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Amnesty International presenta Freedom Party

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[MUSICA]

20110420-DSC_9078_copyROMA- In occasione dei 50 anni di Amnesty International sezione italiana, la musica prende il posto delle parole. Scenario l’Auditorium Parco della Musica di Roma. L’intento è quello di unire con questo incontro la musica quei paesi che oggi stanno affrontando guerre e distruzione in nome della libertà del proprio popolo.


Dalla Tunisia all’Egitto, dalla Libia allo Yemen, dal Bahrein alla Siria. Amnesty, sempre attenta nel coniugare l’arte, la passione per la musica e le necessità dei paesi bisognosi, ha devoluto l’intero incasso della serata per aiutare i paesi colpiti. A condurre lo show è stato Luca Telese, giornalista del Fatto Quotidiano e ha presentato con brio i tanti artisti che hanno aderito all’iniziativa.
Sul palcoscenico del Teatro Studio si sono esibiti infatti artisti famosi e nuove leve del cantautorato italiano. A esibirsi per primo è stato Carmine Torchia, cantautore sopraffino, che ha proposto un brano tratto dal suo primo disco Mi pagano per guardare il cielo. Prende vita così, dalle corde della sua chitarra classica, “L’astronomo”. Storia di un uomo che sogna di staccarsi dalle cose terrene per dedicarsi alle sofisticatezze della scienza e dell’amore. Chiede Carmine Torchia con un omaggio alle terre del sud. Una canzone in dialetto calabrese: “Mediterraneo”.

Secondo ospite della serata Areamag, alias Gabriele Ortensi e la sua band. “Si salvi chi può” è l’allarme che Gabriele Ortensi lancia contro ingiustizie e nani malefici, nel tentativo di salvaguardare in musica quelle persone che ogni giorno subiscono soprusi. Clarinetto alla mano, strumento immaginifico che Areamag utilizza prima per avvistare i possibili avventori, poi per 20110420-DSC_9087_copysuonare un elegante minuetto e scacciare paure ancestrali.
Ma il Freedom Party ospita anche personaggi più noti al grande pubblico come Paolo Belli, anche lui molto attento alle manifestazioni di questo tipo. Con lui sul palco una band in pieno stile “Ballando con le Stelle”, il quale ha scaldato il pubblico presente a ritmo di funk.

Chicca finale, un cantautore, Luca Bussoletti e il suo Cantacronache. Album presentato da Il Fatto Quotidiano che sarà distribuito dallo stesso giornale dal 24 maggio prossimo. Bussoletti, cantautore romano, porta in giro le sue storie, rilanciando la musica leggera italiana. Il Teatro Studio ormai è un fiume in piena e si susseguono musicisti quali i Qbeta, gli Yo Yo Mundi e la Marcosbanda.
Insomma, suoni nostrani, progetti interessanti che rischiano di diventare a tempo di record i nuovi punti di riferimento della musica italiana. Non sono mancati i momenti di interviste, come quella aRiccardo Noury portavoce di Amnesty International per l’Italia che ci ha raccontato alcuni dei progetti di Amnesty per sostenere i paesi del Nord Africa. Anche Antonio Padellaro, direttore de Il Fatto Quotidiano ha voluto dare il suo contributo salendo sul palco e presentando alcuni musicisti e in particolare il progetto di Bussoletti.

Federico Ugolini
Foto di Federico Ugolini

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