Martedì, 07 Settembre 2010 09:01

Più normali o più marziani?

Scritto da Mikaela Dema, Francesco Salvatore Cagnazzo, Manuela Tiberi, Alessia Grasso
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Normali Marziani Normali Marziani

ROMA- L'estate 2010 è stata senza dubbio una delle più rock degli ultimi dieci anni, non solo perchè alla radio molti dei tormentoni che passano sfoggiano chitarroni distorti e batterie frenetiche, ma anche perchè Roma è stata il cuore pulsante di tutta una serie di eventi e concerti da far invidia a qualunque altra città della penisola.

A chiudere in bellezza  inoltrandosi fino ai primi di settembre, è stata la manifestazione Normali e Marziani e noi del MArteMagazine, essendoci sentiti chiamati in causa personalmente, visto che un po' marziani lo siamo, non potevamo mancare.



Fine Estate 2010 tra Pizzica, Taranta e Blues

dieciunitasonantiMUSICA- Nell'inedita cornice del Parco Schuster di San Paolo, è stato allestito un palco ad hoc e complice l'acustica inaspettatamente ottima (compreso lo spettacolare riverbero mandato dai marmi vuoti della basilica), il quattro settembre è stata una serata di rock puro e forte.
Ad aprire la serata Dieci Unità Sonanti, quattro ragazzi in età da liceo almeno nell'aspetto, hanno sfoderato un repertorio inedito italiano dal gusto indolente e romantico, ma con i distorsori a palla e  testi che cercano di avere uno spessore sociale piuttosto che parlare di cuore e amore, dipingono infatti la società dal loro punto di vista, quello dei giovani pieni di grinta che se ne fregano della marca più costosa e di quanti soldi il “papi” ha nel portafoglio, per cantare invece le cose vere della vita, quelle più autentiche come loro che emozionati e felici hanno tenuto testa ad un palco bello grande condiviso con altri musicisti emergenti, ma in aria di successo.

Parliamo dei Bud Spencer Blues Explosion, coloro che frequentano l'ambiente della musica live bsberomana di certo li conoscono già, perchè questi due ragazzi in poco più di un anno hanno vinto tutti i concorsi possibili e ascoltandoli il motivo è davvero evidente. I BSBE sono due, e dico due, anche se a sentirli ad occhi chiusi non si direbbe, batteria e chitarra, poco conta quello che si canta, i testi sono minimali, a volte difficili da capire, ma in realtà è la musica a dire tutto. Batteria a doppia cassa, piatti utilizzati in modo studiato e mai inutile, un tocco potente anche se il ragazzo che produce tutto quel rumore sarà alto si è no 1.70 e peserà 50 kg al massimo, forse 51 con i capelli, stop & go da far sobbalzare anche il più restìo al genere e un feeling con il chitarrista che fa intendere che i due sono qualcosa più che amici, probabilmente fratelli nel nome della musica e soprattutto del blues. La chitarra canta, esplode, si spegne, fa rumore, fa silenzio, suona i bassi, suona gli alti, a volte si fa fatica a stargli dietro e le canzoni rievocano un rock blues d'altri tempi, quello che si faceva con una genialità ancora non intaccata dal business, dalla necessità di essere commerciali per vendere. A questi due ragazzi non importa niente di dare agli ascoltatori quello che vogliono sentire, loro danno la loro musica, quella che li anima, che li fa saltare sul palco, quella che gli scorre nelle vene e viene fuori dalle loro mani per far saltare il pubblico in estasi che subito dopo corre allo stand a comprare i cd. Ben fatto ragazzi!

