una line up che proverà ad esplorare l'heritage europeo della musica elettronica contemporanea in un viaggio che andrà dalla techno all'house, dalla disco all'hip hop e trap.

CONFERENZE: tutti i venerdì dalle 20.00 alle 23.00 Outdoor Festival ospiterà un ciclo di conferenze che racconteranno i “Nuovi Linguaggi”. Attraverso i talk si indagheranno tutti gli aspetti del patrimonio culturale e del linguaggio, analizzando la loro evoluzione attraverso le testimonianze di ospiti provenienti da ambiti ed estrazioni apparentemente molto distanti.

TELEVISIONE, appuntamenti domenicali dalle 15.00 alle 21.00, con la storia della Rai e i suoi programmi più importanti che hanno contribuito a formare la nostra società contemporanea, suddivisi tra nazionalpopolare e approfondimenti specifici con l’intento di mostrare una parte della storia nazionale, per restituirla sia ad un pubblico che ha visto “in diretta” quei programmi sia alla generazione successiva.

E non poteva mancare l'appuntamento con gli artisti dell'artigianato, un appuntamento settimanale con una edizione speciale di Wave Market, design, urban, editoria e illustrazione. Ogni evento vedrà l’artigianato accompagnato da una selezione di progetti appartenenti ad una delle nuove categorie espositive.

Venerdì, 20 Aprile 2018 15:58

La festa della Terra a Villa Borghese

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E’ la festa della Terra, per conoscerla, preservarla, valorizzarla, amarla. In occasione dell’ EARTH DAY, la Terrazza del Pincio e il Galoppatoio di Villa Borghese saranno i luoghi scelti quest’anno per il Villaggio della Terra. Dal 21 al 25 aprile Roma dà il suo contributo alla manifestazione ambientale più partecipata d'Italia con 5 giorni di sport, concerti, esposizioni, mostre, convegni, spettacoli, laboratori didattici, attività per bambini e buon cibo.

Il Palco del Pincio, attivo dalla mattina alla sera, si animerà con imperdibili artisti, emergenti e noti, tutti uniti per la salvaguardia della Terra. Tra questi gli street artist Maupal e Moby Dick.
Moby Dick, apprezzato street artist romano sarà al Villaggio il 21 e 22 aprile e realizzerà un murale lavorando sulla terrazza del Pincio per due giorni in modo che i visitatori del Villaggio possano vedere l'opera prendere forma. Il murale, ispirato alle parole che Papa Francesco pronunciò al Villaggio per la Terra 2016: "Trasformate i deserti in foreste", sarà dedicato alla Giornata della Terra del 22 aprile. Moby Dick donerà l'opera al Villaggio a lavoro finito, con una cerimonia di inaugurazione che farà da prologo al Concerto per la Terra 2018.

Inoltre, in collaborazione con MarteLive, saranno ospiti i ragazzi del giornale satirico di false notizie Lercio e gli Youtubers I Sansoni e i circensi del Circo per la Terra.

Trait d’union per le cinque giornate Max Paiella, che con la sua simpatia ci guiderà nel percorso di sensibilizzazione alla tutela del Pianeta.

Sabato 21 aprile – L’evento clou del Compleanno di Roma – che si festeggerà fino al 22 sera - sarà la “Notte dei Desideri: a partire dalle 23.30, il cielo della città verrà decorato da 2771 palloncini ecologici e biodegradabili, che celebreranno il Compleanno di Roma. Nell’attesa, un grande varietà con ospiti, insieme al rapper Piotta e all’attore Antonio Giuliani e molti altri.  Lo spettacolo di #Eterna2771 inizia già alle 14 con The Reggae Circus di Adriano Bono, gli Audiomagazine, il djset di Pressapochismo.

Domenica 22 aprile - Dalle 19.30 l’imperdibile appuntamento di Earth Day Italia con il Concerto per la Terra: sul grande palco si esibiranno le cantanti Elodie e Chiara Galiazzo, il rapper romano Briga e la Social Band di Radio due con Frances Alina Ascione e la grande simpatia dell’attore Andrea Perroni. Prima del concerto, dalle 14 alle 18, #Eterna2771 - Compleanno di Roma animerà il Villaggio per la Terra con le performances live sulle Vespe Piaggio degli street artist. Sempre il 22 aprile una sfilata per la terra in segno di rinascita, a cura dello stilista Gianfranco Venturi, vedrà protagoniste le donne che lottano o che hanno lottato contro il tumore al seno.

Lunedì 23 aprile – In occasione della giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, verranno presentati tanti libri tra cui “Terra Viva” a cura della Fondazione Bellonci - da sempre impegnata nell’organizzazione del Premio Strega - e il libro “Every child is my child”, edito da Salani, è il racconto di 33 protagonisti del mondo dello spettacolo italiano di episodi di spensieratezza legati a ricordi della loro infanzia, per raccogliere fondi da devolvere alla Onlus “Insieme si può fare” e ricostruire un centro educativo e rieducativo elementare – la Plaster School – per i bambini profughi al confine tra Siria e Turchia. Sempre il 23 aprile, le esibizioni di Marla Green, Luca coi BaffiMike PrioreMarco GrecoRoberto CasalinoMatteo Costanzo, della band Lace Black e dei Tamurakafka, della cartoon band I Cavalieri dello Zodiaco, della Nazionale Italiana Jazzisti Onlus con Max Paiella e I-Rabbits oltre che quella a cura di Expo dei Popoli, che porteranno in anteprima sul palco danza e musica di tutto il mondo.

Martedì 24 aprile - Dalle 17.30 alle 19.30 verrà creata un’Area Sanremo, organizzato con il contributo tecnico del CONOU (Consorzio Oli Minerali Usati) main partner della manifestazione: con la conduzione di Paola Delli Colli, alcuni giovani artisti - che parteciperanno al prossimo Sanremo Giovani - si cimenteranno in una competizione e saranno valutati da una giuria d’eccezione composta dal giornalista e critico musicale Dario Salvatori, dal musicista e compositore Adriano Pennino, dal discografico de Il Volo Danilo Ciotti, dall’artista Elio Cipri e dal manager di Gigi D’Alessio Pierluigi Germini. A conclusione del game show, l’esibizione dei cantanti dell’ultima edizione di Sanremo Giovani Alice Caioli e Leonardo Monteiro, il cantautore Luca Vittozzi, il rapper Laioung, gli esordienti BacànLeonardo Gallato, quelle della Rino Gaetano band, riunita per festeggiare i 40 anni della celebre canzone "Gianna" e, ancora, le esibizioni della Federazione Italiana Danza Sportiva.

Mercoledì 25 aprile - Il gran finale, con Margherita PrincipiGiulia Militello, La SceltaIronic band - tribute band ufficiale di Alanis Morissette in Italia -  e, a seguire, Tony Esposito darà vita all'Earth Band - i ritmi della terra - e ospiterà Enrico Capuano e Tamurriata Rock, il rapper Clementino e il cantante Jean Michel Byron.

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