Martedì, 02 Agosto 2011 11:53

Estate al MACRO

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[ARTI VISIVE]

Estate_al_macro1ROMA- In una città come Roma l’arte non va mai in vacanza, non conosce pause, neanche per un giorno, neanche sotto il sole che scotta. Così, per gli instancabili lavoratori e amanti dell’arte, il MACRO di Roma ha pensato bene di allestire una serie di mostre, delle vere e proprie chicche d’arte, che ben si addicono al nuovo maquillage architettonico di cui è stata dotata la struttura ad opera dell’architetto francese Odile Decq, quella della sede Banque Populaire de L’Ouest e d’Armorique a Rennes per intenderci.

Sono tanti i nomi degli artisti chiamati ad allestire le sale del MACRO. Ne abbiamo selezionato tre sensazionali, ognuno dei quali si esprime in modo diverso ma con lo stesso entusiasmo da cui anche noi siamo stati contagiati.
Esther Stocker è la prima vittima del nostro obiettivo, un’artista italiana la quale, con la sua installazione Destino Estate_al_macro2comune, visibile fino al 30 ottobre 2011, ci mette di fronte alla trasformazione di uno spazio in un insieme apparentemente regolare di strisce di scotch nero poggiate sul pavimento e su tutte le superfici della stanza, la cui imprecisione travolge lo spettatore, come se anche egli ne fosse parte, un errore come i critici l’hanno definito, uno dei tanti per mostrarci come l’arredo di un interno sia condizionato dalla presenza dell’uomo. Tutto è scoordinato,  regna l’anarchia del disegno e l’assenza di ogni regola che intrappolerebbe l’uomo.

All’imprecisione come sistema emotivo architettonico viene contrapposta la regolarità della biologia che crea fotocopie di individui come gocce d’acqua che cadono da un rubinetto: questo è il progetto Water Drops del fotografo italiano Giovanni De Angelis, in mostra fino al 15 settembre 2011. Un vero e proprio percorso fotografico incentrato sui gemelli del Candido Godoi, ovvero uno stato brasiliano di Rio Grande do Sule. I suoi scatti, che ritraggono gemelli di diverse fasce di età, si presentano come uno studio visivo sulle tematiche ad essi collegate, in particolare: l’identità, l’unicità dell’individuo e il suo rapporto con l’altro. Sono temi legati non soltanto alla gemellarità, quanto piuttosto ad ogni singolo individuo sin dalla nascita, un modo di confrontarsi con il proprio essere che equivale ad intraprendere un percorso di conoscenza e Estate_al_macro3acquisizione di un sistema di interferenze ogni qual volta ci si confronta con l’altro. In tal modo si viene a creare un riflesso immaginativo in cui trovano confronto l’arte, la psicologia, la biologia e l’antropologia, un universo simbolico di somiglianze e differenze.

L’altro artista di cui ci piace parlarvi è Adrian Tranquilli, australiano di Melbourne ma romano di adozione da qualche tempo, ha messo alla prova l’equilibrio ludico dello spettatore del MACRO, facendosi portavoce di una lotta tra due esseri che circolano nel nostro immaginario: Batman, di cui è possibile vedere una rappresentazione sulla terrazza del museo, e la figura del Joker, infaticabile burlone di tutti i tempi. Migliaia di joker su carte da poker e non solo si uniscono per formare la Basilica di San Pietro, stesse forme e particolarità architettoniche poste su quello che viene considerato il cuore del MACRO, ovvero la Sala Conferenze. In All is violent. All is bright nulla viene lasciato al caso mentre il luogo santo ai cattolici si riveste di sogghigni e facce impertinenti. La curiosità e il mistero sono gli elementi chiave delle sue installazioni, come questa che avrete modo di vedere fino al 30 ottobre 2011.
Tutto questo e molto altro ancora al MACRO...

Eva Di Tullio

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