Lunedì, 02 Maggio 2011 07:40

Boris il Film, regia di Ciarrapico, Torre, Ventruscolo

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la-locandina-di-boris-il-film-194443_medium“Dai, dai, dai…a c***o di cane!!!”. Quante volte gli appassionati della serie televisiva Boris hanno sentito un divertentissimo Francesco Pannoffino strillare questo incitamento alla troupe e al cast, nella parte del regista Renè Ferretti, rimanendone sempre divertiti, un divertimento che era costante per tutta la visione della serie televisiva.

Ecco, vedendo Boris il Film, abbiamo pensato ogni tanto che l’incitamento di Renè venisse fatto loro dai veri registi della pellicola. Ovviamente non per incapacità, ci mancherebbe, ma perché la visione del film lascia un senso di incompiuto in diversi momenti, come se ci si aspettasse di continuo un momento di svolta che in realtà non arriva mai. Anche l’ultima mezzora dell’opera sembra un po’ tirata via, quasi con la fretta di chiudere una storia bella, durata tre serie, il prima possibile e con una conclusione logica, proprio come accade ai protagonisti nel film. Da sottolineare, però, un’ultima scena che lascia a varie interpretazioni, fino quasi a rimettere la storia appena vista tutta in discussione.
Boris è stata una serie televisiva completamente nuova per l’Italia, un esperimento riuscito benissimo, con un soggetto originale e molto divertente, di grande satira verso il mondo della televisione italiano e che inizialmente aveva un pubblico di nicchia di pochi appassionati, ma che con il suo inevitabile successo è poi diventato un fenomeno di grande movimento, conosciuto dalla maggior parte del pubblico. Possiamo tranquillamente definirla la miglior serie televisiva italiana degli ultimi anni, per idee, attori, cammei, battute.

La nostra opinione è che dopo le prime due serie, straordinarie, già la terza avesse qualcosa in meno, probabilmente realizzata esclusivamente solo dopo aver visto l’incredibile successo, anche postumo, ottenuto dalle prime due edizioni (la seconda anche con Corrado Guzzanti). Il film, così, ha anch’esso meno incisività ed elementi accattivanti rispetto al meglio di Boris. Va detto, ad onor del vero, che il prodotto finale non è di per sé insufficiente, ma lo diventa se paragonato a quanto visto nelle serie. Non va neanche dimenticato che è sempre difficile fare il film di una serie televisiva, soprattutto di una serie che aveva anche nella brevità delle puntate (sui 20 minuti) il suo punto forte, regalando agli spettatori un forte condensato di idee e comicità in poco tempo ogni settimana.
Ad ogni modo il film regala comunque momenti molto divertenti, cerca di far comparire quasi tutti gli attori visti nelle tre serie, quasi come un saluto finale (manca, però, Corrado Guzzanti), e regala dei cammei di alto livello, come quello di un grande Nicola Piovani. Per concludere, piaccia o no, un appassionato della serie televisiva Boris non può non vedere questo film, anche solo per salutare un cast che ha regalato momenti piacevoli e indimenticabili in un panorama televisivo spesso arido.

Alan Di Forte

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