MUSICA_ 10 maggio: tra follia e spettacolo

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01_-_dei_miei_dei_-_10_maggioChe energia sul palco! La seconda serata di semifinali regionali MArteLive è caratterizzata da una combinazione di band, emergenti sì ma con un gran proselito, che tiene alta la tensione e la carica musicale del pubblico marziano per tutta la serata. Non ci sono momenti vuoti perché sul palco ci sono sapienti entertainer che sanno tener testa, a colpi di chitarre e urla, ad un pubblico di insaziabili ingordi d’arte.

A cominciare sono i Dei Miei Dèi. In prima linea Luce Pacilli (chitarra), Marco Mattei (voce e chitarra) e Daniele Ciangola (basso) con una solida impostazione shoegaze, capelli lunghi e testa costantemente giù verso gli effetti, e dietro di loro Rocco Teora (batteria). Sound nervoso, forte di alt rock e adrenalina. Sotto il palco un pubblico entusiasta carica ancora di più Mattei che si muove, scalcia, si lascia trascinare  a terra dalla musica, si rialza, si lancia verso la cassa nell’estesi di corde, canta e urla il dolore che la band trasforma in potenti schegge elettriche. Nel frattempo bottigline d’acqua rotolano di qua e di là, tra testi amari e intrisi di rabbia, distorsioni e capelli sulla faccia. Capelli che si agitano, teste che si muovono ipnotiche di un rock bello e metallico. Niente male come inizio.

Passano il palco agli amici Kutso, ovvero Matteo Gabbianelli (voce), Donatello Giorgi02_-_Kutso_-_10_maggio (chitarra/cori), Alessandro Inolti (batteria/cori), Giacomo Citro (basso/cori). Uno strano incrocio tra primi Afterhours, la teatralità di Gaber e l’eccentricità delle movenze di Mika e Jamiroquai che dà vita ad uno spettacolo frizzante e folle in cui riesce difficile frenare Gabbianelli che tra acuti, suoni, versi conditi da un finito inglese spara su tutto e tutti. Anche su De Andrè con una versione americanizzate e decisamente sulle righe di “Canzone dell’amor perduto” e della jacksoniana “Wanna be Startin’ Somethin’”. Stile, balli improbabili e cori  che scaldano ancora di più il divertimento all’Alpheus, in cui scorgiamo anche membri di altri gruppi in gara a cantare i testi a memoria e ballare scatenati. Insomma rock e funky da leccarsi i baffi in cui i concetti schizzano come perfetto specchio della quotidianità.

03_-_roots_rock_express_-_10_maggioAttimo di break per i musicisti. C’è la danza e, dietro, un cambio palco in punta di piedi prepara lo spettacolo dei Roots Rock Express. Si ritorna presto alla musica, quindi, con Lorenzo Castelli (chitarra), Titta Sila (basso), Alfredo De Bartolo (batteria) e Luca Cipriano (clarinetto). A guidare è George Gill, meglio noto come Ital Bajan (chitarra/voce), che non si risparmia di esortare, provocare e scrollare il pubblico quanto più può tra un colpo di anca e furbi complimenti alle signorine in pista. Un misto di swing, blues, funk e a tratti reggae che gioca anche tra il “Respect” di Aretha Franklin e 007, che si serve della grinta di George per sedurre, del clarinetto di Luca per accarezzare e della commistione del gruppo per far muovere. E come nei peggiori bar di Caracas, la situazione è inarrestabile e incontenibile.

Si ritorna al rock sfaccettato di pop, poi, con i Suntiago. Trascinanti e scatenati, Giovanni Edoardo.Ferrinii-Musica_Em_4_gruppofoto_01Ciaffoni (voce e chitarra), Stefano Danese (basso), Emanuele Correani (chitarra e voce) e Nahuel Rizzoni (batteria) allestiscono la loro mezz’ora di rimbalzi e acrobazie sul palco, tra pose da grandi rocker, ritornelli che si ripetono ossessivi, martellanti ma soprattutto melodici e con rime più che orecchiabili. Anche qui musicisti sovraccarichi di energia si muovono eccitati sul palco e raggiungono l’apice finale con un Correani impazzito che stacca con veemenza dall’amplificatore il cavo della chitarra prima di buttarla sulla batteria e saltare giù dal palco. E insomma, a quanto pare rock rules!

Arriviamo alla fine di questa folle serata e, con un’ottima premessa, l’ultimo gruppo (Flavio Soldani- Batteria, Davide Ferretti- voce, Cristian Tacconi- Chitarra, Davide Corbellini- Basso),esordisce bene con un  “Noi siamo i Sebastian Contrario e mangiamo i bambini!”. Ed ecco che comincia anche la loro versione di rock, indie concentrato, con escursioni punk e quell’ossessività che si riesce ad ottenere quando tante elettricità si Edoardo.Ferrini-Musica_Em_5_gruppofoto_03_rincontrano in maniera così equilibrata. Ad effetto è sicuramente il bassista scatenato, colpito anche lui dalla fantastica tarantola rock che gira stasera nella sala. Tra ottime basi ritmiche e il cantato che finalmente diventa un parlato cattivo e aggressivo, che gli si cuce meglio addosso, i Sebastian Contrario aumentano di intensità e arrivano alla fine della performance con urla accese, distorsioni e pura musica in libertà che fino a poco prima ci tenevano nascoste da qualche parte per il gran finale.
Beh, che non si dica che non è un palco sudato!

Emiliana Pistillo
Foto di Federico Ugolini & Edoardo Ferrini

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