Skip to main content

Due facce per un accordo perfetto

IMGP9517_copia
[DANZA]

IMGP9517_copiaROMA- La signorina Else è altera e timida, la signorina Else è sicura e tremante, è matura e adolescente, è romantica e cinica, spavalda e disillusa. La signorina Else è ogni donna, è la doppia faccia della femminilità, della ragazzina che ha voglia di diventare grande, con le sue ansie e le sue angosce, con i suoi monologhi interiori e le sue paure, è tutto e il contrario di tutto.


Questa dualità, queste voglie inespresse e il peso di una responsabilità che non le appartiene direttamente, sono le chiavi di lettura del piccolo capolavoro scritto da Arthur Schnitzler nel 1924.
È da questo breve romanzo che l’avventura della compagnia Double Face prende inizio e spunto per lo spettacolo vincitore del Premio Speciale MArteLive Duncan 3.0 del 2010, che è stato visto in scena lo scorso 22 Marzo nello spazio Per-Formativo Duncan 3.0 al Pigneto. Il nome dello spettacolo nasce da questa frase del libro: «Peccato che quel vetro gelido ci separi…che accordo perfetto regnerebbe tra noi».

Accordo Perfetto, nella libera interpretazione delle due coreografe e registe della compagnia, nello specifico Tessa IMGP9513Canella e Ilaria Puccianti, parte dall’eroina del romanzo dello scrittore austriaco, per indagare, cito testualmente dalla sinossi “il simbolo del doppio, il doppio come possibilità di scelta, il doppio come eterno conflitto fra razionalità e irrazionalità, come desiderio di superare se stessi e i limiti imposti dalle convenzioni prestabilite, per esplorare il confine fra il sé e la propria immagine e approdare all’informe, all’indefinito, all’io che non ha facciate”.

Lo spettacolo che si avvale della musica dal vivo e originale di Alessandro Canella e delle elaborazioni sonore e video  di Paolo Maselli, è costruito tutto in modo da sottolineare questo dualismo. Le due danzatrici-coreografe sono l’una lo specchio dell’altra, travolgono e trasportano in questo vortice di ansia e inquietudine dove nessuna delle due prevarica mai sull’altra, ma si sostengono, si scambiano, si aiutano e si distruggono , nello stesso modo in cui Else costruisce i suoi pensieri e li disfa subito dopo, facendo crollare le sue certezze e le sue costruzioni mentali in modo repentino ed emotivamente lacerante. Accanto alle sculture in legno di Sebastiano Pepe Scirè, che raffigurano due volti di donna stilizzati, ci sono i loro due visi, intensi e comunicativi, che catturano il pubblico. I loro movimenti, perfetti nell’unisono, si sgretolano e si caratterizzano quando emergono le loro personalità, le facce di una stessa medaglia, di una stessa donna.

Uno spettacolo intenso e vibrante, con un atmosfera inquietante e destabilizzante.
Tutto ciò è stato possibile e visibile grazie anche alle persone che gestiscono lo Spazio Performativo Duncan 3.0, Daniele Sterpetti, Azzurra De Zuanni e Ilaria di Stefano, perché grazie a loro i giovani coreografi e interpreti possono rendere visibili le loro idee e renderle fruibili nel miglior modo possibile, con umanità, accoglienza e intelligenza.

Valeria Loprieno
Foto di Giacomo Citro

IMGP9505
IMGP9507 copia
IMGP9513
IMGP9515 copia
IMGP9517 copia
IMGP9518 copia
IMGP9519 copia
IMGP9525
IMGP9526
IMGP9532

Arthur Schnitzler, danza, Duncan 3.0, La Signorina Else, martelive, MartMagazine, Valeria Loprieno

Lascia un commento