Jazz cantautoriale alla VI serata MArteLive 2008 con Piji

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Marco Notari: duro, elettrico, graffiante

Un suono nato tra le strade di Torino, ruvido e un po’ cupo. Un live forte, quello del 3 giugno all’Alpheus, in cui Marco Notari ha lanciato una sfida alla società degli “investimenti sicuri”, un’ammonizione alla mentalità postmoderna che produce automi, marionette mosse da intenti schiettamente utilitaristici e da chissà quale entità superiore.

Intervistato recentemente al TG1 e definito come artista simbolo della nuova scena indipendente italiana, Marco Notari ha appena regalato al mercato musicale il nuovo EP “Io non mi riconosco nel mio stato”, che anticipa il tour estivo e l’album “Babele” in uscita a settembre 2008.
L’abbiamo intervistato per MArteMagazine subito dopo la performance di martedì sera, per conoscerne a fondo lo stile e gli intenti. Sentiamo cosa ci ha detto…

Stasera abbiamo ascoltato un sound molto duro, elettrico, graffiante. A chi ti ispiri? Quali sono i tuoi modelli e riferimenti italiani e internazionali?
A livello internazionale sicuramente i Radiohead, che sono degli ottimi musicisti, a livello italiano ti posso dire che da ragazzino ho frequentato spesso i concerti dei Marlene Kunz e degli Afterhours… e penso che nei miei pezzi quest’influenza sia abbastanza evidente.

“Io non mi riconosco nel mio Stato”: sono le parole che hai cantato al concerto e anche la scritta sulla tua maglietta… da quali riflessioni nasce questa affermazione di forte impatto?
“Io non mi riconosco nel mio Stato” è il titolo del nuovo EP e anche di una canzone. Innanzitutto si trova all’interno dell’album, ma è anche collocato all’interno di un percorso e quindi di una storia. Il disco è contestualizzato all’interno di un determinato momento e in una determinata persona. Mi piaceva però anche l’idea di decontestualizzarlo, pubblicarlo come singolo e dargli un significato più universale, visto il momento in cui viviamo.

A cosa ti riferisci quando dici “contesto in cui viviamo”?
Ci troviamo in un momento abbastanza particolare, però è anche un momento in cui ci stiamo un po’ risvegliando, dopo un periodo di nichilismo. Sottolineo il doppio significato della parola “Stato”: non viene svelato mai a quale stato ci si riferisce, ma probabilmente il riferimento, alla fine dei conti, è a entrambi…

Nelle tue canzoni parli anche di “investimenti sicuri”…
Sì, quello infatti è un altro brano dell’EP, nel senso che poi singolo EP sono confluiti brani un pochino più provocatori, è una sorta di linea di significato, o meglio due grandi linee: “Io non mi riconosco nel mio Stato” è una presa di coscienza e poi alla fine del percorso si arriverà al totale annullamento dell’Io. Un po’ come quando tutte le mattine prendi lo stesso treno… un po’ alla “The wall” insomma, però qui il tema viene affrontato con approccio più ironico. Penso che in qualsiasi persona si possa ormai trovare un accenno di atteggiamento borghese: prendere consapevolezza della cosa è sicuramente il primo passo per capire che in realtà non è tutta lì la vita di una persona.

Ho letto che ultimamente hai partecipato al “Bizzarro Film Festival” con il videoclip di “Automi”. Quale valore ha per te l’immagine associata al suono? Te lo chiedo perché stasera ho notato che curate tantissimo anche la dimensione live…
Sì, “Automi”, il video in concorso, appartiene al primo album. L’immagine per noi ha un valore primario: personalmente sono molto influenzato dalle opere dei Pink Floyd e mi piace molto l’idea di espandere il suono alla dimensione visiva. Nel video di “Automi” abbiamo cercato di uscire dallo schema del classico videoclip dove si vede il cantante e la band: il video in realtà è stato girato in stop motion da un regista toscano molto bravo, Virgilio Villoresi, che attualmente sta lavorando anche per Vinicio Capossela. In questo caso sono stato molto integralista, nel senso che non volevo apparire, sarà così nell’EP e sarà così anche nell’album. Come avrai notato nel mio lavoro ci sono molte negazioni: “Io non…”. E anche la scelta di non voler apparire mi è sembrata una buona negazione. Il risultato del concorso comunque non si conosce ancora, staremo a vedere.

Cosa ti riserva il futuro immediato?
Il prossimo progetto è ovviamente l’uscita dell’album, intitolato “Babele”, ad ottobre… e poi continuare a suonare per tutta l’estate e per tutto l’inverno. Visto che si tratta di un concept album mi piacerebbe tantissimo abbinare un video ad ogni pezzo, e quindi dare anche un significato visivo al lavoro… ovviamente non è detto che ci riusciamo visto che i problemi di budget e di tempo sono sempre tanti!

Prossima data?
Prossima data a Ferrara al “Porkiss Fest” tra una ventina di giorni.

(Federica Cardia)

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