Giovedì, 04 Giugno 2015 13:06

Alberonero per Banco: street art e cibo a confronto

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Inaugura a Roma, Banco, il primo fast food sano, naturale e sostenibile. Paolo Platania, Richard Thomas Ercolani e Pietro Platania: mettete insieme uno chef con la passione per il cibo naturale, un imprenditore, e un manager ed ecco che l’idea prende forma nel cuore del quartiere Ostiense. Un’occasione non solo per unire il gusto di un pranzo veloce alla leggerezza e alla qualità, ma per creare un vero e proprio luogo di ristoro a misura d’uomo. Non una macchina davanti alla sua vetrina, ma solo rastrelliere per bici e un angolo in meno da riqualificare che ora porta la firma di Alberonero. Banco non fa in tempo ad aprire le serrande che il messaggio è subito chiaro.

E quale miglior pretesto se non quella di un fast food per dare voce all’arte in pieno clima Expo?! Ne parliamo con l’artista.

Come ti prepari prima di fare un'opera?Quanto e in che modo, il luogo nel quale vai ad intervenire influenza i tuoi lavori?

La preparazione nasce dallo spazio architettonico e dalla ricerca delle sensazioni che quest’ultimo può trasmettere una volta ridisegnato. Il mio lavoro é fortemente influenzato dallo studio delle superfici e degli spazi, laureandomi presso il Politecnico di Milano come percorso di studi ed avvicinandolo ad una lettura più street ottenuta dagli anni di lavori illegali per la scena urbana.
L’analisi del contesto si muove verso una rilettura dello spazio in chiave di colore definendone una nuova possibile estetica. Lo studio di quelle emozioni che generano i colori all’interno di uno scenario urbano e non.

L’essenzialità primaria e statica del quadrato e il dinamismo dei giochi di colore. E’ giusto ipotizzare un parallelismo con la rigidità, spesso alienante, delle strutture architettoniche su cui lavori e la molteplicità delle emozioni umane che le popolano?

Attraverso una codifica dello spazio bidimensionale, si compongono griglie, potenzialmente infinite, che giocano con l’architettura modellandone la forma esistente e trasformandola verso una nuova nascita. Azzerando la forma ed utilizzando il quadrato come mezzo di espressione pura del singolo tono, il colore si pone come elemento centrale ed unico del lavoro. Qui si formano quelle energie che permettono alle superfici di scaturire emozioni a seconda dell’ordine e dei calcoli matematici interni alla composizione cromatica. Ogni colore é capace di creare una sensazione nuova e differente rispetto al contesto ed in base alla loro disposizione, geometria e interazione si generano diverse possibilità di trasmissione sensoriale nello spazio urbano. Centrale all’interno del lavoro é l’importanza di luci ed ombre che incidono direttamente sulla superficie e ne cambiano il volto con il passare della giornata e del tempo.

Ti capita mai di cambiare il tuo progetto in corso d’opera o di ascoltare i suggerimenti di chi vive quel posto?

Il progetto può sempre potenzialmente cambiare in corso d’opera, una delle caratteristiche prime del lavoro é proprio l’unicitá del singolo colore rispetto al successivo, alla totale composizione ed alla location in cui si va ad inserire l’opera. Un unico colore non può mai risultare lo stesso due volte, le tinte si miscelano sempre in maniera differente in base a percentuali interne di bianco, nero e colore puro che sempre risultano differenti. La gente che vive lo spazio incide sul lavoro rispetto alle scelte cromatiche da effettuare come anche la presenza di natura attorno al soggetto é una variabile importante che tengo sempre in considerazione.

Hai appena inaugurato un fast food biologico a Roma, Banco. Siamo in clima Expo, come si coniuga la street art e il nutrimento?

Non saprei definire il rapporto tra arte urbana, chiamiamola street art in questo caso, e il cibo. Nel mio personale lavoro é vicino il collegamento perché la lettura estetica degli alimenti in cucina si effettua abbinando o allontanando due colori all’interno di un piatto, un po' quello che faccio io con le superfici, ed il risultato rimane sempre esperenziale ed unico.

www.bancofastfood.com

Monica Matera

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