Lunedì, 30 Maggio 2011 16:21

Mr. Beaver, regia di J. Foster

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locandina_mr_beaverJodie Foster torna alla regia dopo sedici anni, tanti sono passati dal non indimenticabile A casa per le vacanze, e lo fa con Mr. Beaver, un bel film in cui spicca la prova di un ottimo Mel Gibson.

Siamo entrati nel cinema avendo letto la dicitura “commedia” di fianco alla scritta “genere” nella scheda del film, la proiezione dello stesso ci ha però lasciati leggermente perplessi sulla definizione. Non che sia importante, a contare è la qualità del prodotto, ma probabilmente chi ha scritto commedia si riferiva al canone dell’antica Grecia, dove se c’era una conclusione a lieto fine, e qui non manca, l’opera andava comunque classificata come commedia, anche se nel corso delle vicende avessero perso la vita metà dei personaggi. In realtà, leggendo poi nella rete, abbiamo scoperto che c’è anche chi definisce Mr. Beaver un film drammatico, definizione secondo noi molto più azzeccata.

Mettendo da parte queste beghe che lasciano il tempo che trovano, il film parla della vicenda di Walter Black (Mel Gibson, appunto), un affermato imprenditore che si lascia travolgere da una profonda depressione fino a perdere il controllo della sua vita, sia lavorativa che familiare. Sull’orlo del suicidio, decide di mettersi nelle mani di Mr. Beaver, un castoro di pezza che il protagonista si mette al braccio e fa parlare in virtù delle sue doti da ventriloquo e grazie al quale trova la forza di risollevarsi. Trovando il coraggio per tornare in famiglia, dove accettano di comunicare quasi più con il peluche che con lui, Walter viene nuovamente apprezzato dalla moglie e sistema le cose sul lavoro lanciando Mr. Beaver sul mercato, che il figlio piccolo di Walter adora. Purtroppo il protagonista torna il depresso di sempre appena si toglie il pupazzo dal braccio e ne diventa così dipendente, praticamente schiavo di una doppia personalità, che si manifesta in modo sempre più evidente e preoccupante. La soluzione per uscirne, eliminando il castoro di pezza, sarà drammatica.
Sullo sfondo della storia principale, la Foster ci racconta anche le vicende del figlio maggiore della coppia, Porter (Anton Yelchin), terrorizzato dall’idea di diventare come il padre, e che somatizza fisicamente la drammatica situazione famigliare che vive. A distrarlo ci penserà la storia d’amore, comunque non povera di vicissitudini, con la bella Norah (Jennifer Lawrence).

Alan Di Forte

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