Giovedì, 20 Giugno 2019 09:48

Dietro le quinte di Dominio Pubblico: il primo week up nelle parole delle responsabili del festival In evidenza

Scritto da Carlo D'Acquisto
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Da sinistra a destra: Alin Cristofori, Tiziano Panici, Alessandra Carloni, Caterina Occulto, Diletta Maurizi Da sinistra a destra: Alin Cristofori, Tiziano Panici, Alessandra Carloni, Caterina Occulto, Diletta Maurizi

Si è concluso il primo weekend della sesta edizione del festival multidisciplinare Dominio Pubblico_la Città agli Under 25, per la prima volta diviso in due fine settimana distinti e definiti week up, in tema con il claim “Tu, solamente sollevati”. Sei spettacoli teatrali, tre di danza, tre concerti musicali e poi ancora mostre, proiezioni di corti, incontri e workshop. Chiediamo come è andata a chi più di tutti ha vissuto a pieno l’esperienza unica nel suo genere chiamata Dominio Pubblico.

Perché passano gli artisti e le compagnie, passano gli spettatori e i giornalisti, ma ciò che resta di un festival sono le persone che, nascoste dietro la luce bluastra dei loro pc o attaccate per ore al telefono, hanno permesso che tutto andasse nella direzione giusta. Alin Cristofori, responsabile di organizzazione e amministrazione, e Caterina Occulto, responsabile di comunicazione e grafica, seguono il progetto Dominio Pubblico da anni (quarta edizione per Alin, addirittura la quinta per Caterina), fin da quando cioè facevano semplicemente parte della direzione artistica Under 25 che ogni anno seleziona gli artisti e contribuisce alla realizzazione pratica del festival. Alin e Caterina rappresentano, insomma, il frutto più maturo di quella che è l’anima principale del progetto di Dominio Pubblico: il percorso formativo.

Nessuno conosce il festival meglio di loro, avendo vissuto tutte le fasi di sviluppo del progetto, tra cui una fondamentale ma particolarmente traumatica. “La quarta edizione è stata l’edizione chiave” rivela Alin “da un fatto negativo come la chiusura del Teatro dell’Orologio (abbiamo pianto per mesi) è la nata la spinta per far fare il salto di qualità al progetto”. Il festival, infatti, da quel momento (ed. 2017) viene ospitato interamente dal Teatro India, offrendo una location di prestigio che è diventata una vera e propria casa per i giovani Under 25.

estate 2India Estate

 

In quel momento cruciale, la direzione, composta da Tiziano Panici, Luca Ricci e Fabio Morgan, ha trovato in Alin e Caterina le figure ideali per prendere le redini del progetto, divenendo un tramite tra le vecchie generazioni di Under 25 e quelle nuove. In questo modo, il festival non ha perso la propria identità che è rimasta sempre molto chiara e precisa. “Non è un festival che richiede il professionismo al 100% delle persone che ci lavorano”, continua Alin, “essendo un progetto annuale, con ragazzi giovani, anche gli artisti spesso non sono professionisti. L’imperfezione non ci spaventa, fa parte del progetto, il professionismo viene dopo. Anche noi ormai siamo delle professioniste che però sono cresciute nel festival. Personalmente è da quattro anni che ci sto dentro: devi viverlo, sentirlo. Non basta essere un professionista.”
Le imperfezioni dunque sono una parte fondamentale per un festival con un target di questo tipo, sono quasi un valore aggiunto. Tanto che, come afferma ironicamente Caterina, “le imperfezioni che ci sono ormai sono fatte apposta!”.

