Venerdì, 09 Marzo 2012 10:50

Parabole fra i Sanpietrini III

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[TEATRO] 

cartolinaROMA- Continua la rassegna Parabole fra i Sanpietrini presso il Forte Fanfulla, che ci terrà compagnia fino a maggio inoltrato.




 
Con Arido Amore

Gobetti -4Era un giovane alto e sottile, disdegnava l'eleganza della persona, portava occhiali a stanghetta, da modesto studioso: i lunghi capelli arruffati dai riflessi rossi gli ombreggiavano la fronte”. Queste parole di Carlo Levi sono il ritratto di Piero Gobetti, l’intellettuale antifascista morto a soli 25 anni, a cui la Compagnia Teatrale di Roma Franz Biberkoff in collaborazione con OlivieroRavelli_Teatro ha dedicato lo spettacolo Con Arido Amore, Piero Gobetti andato in scena come di consueto al Forte Fanfulla il 23 e 24 febbraio.
Con la regia di Francesca Guercio, drammaturgia di Emanuela Cocco e la collaborazione di Fabio Massimo Franceschelli, Fabio Iannuzzi e Furia Elettrica, lo spettacolo racconta la storia di un insegnante di scuola superiore, un certo Nicola Bologna, interpretato da Claudio di Loreto, il quale apprende il risultato del referendum sull’accordo tra la FIAT e gli operai con molta tristezza e preoccupazione, tanto che decide di fare una lezione incentrata sul potere della forza operaia sottolineata dal giornalista e scrittore Piero Gobetti. Durante una manifestazione dei lavoratori Nicola viene colpito alla testa, perde la memoria e inizia a credere di essere proprio l’intellettuale torinese inseguito dal regime fascista. Si nasconde in un supermercato dove, in preda all’angoscia, nella sua testa si confondono i messaggi pubblicitari del supermercato con il discorso di Benito Mussolini, mentre ordina la persecuzione di Gobetti.
Il tempo passato e quello presente si mischiano nella mente di Nicola, il quale inizia ad interloquire con i clienti del supermercato, quegli spettatori a cui rivolge domande non pretendendo risposte, mentre risuonano le interviste degli operai che hanno votato il referendum indetto dalla dirigenza FIAT, quel referendum-ricatto contro cui si scaglia Nicola/Gobetti. L’intellettuale torinese e l’insegnate smemorato si rivolgono agli operai, a quelli di ieri e a quelli di oggi, quelli della FIAT e a quelli di qualunque altro stabilimento: la repressione e la mancanza di diritto non vengono cancellati con il passare del tempo, sono sempre integri, intatti come la voglia di ribellione e parità di diritti umani.
Claudio di Loreto
dà vita ad uno spettacolo che offre degli interessanti spunti di riflessione sulla condizione sociale italiana, attraverso un percorso storico che parte dalla posizione di Gobetti, dai suoi discorsi circa il malessere sociale e la possibilità di riscatto contro qualsiasi tentativo di repressione, chiamando in causa la dittatura fascista e le relative conseguenze. Il tentato coinvolgimento del pubblico, la sua espressività, l’ardore che sprigiona dai discorsi mentre si avvicina ai suoi interlocutori, sottolinea la personalità di Piero Gobetti, un uomo, un giornalista, un intellettuale le cui parole, i cui discorsi liberali e indignati riescono ad essere semplicemente attuali, penetrabili in questo nostro presente precario, proprio come la vita di Nicola. La Rivoluzione liberale è ancora lontana.

Eva Di Tullio




Italia Belpaese


ITALIA BELPAESEItalia Belpaese è il titolo del quarto appuntamento della rassegna, uno spettacolo di Laura Graziosi presentato il 1 e 2 marzo. Il pubblico numeroso che continua a seguire questa rassegna, si è trovato quindi a tu per tu con un altro spettacolo che merita di essere visto una seconda volta.
È la storia di Italia Belpaese, interpretata dalla superlativa Graziosi, una bambina graziosissima con le idee un po’ confuse, visto anche il nome che si porta dietro, e con una famiglia alle spalle particolarmente distratta. Italia racconta al pubblico della vita dei suoi genitori, Anita e Giuseppe, due persone comuni che trascorrono le domeniche tra la messa della mattina e le giocate pomeridiane al bingo; la piccola descrive le sue vacanze nelle favolose spiagge del sud del paese dove, con la sua amichetta del cuore, assiste all’arrivo di un barcone carico di immigrati, un evento che non la lascia indifferente.
Partecipe di tutte le discussioni in famiglia, amareggiata per la perdita del lavoro di suo padre, un operaio della FIAT che ora si ritrova a fare il corriere per conto di non si sa chi, la piccola Italia sente parlare di secessione tra nord e sud, fuga di cervelli dall’Italia, vede campeggiare degli indignados nel parco di fronte la sua casa con al seguito un cartello grande come un palazzo in cui appare scritto “Italia zimbello del mondo” che si alterna a “Italia devi cambiare”, assiste alla contrapposizione generazionale tra il nonno semianalfabeta e suo cugino che invece ha fatto anche il master, ma lavora in un bar. A forza di sentire parlare dei difetti dell’Italia, la piccola protagonista finisce col credere che sia lei la causa di tutto questo malessere che circonda il suo mondo, e, disperata, pensa che prima o poi la faranno a pezzi dei signori chiamati Appennini, che il suo cervello vuole fuggire dalla sua testa e che continuando a mangiare solo popcorn potrà far risparmiare i suoi genitori, che intanto si godono il loro televisore al plasma seduti sul divano.
Italia ascolta i discorsi degli adulti, le notizie trasmesse dalla televisione, quelle parole in cui si sente chiamata in causa in grandi equivoci che fanno sbellicare il pubblico: mentre l’ingenuità della bambina la porta a pensare di essere lei al centro delle questioni di cui si discute quotidianamente, colui che assiste allo spettacolo si trova a riflettere sulle problematiche di un paese che dalla sua unità ha costruito una società che porta ancora dietro i suoi difetti più tragici e dal presente sempre più precario.
Come in Con Arido Amore, Piero Gobetti ancora una volta sono le vicende attuali del nostro paese il tema centrale di questa rassegna, che continua a sorprendere per il gusto ironico, ma anche e soprattutto per la freschezza e vivacità delle storie messe in scena dalle compagnie che fin qui si sono esibite.
Laura Graziosi, che ricordiamo essere autrice e interprete dello spettacolo, ha ricevuto l’applauso del pubblico, un’ovazione meritata per i contenuti e per la recitazione. Una conferma dell’importanza del teatro nel riflettere, attraverso l’arte, i costumi di un popolo e soprattutto la sua capacità di diffusione culturale nonostante la crisi.

Eva Di Tullio


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