Martedì, 17 Gennaio 2012 10:00

Lo pensano in molti: Fanculo il PIL

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[TEATRO]

02ROMA- È andato in scena al Teatro allo Scalo di Roma (via dei Reti, 36) dal 15 dicembre 2011 all’8 gennaio scorso lo spettacolo scritto, diretto ed interpretato da Sandro Torella intitolato Fanculo il PIL.



Performance tendenzialmente comica che Torella, nei panni di un docente di economia, porta in scena per ribellarsi al sistema, spiegando le dinamiche economiche reali rispetto ai racconti fantasiosi dei potenti, partendo dal significato di termini come PIL, debito pubblico e tasso d’interesse e attribuendo ad essi il giusto valore con la distanza dovuta, senza che questi nomi e questa economia tartassino più del necessario la vita di tutti che in realtà dovrebbe basarsi su tante altre piccole e semplici soddisfazioni quotidiane.
Tematica scottante quella del PIL che Torella riesce a sdrammatizzare, problema particolarmente sentito da tutti, facendo divertire il pubblico dal primo all’ultimo istante. E tra un sorriso ed un altro che echeggiano a catena nella piccola, ma accogliente sala del teatro, Torella veicola messaggi che ci aiutano a riflettere e a far comprendere la sfera economica, che tanto turba e mette alle strette la popolazione.

Uno spettacolo/incontro in cui Sandro Torella non risulta essere l’unico interprete, perché coinvolge direttamente il pubblico che diviene attore protagonista per una sera. Infatti l’attore si tramuta in regista e facendo da guida accompagna i novelli attori nel gioco teatrale-reale. E queste improvvisazioni sono state altrettanto divertenti, perché i partecipanti si son calati appieno nei panni dei personaggi, lasciando a piede libero la personale ironia e istintività che ha arricchito e attribuito un valore aggiunto all’intera performance.  Una formula che va certamente ripetuta, perché al di là dell’imbarazzo iniziale, lascia nel pubblico non solo un indelebile ricordo, ma fa assaporare alle “papille gustative”  un nuovo aroma. Questo spettacolo risulta essere quindi, non solo divertente ed educativo, ma come un viaggio interiore che parte da un singolo (l’artista autore/attore) che riesce a condividerlo con gli altri aprendo una nuova prospettiva che si riflette al di là dell’io e che quindi incontra altre identità che a loro volta acquisiscono, assorbono e, a loro volta, divulgano.

Maria Logroio
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