Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 35166

Martedì, 07 Luglio 2015 14:49

La scuola internazionale del MIBACT

Scritto da

Una scuola di specializzazione del ministero dei Beni culturali per la formazione di soprintendenti e direttori dei musei italiani, ma anche per professionisti della cultura provenienti dall’estero, dai restauratori agli archeologi, fino agli storici dell’arte.

L’annuncio arriva direttamente dal ministro dei Beni e delle Attivita’ culturali e del Turismo, Dario Franceschini, in occasione della Conferenza dei direttori degli Istituti italiani di cultura in corso alla Farnesina. E se la scuola avra’ sede a Roma e sara’ attiva “gradualmente” dal 2016, gia’ dopo l’estate partira’ un’offerta di corsi formativi gestiti dall’Istituto centrale per il restauro, dall’Opificio delle pietre dure, dall’Istituto per la grafica e dal Nucleo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio.

“C’e’ una norma di legge gia’ approvata – ha spiegato Franceschini – che consente al ministero di costruire una scuola di specializzazione, quindi alla conclusione del percorso formativo, che avra’ una parte di formazione interna per soprintendenti, direttori dei musei e professionisti della cultura, e una parte internazionale in cui potremo offrire nei rapporti bilaterali la possibilita’ di venire, che e’ il sogno di tutti coloro che si occupano di cultura, a completare il proprio percorso formativo in Italia: archeologi, storici dell’arte, restauratori. La scuola sara’ attiva, gradualmente, dal 2016, in una sede provvisoria perche’ stiamo decidendo l’edificio da recuperare”, e la sede sara’ a Roma.

Intanto, ha aggiunto il ministro, “dopo l’estate partira’ l’offerta di corsi formativi mirati, gestiti dall’Istituto centrale per il restauro, dall’Opificio delle pietre dure, dall’Istituto per la grafica e dal Nucleo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio. Partiremo con questa offerta che sara’ un grande strumento per le relazioni bilaterali con i Paesi di cui ospiteremo i ragazzi”.

www.beniculturali.it/mibac

Sono entrati a pieno esercizio i tre Fabrication Laboratory lanciati dalla Regione Lazio a Roma, Bracciano e Viterbo, presso le rispettive sedi di BIC Lazio, per promuovere l’innovazione tecnologica nei settori legati alle attività culturali a partire dalla fabbricazione digitale, dall’open source e dalla condivisione collettiva di esperienze e know-how.

La programmazione del nuovo FabLab Diffuso della Regione Lazio, ufficialmente attiva da questo mese, prevede attività di analisi, produzione e formazione nell’ambito dell’ICT, quali scanning, design, Arduino, modellazione e stampa 3D, laser cutting e prototipazione rapida, rivolte a studenti, creativi, inventori, artigiani e startup, con accesso gratuito e guidato agli spazi e alle tecnologie adatte a sviluppare progetti e sperimentazioni a basso costo.
Ciascun FabLab ospita 3 differenti aree di lavoro (Digital Lab, Interactive Lab e Training Lab) più uno spazio di Talent Working dedicato alla condivisione e alla coprogettazione, e si sviluppa intorno ad un indirizzo tematico specifico: per il FabLab Roma Casilino arti creative, moda, design, visual communication, cinema e new media; per il FabLab Bracciano agrifood, robotica applicata alla coltivazione e “customizzazione” degli alimenti; per il FabLab Viterbo tecnologia per il restauro, la sicurezza e la divulgazione dei beni culturali.

Il FabLab Diffuso, nato dal progetto “STAArt Up - Creazione di Fab Lab Regionali per Imprese Operanti nel Campo Culturale, Creativo e delle Arti Figurative” promosso dall’Assessorato alla Cultura e Politiche giovanili della Regione Lazio e finanziato dal Piano Operativo Regionale 2007-2013, si avvale del supporto del network Roma Makers nella gestione del lancio e del primo periodo di avvio, e mira a sviluppare la nuova figura dell’artigiano digitale e a imporsi come centro di competenze e di sviluppo per il settore manifatturiero e artistico del territorio.

www.laziofablab.it

Lorenzo Savarese

Martedì, 23 Giugno 2015 17:58

A Milano 100 muri per la Street Art

Scritto da

Cento muri liberi per la street art in città, dove gli artisti potranno realizzare le loro opere e riqualificare i luoghi. L’obiettivo dell’Amministrazione comunale di Milano è valorizzare il territorio, in particolare le periferie, incrementare il senso di sicurezza e il rispetto della legalità attraverso il contributo e la partecipazione dei writer.

