Mercoledì, 07 Settembre 2011 20:25

Le donne del 6esto piano, regia di P. Le Guay

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imagesTra le varie uscite estive, di quelle che i cinema mandano per riempirsi la programmazione in mesi di vuoto, è andato quasi perso, passato inosservato Le donne del 6esto piano, grazioso film di Philippe Le Guay, girato, scritto, prodotto ed ambientato in Francia.

In Italia è uscito a giugno e se siete fortunati potete ancora trovarlo in qualche sala; probabilmente essere uscito in un momento di stanchezza per le sale è stata una fortuna per la pellicola, in quanto il film non è la tipica opera che richiama il pubblico nei cinema durante le grandi proiezioni dei mesi invernali, dove un film come Le donne del 6esto piano sarebbe stato ancora più trascurato. E sarebbe stato un peccato, perchè il film è assolutamente gradevole, ben girato e molto ben recitato, fa passare un'ora e mezza in totale armonia con il grande schermo.
Jean-Louis Joubert (Fabrice Luchini) è un agente di borsa rigoroso, sobrio, con una bella moglie e due figli in un importante collegio, che svolge una vita monotona tra lavoro e serate con l'alta borghesia parigina dei primi anni '60. Quando la domestica storica di casa se ne va per dissidi con la moglie (Sandrine Kiberlaine), in casa decidono di prendersi una donna di servizio spagnola, come in tutto il resto del palazzo, che va appunto ad “attingere” al sesto piano per le donne di servizio. Questo sesto piano sembra essere l'ultimo giro dell'inferno dantesco nella aristocrazia del condominio, con stanze piccole ed un solo bagno comune malfunzionante. In realtà vi vivono appunto le donne di servizio, tutte spagnole (come le attrici che le interpretano) in cerca di soldi per poter tornare alla vita di tutti i giorni nel loro paese. Jean-Louis assumerà Maria (Natalia Verbeke, lei attrice argentina), che cambierà la sua vita e il suo modo di essere, sconvolgendolo completamente.
Il finale è probabilmente scontato, ma comunque piacevole. L'opera merita assolutamente di essere vista, fatta quasi sottovoce per non disturbare le grandi produzioni, messa lì per chi vuole vederla (almeno qui in Italia). Noi, che ci siamo imbattuti nel film quasi per caso, dopo averlo visto non possiamo che consigliarlo.

Alan Di Forte

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