Sfumature che caratterizzano il festival, ma che portano anche un elevato fattore di rischio. Bisogna quindi creare un rapporto di fiducia con il pubblico, fidelizzandolo al tipo di eventi che vedrà. Alin afferma con soddisfazione: "Riusciamo a fare i numeri senza nomi. Non è facile, è un rischio" e Caterina va più a fondo, analizzando i numeri del primo weekend del festival: "Considerando che le compagnie teatrali vengono quasi tutte da fuori, i risultati sono ottimi: meglio 70 persone portate dal festival, veramente interessate, che 100 persone di cui la metà sono amici, parenti, inviti. Valgono di più perché sono affezionati, si fidano di noi. Perché sanno quello che si devono aspettare: è un teatro rischioso e se la gente vuole venire a vederlo comunque vale di più. A livello di contesto poi è il festival migliore di sempre".

trioDa sinistra a destra: Alin Cristofori, Diletta Maurizi, Caterina Occulto

Sì, il festival migliore di sempre, anche perché quest’anno è spalleggiato dalla presenza di India Estate, che porta pubblico interessato principalmente a una birra in compagnia, a una partita di biliardino e al dj set aperto tutta la notte, ma che ben si sposa con la realtà giovane e attiva di Dominio Pubblico. Caterina dichiara con sincerità che “India Estate ci ha aiutato molto per gli eventi in esterna. Gli artisti sono molto contenti”.

Ma nell’equazione c’è anche un fattore che deriva dall’esperienza e da una crescita di consapevolezza di tutto il meccanismo: il fattore qualità. Alin rivela: “quest’anno abbiamo cercato di diminuire gli spettacoli e offrire una qualità migliore. A prescindere dai rischi inevitabili per compagnie così giovani, quest’anno non abbiamo punti deboli, il livello è mediamente molto alto. Il mio spettacolo preferito finora è stato Domino, davvero bellissimo ed emozionante. Per non parlare della presenza di due compagnie come Amor Vacui e Frigoproduzioni che ho fortemente voluto”.

Ma nel primo week end c’è stato un altro evento molto importante: il meeting del Network Nazionale Risonanze, una rete che unisce realtà simili a Dominio Pubblico sparse in tutta Italia. Anche qui c’è grande soddisfazione, come si evince dalle parole di Caterina: “Il meeting è stato un successo incredibile. È da anni che facciamo meeting e incontri all’interno di Risonanze: la crescita è evidente”. Anche Alin non nasconde l’importanza di un momento d’incontro e confronto come questo: “C’era tantissima gente, operatori di tutte le età: lo speed date è stato meraviglioso. Poi ci sono stati i tavoli, molto partecipati, e un incontro finale. Gli ospiti hanno pure avuto il piacere di rimanere per gli spettacoli di danza. È stato perfetto”.



meetingUn incontro del Network Nazionale Risonanze

Infine si tocca l’argomento “futuro”, non solo in relazione al prossimo weekend carico di eventi, ma anche più in generale rispetto alle prospettive professionali legate al progetto. Alin afferma: “Noi cominciamo a sentire sempre di più la distanza di età e di esperienza dalla direzione artistica under 25. All’inizio eravamo come loro, ora quanto meno conosciamo l’ambiente, sappiamo quello che dobbiamo fare”. Caterina, ancora una volta approfondisce: “In questo momento il festival siamo noi e tutte le persone che ci lavorano. Senza di noi sarebbe un’altra cosa. Io spero che in un futuro utopico diventi un progetto così grande che vada avanti da solo, senza di noi. Prima o poi un ricambio servirà ovviamente, dovremo passare il testimone, ma deve essere qualcuno come noi, che ha fatto il nostro percorso”.

Vedremo dunque cosa porterà il futuro, prossimo e remoto, del festival Dominio Pubblico_la Città agli Under 25. Per il momento Alin e Caterina portano avanti la carretta con impegno e dedizione, sotto la guida esperta del direttore artistico Tiziano Panici, in vista del prossimo appuntamento, ovvero il secondo e ultimo weekend di questa sesta edizione. Dal 21 al 23 giugno al Teatro India ci saranno numerosi eventi di teatro, musica, danza, circo e cinema, con la possibilità di acquistare i biglietti anche tramite app 18 e carta del docente attraverso il circuito MArteTicket

Godetevi dunque questo festival e tutti gli altri a cui parteciperete in questa estate già caldissima, senza mai dimenticare chi, lavorando nell’ombra, permette alla magia di rinnovarsi tutte le volte.

 

 

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