Martedì, 30 Novembre 2010 12:43

Capitan Rava & la flotta di Giovani Talenti

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ROMA- Se si chiedesse a qualsiasi cittadino del mondo, chi sia il più grande e conosciuto jazzista italiano, senza ombra di dubbio sentiremmo il nome dell’immenso Enrico Rava. Trombettista della vecchia guardia, classe 1939, con una lunga attività oltreoceano e svariate collaborazioni illustri, in questi ultimi anni ha incominciato ad avere in Italia un altro importante e più che onorevole ruolo, quello di mentore e scopritore di talenti.

Come solo i più grandi e più umili hanno fatto, spinto da una voglia di educare (ricordiamo quanto, enrico_ravaper tutti i jazzisti italiani e non, siano importanti i seminari di Siena Jazz nei quali Rava svolge da sempre un ruolo attivo nella formazione), ma spinto anche dalla curiosità e dalla voglia di confrontarsi con le nuove generazioni di musicisti, Enrico Rava ha dato, e dà tutt’ora, visibilità a quei giovani talenti che forse senza di lui sarebbero rimasti inespressi.
Nel gioco dei “se” e dei “forse” potremmo domandarci se senza di lui avremmo mai avuto i vari Massimo Urbani prima, Stefano Bollani e Gianluca Petrella poi, talenti che tutto il mondo ci invidia. Forse li avremmo avuti comunque, probabilmente con molto ritardo e con molte difficoltà, ma per fortuna questo gioco è inutile, perchè Rava ha scelto di prendere il suo immenso sapere per elargirlo ai giovani talenti, la sua notorietà per spingerli verso palcoscenici importanti e la sua immensa curiosità per attivare con loro un dialogo aperto, sincero e in costante divenire.

L’ultimo ensamble che nasce dalla volontà della Fondazione Musica per Roma il PMJL Parco della PMJLMusica Jazz Lab, vede Mauro Ottolini al trombone, Dan Kinzelman e Daniele Tittarelli ai sassofoni, Giovanni Guidi al pianoforte, Stefano Senni al contrabbasso, Zeno De Rossi alla batteria e Marcello Giannini alla chitarra elettrica. Il collettivo, capitanato ovviamente da Rava, dopo essersi cimentato con la musica di Gershwin e con il progetto “Rava Noir”, ha presentato al Roma Jazz Festival dell’Auditorium Parco della Musica lo scorso 26 Novembre un concerto tutto incentrato su composizioni originali del grande maestro, intitolato, appunto,  Rava Songs.
Sul palco della Sala Sinopoli, Rava ha guidato come un grande direttore d’orchestra i suoi musicisti, come un capitano fa con la sua flotta. E il veliero del Capitan Rava ha spiegato le sue vele raggiungendo il pubblico in maniera molto semplice e diretta. Le capacità tecniche dell’equipaggio, evidenziate nei soli, raggiungevano il momento più alto nell’unisono.
Il repertorio scelto da Rava, che spaziava da composizioni bop a composizioni più free, è risultato EnricoRavamolto fresco, giovane e ringiovanito ancora di più dai musicisti che lo hanno eseguito. Anche le poche ballad  presentate deviavano sempre nel finale verso ritmi più incalzanti, mantenendo sempre alta la tensione nell’ascoltatore. Solidissima la ritmica dell’ottimo Zeno De Rossi, già batterista di Franco D’Andrea, sempre perfetto e senza sbavature, coadiuvato da Stefano Senni al contrabbasso e dall’altra grande piccola scoperta del trombettista, il giovanissimo Giovanni Guidi, pianista raffinato e incredibilmente maturo nonostante i suoi 25 anni. Una base solida su cui hanno potuto appoggiarsi i fiati e spaziare con libertà.

Un concerto accattivante, completato da due bis, trascinato dalla più grande leggenda vivente del jazz italiano.
Mentore, guida, innovatore, precursore, sognatore, grande signore….onore sempre al grande maestro Enrico Rava.

Valeria Loprieno

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