Lunedì, 10 Ottobre 2011 21:28

Sguardi S-Velati 2011

Scritto da
Vota questo articolo
(0 Voti)
[TEATRO]

Immagine rassegna RCSROMA- Ci siamo: la seconda edizione della rassegna SGUARDI S-VELATI - punti di vista al femminile al Teatro Due è iniziata martedì 4 ottobre. Dopo il bell’esordio della scorsa primavera attendevamo i nuovi spettacoli che avrebbero animato l’appuntamento d’autunno.

 


Taddrarite – Pipistrelli

 

pipistrelliL’apertura con Taddrarite – Pipistrelli, scritto e diretto da Luana Rondinelli, ha confermato che il lavoro di selezione a cura di Ambra Postiglione e Annalisa Siciliano è di ottimo livello.
La Sicilia come paesaggio interiore. Tre sorelle vegliano per una notte intera il defunto marito di una delle tre, Maria, la minore. La tradizione vuole che la porta e le finestre della casa restino aperte per permettere all’anima di uscire e la vedova pare molto preoccupata a che ciò accada. Sul palco la bara in posizione centrale e le tre protagoniste vestite di quel “lutto di sempre” si fanno portavoce di una drammaticità subito sviata. Franca mostra dalle prime battute un’insofferenza al rosario iniziando a parlare con ironia e irriverenza di sé, del suo uomo, della figlia Giacomina. La preghiera si slabbra in una serie di riflessioni in cui le sorelle parlano dei loro drammi quotidiani, scoprendo tra comicità, sarcasmo e momenti profondi la dura realtà familiare celata dietro la porta di casa. Tutte nascondono storie di sofferenze ingoiate in silenzio e vivendo il dolore al buio come taddrarite, pipistrelli.

Rosa è la prima a svelare il lato oscura della sua vita, un marito violento che le imponeva come se non bastasse l’umiliazione di portarsi l’amante in casa. Botte e lividi erano all’ordine del giorno, ma tutto era nascosto da sorrisi grotteschi di fronte alle domande insinuanti della gente, per conservare una facciata di famiglia per bene. Anche Maria ha molto da rivelare sul suo Carmelo, uomo dall’istinto sessuale violento e perverso. Franca sembrerebbe la più sfacciata delle tre, la meno sottomessa alla dittatura del “cosa direbbe la gente” eppure anche lei svela che prima del divorzio ha dovuto sopportare le botte e i lividi, e le bugie per coprire la delusione di un amore andato in malora. Quell’amore al quale nessuna delle tre ormai crede più. E c’è spazio per un finale sorprendente, in cui Maria rivela tutto il coraggio che una donna può essere in grado di raccogliere nella disperazione più nera. Quell’ultimo dolce – avvelenato-  donato al marito è un regalo fatto alla sua libertà.
Il dialetto siciliano, scelta felicissima, dona una vitalità speciale al testo. Le tre giovani attrici Luana Rondinell, Adriana Parrinello e Claudia Gusmano hanno dato sfoggio di una capacità interpretativa notevole, passando dal faceto al tragico senza inciampare mai, tanto da farci rimpiangere la brevità dello spettacolo.

Francesca Paolini


 Riverisco Madre

 

riverisco_madreSono due sguardi molto particolari quelli che si incontrano sul palcoscenico del Teatro Due Roma per svelare le proprie reciproche verità nel secondo spettacolo della rassegna in corso: Riverisco Madre, in scena dal 7 al 9 ottobre scorsi.
Visioni che sembrano agli antipodi tra loro, appartenenti a mondi lontani e contrapposti: l’amore sacro e l’amore profano, la suora e la prostituta, l’estremo rigore e l’estremo disordine morale. Eppure le due prospettive dimostrano di condividere il medesimo punto di fuga che le unisce e le rende complementari, come due facce della stessa medaglia: il riscatto della propria dignità di donna realizzato da entrambe attraverso l’atto liberatorio del delitto. Le due storie, dunque, si allacciano e si intrecciano fino, forse, a coincidere perfettamente...

I due quadri vedono protagonista Ester Alfonsi che, diretta dall’autore Carlo Picchiotti, si sdoppia abilmente nelle due personalità, dando loro colori e toni specifici e distinti.
La lentezza misurata e contenuta del primo atto si contrappone alla vivacità sgargiante del secondo, modificandosi nel ritmo e nella forma del linguaggio stesso, su una scena che resta statica a contenerne le evoluzioni.
Sebbene da sola per tutta la durata dello spettacolo, l’attrice riesce ad “abitare” lo spazio e catturare l’attenzione dello spettatore. Il suo entusiasmo e la sua energia scenica riescono così a colmare le incertezze del testo rendendolo convincente ed efficace.

Francesca Paolini

Letto 2040 volte Ultima modifica il Venerdì, 28 Ottobre 2011 19:06

MArteMagazine © 2007 | Associazione Culturale Procult . Tutti i diritti riservati


Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare l’esperienza di navigazione e per inviarti servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie Per saperne di più visita la nostra sezione privacy policy.

  
EU Cookie Directive Module Information