nidipromo10A chiudere questa serata musicale ben riuscita ci pensano i Nidi D'Arac per stupirci con una rivisitazione davvero attuale delle tradizioni popolari pugliesi. Sulla falsariga della pizzica e della taranta, questo è un gruppo che si è evoluto per dare al pubblico qualcosa di più, uno spettacolo coinvolgente che arrivi anche a chi con la tradizione salentina non ha niente a che fare, e ci riescono alla grande. L' intro è inquietante, dalle atmosfere quasi esoteriche, due  donzelle vestite in modo diametralmente opposto, bianco/nero, gonna/pantaloni ecc., catturano l'attenzione con il violino elettrico e la chitarra acustica, mentre a poco a poco si fanno avanti gli altri elementi per poi esplodere nel danzereccio dub-rock, dove l'acustico è mescolato all'elettronica del dj che manovra tutte le voci e i suoni per dar vita ad un ensemble tradizionale ed innovativo al tempo stesso. I Nidi D'Arac suonano insieme dal '98 ed è forse per questo che sembra quasi che respirino a tempo, visto che nessuno è munito di cuffiette o click o altri artifici per non perdere il ritmo, ma tutti inesorabilmente non perdono nemmeno una battuta.  Alla bravura indiscussa dei musicisti si aggiunga una forte presenza di palco, sottolineata dalla corista-ballerina in bianco e dalla violinista scatenata in nero ed ecco la formula perfetta per un concerto di fine estate in piena regola che risponde esattamente al modo in cui ci si sente di ritorno dalle vacanze: carichi, pieni di buoni propositi, grintosi e pronti a tutto.

Mikaela Dema



Frammenti e memorie di libertà e democrazia

vociTEATRO- Libertà, memoria, informazione, democrazia. Frammenti di pensiero di pensatori come voci nel deserto. A pochi passi dalla Basilica di San Paolo, Normali Marziani ha presentato venerdì 3 settembre a Roma uno spettacolo che urla e che pretende di infastidire. Sperando che non siano grida che si perdano tra le dune di lande desolate…
Frammenti di libertà di pensiero, titolo della serata tenutasi nel piccolo Centro Polivalente, esplica bene la natura dello show-reading: una serie di letture, citazioni, scenette, luci, fumate bianche, musiche remixate, canzoni e filmati con l’obiettivo di far aprire gli occhi agli intervenuti. E di farli “incazzare”. Brani ed estratti persi nel tempo e nei secoli sono stati riproposti e letti come se fossero scritti ieri, oggi… finanche domani. Ed invece sono le parole di Pier Paolo Pasolini, George Orwell, Montesquie, Lewis Carroll, Giorgio Gaber o Silvio Berlusconi. Secoli e secoli di storie e parole che riprendono vita per i microfoni della sala. Da un angolo all’altro, dal fondo della sala al palco, i tanti attori “ri-autori”, avvicendandosi sulla scena e all’attenzione del pubblico, raccontano un’Italia attuale. Senza commenti, senza sovrappiù: solo letture interpretate di grandi scrittori o importanti politici e intellettuali. Perché? Cos’altro bisognerebbe aggiungere al quadretto così poco idilliaco che quelle pagine ingiallite e poco lette non hanno ben descritto?

L’Italia che si delinea è un Paese bloccato, disinformato, plagiato e inerme, causa mass media, sistemi politici e indolenza dell’italiano medio. Il quale diventa vittima o carnefice di un Paese che non si muove, che non scorre, inibito a chissà quali anni, che sembra sempre lo stesso. Un Italiano pigro, disonesto, umiliato e umiliante. Un Italiano che non sa cambiare il corso della storia e che, più o meno consapevole dell’andazzo informativo e dei giochi di potere tra Sinistra e Destra, vi si adatta e ne diventa corresponsabile. O mandante. Alexis De Tocqueville, Indro Montanelli, Marco Belloccio, ma anche brevi clip di film con Alberto Sordi e Marcello Mastroianni.
Racconti di altri tempi, come messaggi in bottiglia provenienti da altri mari e da altre epoche. Voci rimaste inascoltate che volevano sollevare il velo di ignoranza e di omertà che già allora veniva a costituirsi. Ed oggi ancora attuali più che mai, come segnali premonitori di un passato che è divenuto presente, di un presente che, ahimè, si renderà futuro.
90 minuti di spettacolo, fisico e mentale, che ti lascia l’amaro in bocca. Sorprese e bocconi duri da digerire sui volti degli spettatori di tutte le fasce d’età. Risate, quelle sì, a iosa: ma è anacronistico ridere dell’Italiano e di una Italia corrotta, scorretta e sconnessa dal resto del mondo. Riflessioni: tante e doverose. Dal bisogno di onestà ad una politica soggiogante, dalla mancanza di democrazia al controllo dell’informazione, dall’arresto del pensiero e della propria opinione personale al controllo totalizzante di quella pubblica. Sì, forse ci sarebbe proprio da alzarsi in piedi e gridare: “sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più”. Nella speranza che non sia più soltanto una voce nel deserto…