Sessantasette i luoghi coinvolti nell’iniziativa, concordati insieme ai Consigli di Zona, e segnalati da un cartello: cavalcavia, muri di recinzione, sottopassi e sovrappassi di proprietà e in carico all’Amministrazione comunale ma anche i muri di proprietà di Enti e Società (Fs, F.N.M.E., A2A, Mm) che hanno aderito. Spesso si tratta di muri sui quali i vandali hanno già lasciato le loro tag: saranno eliminate con la creazione di un progetto artistico.

Sono esclusi da “Muri liberi” tutti i muri che fanno parte di strutture vincolate dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Architettonici, in particolare tutta la Zona 1, i Navigli e inoltre i muri scolastici. L’elenco dei muri potrebbe nel tempo essere implementato.

I “muri liberi” saranno a totale disposizione di chiunque voglia esprimersi liberamente nella street. Per quanto riguarda i temi, come detto sono lasciati alla libertà degli artisti: l’Amministrazione comunale si riserva solo la libertà di cancellare scritte offensive nei confronti di religioni, paesi, persone e organi dello Stato.

Per maggiori info: www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/news/primopiano/Tutte_notizie/lavori_pubblici/muri_liberi_street_art

L'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, in partnership con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, centro per l'arte contemporanea di Torino, dal 1 al 26 luglio 2015, presenta la prima edizione del Festival Internazionale delle Scuole d'Arte e di Design - FISAD 2015, che offre un panorama unico sullo stato dell'arte giovane e quindi sul suo futuro, in Italia e nel mondo. Il tema del festival, a cui parteciperanno sessantacinque Accademie e Scuole d'Arte e di Design da tutto il mondo - Brasile, Cina, Cipro, Egitto, Finlandia, Francia, Germania, Giordania, Grecia, India, Italia, Lituania, Perù, Polonia, Romania, Russia, Spagna e Turchia -, è “Il senso del corpo”.

Durante la prima settimana del Festival, in varie sedi cittadine, si susseguiranno inaugurazioni di mostre, spettacoli, performance, workshop, convegni e incontri. L’inaugurazione si terrà il 1 luglio, alle 17.30, al Teatro Carignano di Torino, alla presenza di Stefania Giannini, Ministro all'Istruzione, Università e Ricerca. Alle 22.00 l'Accademia Albertina (via Accademia Albertina 8) apre le porte della mostra Il Senso del Corpo/The sense of the body, arte figurativa e cinematografica, spettacoli teatrali, videoarte, arti performative a cura degli studenti dell'Accademia.
Il 5 luglio (a inviti), nel temporary space della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Asja Ambiente, Rivoli), l’Accademia Albertina e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo consegneranno l'Albertina International Award a Carol Rama (Torino, 1918) che con il suo lavoro ha particolarmente contribuito alla ricerca e alla sperimentazione intorno al corpo.

Inoltre una giuria composta da Nazan Ermen, Direttore del Graphic Art Department di Istanbul, Davide Ferrario, regista, i galleristi Massimo Minini e Alberto Peola, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente Fondazione Sandretto Re Rebaudengo assegnerà alle cinque migliori opere tra le oltre 300 prodotte dalle Accademie ed esposte nelle varie sedi cittadine durante il FISAD i premi messi a disposizione dalla Consulta Regionale Giovanile.

Il Festival è realizzato grazie al sostengo del MIUR - AFAM, Compagnia di San Paolo, e al contribuito di Torino Capitale dello Sport 2015, Fondazione CRT, Reale Mutua, Consiglio Regionale del Piemonte - Consulta Regionale dei Giovani. Con il patrocinio della Città di Torino.

