Lunedì, 19 Dicembre 2011 20:59

C. Brookmyre, Real LifeTM

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real life coverQuesto libro parte da un assunto piuttosto opinabile: che sotto ogni camicia a righe bianche e blu batta un cuore da macho, mentre le donne sanno benissimo quanti ometti popolino il mondo. Personaggi molli, informi, a volte viscidi e gelatinosi con macchia e paura in abbondanza.



Ma nessun elogio dei rambo, per carità… Esistono anche – anatema! – persone normali. Gente che sposa un quotidiano piccolo e ripetitivo, che ama tornare a casa la sera per baciare i propri bambini. Qui, a voler essere alternativi a tutti i costi, si rischia di perdere il contatto con la realtà delle otto ore e dello stipendio – chi ce l’ha. Ma come fai a non vedere la denuncia alla massificazione?, dirà qualcuno. Avanti col prossimo luogo comune, dico io. E voi, come fate a non vedere che non serve sostituire un idolo con un altro per sopravvivere?
Real LifeTM è l’ennesimo thriller mosso dalla paura dell’uomo occidentale di essere colpito nel tepore del suo letto da uno Spirito Nero del terrorismo. Luoghi comuni come un peccato, perché la scrittura di Brookmyre è corposa senza essere pesante, e le pagine scorrono rapide. Ma più per il come che per il cosa. Si tratta di un romanzo ipertrofico, che fagocita ogni cosa, inclusivo, turgido, pieno. Troppo pieno. Anche perché, dopo essere riusciti ad andare oltre la copertina, per i lettori c’era solo da andare in discesa.
Ma non tutti hanno la stessa percezione di problematicità: per qualcuno queste pagine potrebbero contenere novità rivoluzionarie; per molti la scoperta della concreta possibilità di essere se stessi altrove, in altri modi, con altri ruoli, potrebbe essere deflagrante. Quindi una lettura non inutile. Ma senza dubbio niente di innovativo né avanguardistico, semplicemente una storia.

Il mercato editoriale italiano è essenzialmente oligarchico, non realmente democratico come quelli anglosassoni. A riprova di questo si veda l’accoglienza tiepida o nulla che certa critica, considerata colta, riserva a prodotti narrativi come questo, nati con il solo scopo di intrattenere il lettore: un po’ come a un frigo non viene chiesto altro che non far andare a male il latte.
Per gli abitanti del Bel Paese, che diede i natali a Dante, tutto questo suona come un’irrispettosa bestemmia. E in parte lo è, sia chiaro. Bisognerebbe che i lettori più smaliziati facciano pace con questa realtà immantinente, invece di scagliarsi contro i libri di consumo. Sempre, è chiaro, avendo presente la differenza.

Chi vuole leggere l’Uomo senza qualità (per non citare alcuni esempi contemporanei, che solo il tempo deciderà se consacrare o meno) può continuare a farlo sotto la sua coperta di cachemire, senza essere disturbato da uno di questi “stronzi suburbani” che si muovono nelle pagine del romanzo di Brookmyre.

Christopher Brookmyre, Real LifeTM , Meridiano Zero, pag. 400, € 17

Chiara Macchiarulo

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