Per ulteriori informazioni sull’iniziativa, www.vocineldeserto.it

Francesco Salvatore Cagnazzo



Loop con parlato introduttivo

Simone-Patrizi-fotoTEATRO- Dei Normali Marziani sul palco del parco Schuster hanno proposto un nuovo sincretismo artistico a metà tra uno spettacolo teatrale, un reading letterario e un concerto. Questo e molto altro è Loop con parlato introduttivo ad opera di Zero Estensioni Neuronali che è andato in scena sabato 4 settembre in una calda serata di ritorno dalle vacanze.
La voce dell’attore Emanuele Pierozzi accompagna lo spettatore in viaggio tra musica e parole, unendosi in un matrimonio perfetto e di lunga durata come quelli di altri tempi con Piero d’Andria e Simone Patrizi, rispettivamente basso e chitarra l’uno e voce l’altro.
Un’unione tra musicisti, attori e pubblico, com’è nell’intenzione degli ideatori, senza voler essere o meglio voler fare gli “intellettuali per forza”, semplicemente proponendo uno spettacolo intenso, completamento dello stato emotivo della canzone.

Il titolo prende spunto dall’idea di un vero e proprio concerto acustico basato su “loop” (cioe’ campionamenti eseguiti in tempo reale) preceduti da introduzioni recitate ad ogni brano. Un esperimento “nuovo” nato con l’intenzione che per una volta siano il teatro e la recitazione a doversi adattare alla musica già composta in precedenza per il repertorio pop-rock della band.

ØEN-Zero Estensioni Neuronali sono tra i migliori esponenti della nuova scena romana. Il nome del gruppo, così come loro lo descrivono, suona come un invito deciso all’abbandono, al viaggio profondo nella propria emotività. ØEN offre “Un percorso musicale ipnotico, emozionante, denso di citazioni e venature rock, reggae, folk ed elettroniche che, unite a testi rigorosamente in italiano, riesce ad utilizzare nel modo più funzionale l’astuzia del migliore Pop d’autore” (Raro). ØEN ha già una produzione all’attivo per l’etichetta NoPop di Guido Elmi, attuale produttore di Vasco Rossi, e contano innumerevoli partecipazioni ai principali festival e concorsi nazionali. Nel 2007 sono stati vincitori del premio per la canzone d’autore ” Musica Controcorrente”, nel 2008 primi classificati @ Live Musik Festival e @ PieveRock Festival. Ulteriori informazioni su: www.zeroestensionineuronali.com

Manuela Tiberi



Città&Ambiente a tutto schermo

CINEMA- Normali Marziani, format di nuove spettacolarità che coinvolge Teatro, Musica, VideoArte e Cinema, torna in questo mese di fine estate e nell'arco di due giornate, il 3 e il 4 Settembre, lascia riflettere il pubblico sull'immagine della città di oggi.
Centri urbani che continuano ad espandersi, cancellando in buona parte ciò che una volta era la nostra terra, il nostro modo di vivere, donando alle future generazioni una matassa pericolosamente aggrovigliata.
Tenutosi all'interno del Parco Schuster di Roma, il festival ha donato nel suo primo modulo tre visioni differenti della città e dell'ambiente, attraverso due documentari ed un cortometraggio.

A Nord Est, regia di Milo Adami e Luca Scivoletto è stato prodotto dalla Pinup Filmaking e dal produttore associato Michele Armenia e parla di un lungo viaggio dai sobborghi di Mestre al Lago di Garda, percorrendo l'asse della Statale 11.
Girato in due anni, tra il 2008 e il 2009, il documentario raccoglie tutte le testimonianze e le immagini di un luogo quasi dimenticato, lontano da quello che oggi è “l'avanguardia”, in bilico tra ciò che ancora perdura a vivere e all'inevitabilità della totale scomparsa.
Sono volti, parole disperse, che ci fanno comprendere come parte del mondo si stia spegnendo, contro quella che è una delle zone più industrializzate e complesse d ]]>

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