Martedì, 21 Aprile 2015 10:59

OPERA BOSCO, il Museo di Arte nella Natura

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OPERA BOSCO, il Museo di Arte nella Natura è un’esperienza immersiva in un luogo che sembra lontano dalla civlità. E’ un percorso artistico tra alberi, muschi, licheni e liane intrecciate in opere d’arte completamente integrate con la natura, fatte con materiale di recupero del bosco stesso, grotte portate alla luce, sculture ricoperte da vegetazione in perfetta osmosi.

Andarci è un piacere, perdersi è necessario, immergersi è vitale.

E’ un itinerario di arte contemporanea all'aperto, su due ettari di bosco nella forra della Valle del Treja, a Calcata nella provincia di Viterbo. Le opere d'arte in questo museo nascono dal materiale naturale del bosco, sono realizzate con tecniche naturalistiche e vivono nell’ambiente che dà loro la vita e le cresce. Un sistema integrato quindi fra opere d'arte e natura, dove bosco, natura e opere interagiscono formando un’unica grande opera complessiva.


L’idea nasce dall'esigenza degli artisti che lo attuano di relazionarsi con il "bosco", di estendere il concetto di estetica all'ecosistema e produrre "arte rinnovabile" interpretando le particolarità paesaggistiche, i valori botanici, zoologici, geologici e i segni storico-antropici dando corpo e fruibilità ad una concezione dell'arte con qualità totale. 
Così scrive Philippe Daverio sull’ideatrice: “Anne Demijttenaere ha inventato la metodologia del percorso, anzi è stata la prima ad operare sul luogo. Ma poi ha chiamato a sé una serie d’altri artisti che invita. 

SOSPENSIONE, l’installazione site specific di Francesca Checchi e Maria Pia Picozza, è l’ultima opera entrata a far parte di Opera Bosco, progetto nato nell’ambito dell’Art Forum Würth di Capena per la mostra 'La donna nell'arte e le artiste nei musei'. Nel bosco, luogo in continua trasformazione sottoposto alle metamorfosi del tempo, le grotte, custodi di memoria, rappresentano lo spazio statico e immutato. Le grotte - crypte, luoghi nascosti - utilizzate in origine come temporanei luoghi di riparo e di sosta da gruppi di nomadi, vengonosvelate, indicate, dall'installazione site specific realizzata a quattro mani da Francesca Checchi e Maria Pia Picozza.
Le due artiste, partendo dall’individuazione di questi spazi presenti nel bosco, creano una mappatura di essi e tracciando un percorso aereo, sospeso, collegano tra loro questi ventri della terra con una “cucitura” di centinaia di metri di rami bianchi. La sospensione dei rami è sospensione del tempo delle grotte nella storia ed è sospensione del tempo individuale nello spazio della grotta. 

www.operabosco.eu

O.R. 

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