Media Partner: Arte (Cairo Editore)

www.albertinafisad2015.eu

E’ di pochi giorni la notizia che alcuni vandali hanno imbrattato con dello spray giallo l’opera di Anish Kapoor del 2011 attualmente esposta nei giardini della Reggia di Versailles nei dintorni di Parigi. L’opera che si intitola “The Dirty Corner” essendo stata posizionata di fronte alla Reggia è stata ribattezzata da alcuni “The Big Vagina” e rappresenterebbe secondo quest’ottica, il potere che una ipotetica regina detiene (o ha detenuto) grazie alla sessualità. L’imponente scultura, nella quale gli spettatori possono entrare è lunga 60 metri ed alta più di 8, risale al 2011 ed è stata posizionata proprio di fronte alla Reggia. All’interno del Palazzo si trova un’altra installazione a completare l’opera e quindi la provocazione del’artista anglo-indiano: un cannone a ricordare un fallo mentre eiacula della cera rossa contro le pareti. Scandalo su scandalo. Se il motivo dell’atto vandalico sia da attribuire ad ideologie politiche o moralistiche non è ancora chiaro.

Non sono pochi gli esempi di vandalismo sulle opere d’arte, ne conosciamo e non gridiamo alla scandalo neanche noi che di Arte ci occupiamo e spesso il problema per alcuni nasce dal sesso esposto o come in questo caso rappresentato su larga scala. Eppure siamo pieni di sessualità e di pornografia e non è necessario essere erotomani sfrenati o grandi cultori di vari siti pornografici per cercare espliciti riferimenti alla sfera sessuale. Quello che fa pensare è che pur vivendo in un’era piena fino alla nausea di pornografia ancora c’è chi nel massimo dell’ipocrisia ancora si scandalizza per una scultura che rappresenta un ingresso, una caverna buia, insomma una grande vagina che sia di una Regina o meno poco importa.
Chissà cosa direbbe di tutto questo Gustave Courbet che con “L’origine del mondo” nel 1866 portò su tela una raffigurazione ancora più esplicita e sensuale di una foto. Ma quelli, forse, erano altri tempi!

Canida Scanu

Lunedì, 22 Giugno 2015 18:54

DIAMOND alla WHITE NOISE GALLERY

Scritto da

Dopo quasi un secolo dalla chiusura dell’esperienza viennese, spetta a Roma il compito di perseguire l’ideale del “Gesamtkunstwerk”, l’opera d’arte totale. Fino al 31 luglio, Diamond presenta alla White Noise Gallery una serie di opere concepite nel suo personale laboratorio di arti applicate. Come Kolo Moser e Josef Hoffmann fecero nella Vienna della Secessione, Diamond propone le sue opere come fossero una sorta di collezione di design contemporaneo; oggetti la cui funzione trascende l’utile e sfocia nell’estetico.

Esperimenti come la Bauhaus o il Wiener Werkstätte sono stati seminali per il design contemporaneo, capaci di portare all’estremo una ricerca volta a sintetizzare funzionalità ed estetica. Diamond raccoglie quest’eredità trasformandola in una provocazione in cui l‘artista si riappropria di oggetti comuni rendendoli dei preziosi ibridi fra arte e design. Una provocazione ancora più significativa considerando il suo percorso artistico; la street art, spesso considerata alla stregua del vandalismo, che diventa una sorta di Art Nouveau post moderna in grado di rendere prezioso il banale.

Oggetti trovati, di uso comune, su cui l’artista interviene trasformandoli in strumenti unici di un ideale klimtiano di vita in cui non esiste confine fra arte e funzione. Finestre, porte, paraventi ed altri oggetti destinati alla discarica che diventano opere d’arte pur conservando la loro funzione originale. I lavori concepiti da Diamond per questa mostra si rifanno al tema caro alla street art dell’objet trouvé senza però renderlo un feticcio dell’ambiente urbano ma elevandolo a prezioso oggetto di design.

Alla maniera di Kolo Moser, Diamond usa uno stile asciutto, grafico che mischia elementi di street art con atmosfere da Ver Sacrum. Il risultato sono delle opere realizzate con tecniche che vanno dall’acrilico allo spray che sembrano state concepite per una moderna incarnazione del palazzo della secessione.

E’ proprio questo monumento della Vienna di inizio secolo che ha ispirato l’istallazione di Diamond per la project room in cui l’artista propone la sua personale versione del fregio di Beethoven: un’opera muraria ispirata alla Secessione e che verrà presentata incompleta al vernissage per essere completata durante il periodo della mostra.

Pagina 9 di 10

MArteMagazine © 2007 | Associazione Culturale Procult . Tutti i diritti riservati


Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare l’esperienza di navigazione e per inviarti servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie Per saperne di più visita la nostra sezione privacy policy.

  
EU Cookie Directive Module Information