Martedì, 06 Giugno 2017 05:46

Buskers In Town a Vercelli

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La magia del busker arriva a Vercelli

9-10 e 11 GIUGNO L’ARTE DI STRADA SCENDE NEL CENTRO STORICO DI VERCELLI
tra giocolieri, acrobati, clown, teatro di strada, musica, danza e pittura

Al via il 9 giugno la prima edizione vercellese di Buskers In Town, il Festival Buskers nato a Roma e organizzato dall'Associazione Culturale Procult con la direzione artistica di Peppe Casa.      Attraverso Buskers In Town lo spettatore vivrà un’esperienza magica e stimolante nel centro storico di Vercelli accompagnato in un percorso sensoriale di spettacoli capace di coinvolgere ogni tipologia di pubblico, dagli adulti ai bambini senza distinzione per tre giornate all’insegna della socialità. 

La manifestazione è realizzata con il contributo del Comune di Vercelli ed è sostenuta anche dai partner dell’iniziativa la Fondazione Cassa di Rispamio di Biella e Vercelli e Confidi Fincom SC.

Tra gli artisti ospiti dei tre giorni Lucignolo con il suo spettacolo di fuoco e danza, Marzia De Vito con il trapezio e cerchio aereo, gli spettacoli di acrobatica di Créme Brulé e del Duo Masawa, la musica di Gianluca Secco, Salvario, Spookyman, Cristian Muela, Keet and More, il teatro circo di Gjanda, Godié, Daniela Cardellini e le bolle giganti di Francesca Manfredi.
Infine in piazza Cavour sarà allestita per tre giorni la collettiva di pittura di Lorena Fonsato, Toni Miressi e Elisa Marmo. Saranno esposte le opere d’arte dei ragazzi della classe 5° della scuola di Santa Giovanna Antida sotto la guida della loro insegnante Lorena Fonsato.

Buskers In Town è un evento ideato e curato da Peppe Casa con  la direzione di produzione di Claudio Coticoni e il coordinamento artistico di Linda Fiocco e assistente Nadia Di Mastropietro.

Nato nel settembre 2014 in occasione della BiennaleMArteLive, Buskers in Town si pone fin da subito l’obiettivo di diventare un laboratorio permanente per l’arte di strada destinato a ripetersi negli anni. Forte dell’esperienza maturata con i festival di TolfArte, Carpineto Romano Buskers Festival, Arte In Strada a Mirabello e grazie alla direzione artistica di ScuderieMArteLive, con Buskers in Town l’”arte DI strada” diventa “arte IN strada” evolvendosi grazie alla qualità e quantità artistica dell’offerta di spettacolo proposta, che può spaziare tra fire performance, danza e acrobatica, giocoleria, contorsionismo, equilibrismo, teatro e arti visive, sempre accompagnata dalla giusta musica da strada, dal cantautoriato al folk al popolare.

Con il contributo di: COMUNE DI VERCELLI
Si ringraziano i partner: CONFESERCENTI, FINCOM SNC, FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI VERCELLI
Media partner dell’iniziativa: MArteMagazine, 

Mercoledì, 17 Maggio 2017 23:31

E’ PRIMAVERA! Ritorna lo Spring Attitude a Roma

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La primavera di Roma fiorisce di suoni contaminati e sperimentali, nel nome della ricerca internazionale e della qualità artistica. Questa la cifra stilistica dell’VIII edizione di Spring Attitude - Festival internazionale di musica elettronica e cultura contemporanea - che torna nella Capitale dal 25 al 27 maggio forte delle 12.000 presenza dello scorso anno.

Giovedì, 02 Febbraio 2017 15:19

ArteFiera 2017 - i vincitori dei premi

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Il Premio ANGAMC 2017, promosso e organizzato dall’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, è andato a Carla Pellegrini Rocca, storica gallerista milanese che, nei suoi oltre cinquant’anni di attività svolti alla Galleria Milano, “ha saputo condurre un’intensa e interessante attività di ricerca nel campo dell’arte contemporanea internazionale”.
 
The Cool Couple, il duo di artisti presentato dalla Galleria MLZ ArtDep di Trieste, si aggiudica il Premio Gruppo Euromobil under 30 con l’opera General Krasnov’s Residence, Verzegnis #001 A/B, 2013.
Così i giudici hanno motivato la scelta: “Il dittico fotografico intitolato General Krasnov’s Residence rievoca una tragica vicenda della II Guerra mondiale rivissuta attraverso le immagini del camino nella casa che ospitò il Generale Krasnov’s a Verzegnis. L’aspetto biografico diventa mtafora della sedimentazione di una memoria che da persoanale diventa universale e da occasionale diventa eterna. È quindi un aspetto reale e realistico del mondo che fa il suo ingresso nella Collezione di Gruppo Euromobil”.

Giovedì, 26 Gennaio 2017 17:29

Rafael Y. Herman - The Night Illuminates The Night

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Rafael Y. Herman
The Night Illuminates The Night
a cura di Giorgia Calò e Stefano Rabolli Pansera

MACRO Testaccio
Piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma
Padiglione A
Apertura al pubblico: 25 gennaio – 26 marzo 2017

Dal 25 gennaio al 26 marzo 2017 il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma ospita la mostra personale di Rafael Y. Herman dal titolo The Night Illuminates The Night, curata da Giorgia Calò e Stefano Rabolli Pansera, e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

La mostra, nella sede di MACRO Testaccio, si presenta come una grande installazione ambientale in cui dallo spazio buio emergono le opere che si rivelano come epifanie. Nella dialettica fra tenebre e luce, infatti, si sviluppa la poetica di Rafael Y. Herman il cui sguardo rivela un nuovo approccio alla realtà che nasce e si struttura nell’oscurità.

The Night Illuminates The Night si concentra sul lavoro cominciato nel 2010 e completato nel 2016. In questo periodo l’artista ha stabilito un dialogo con i grandi maestri della tradizione occidentale che hanno rappresentato nel corso dei secoli la Terra Santa, pur non avendola mai visitata, ma ispirandosi alle fonti bibliche e letterarie. Rafael Y. Herman ripercorre questa tradizione con il proprio metodo: lo scatto notturno senza ausili elettronici e manipolazioni digitali, che svela ciò che non si vede a occhio nudo. Come i grandi maestri del passato, anche Herman si è voluto porre nella condizione di non poter vedere il paesaggio, pur trattandosi dei luoghi dove è nato e cresciuto, operando nell’oscurità della notte. In questa condizione di voluta cecità l’artista accede alla realtà in un modo nuovo, mediante lo scatto fotografico notturno e mediante lo sviluppo della pellicola nell’oscurità del laboratorio.

Rafael Y. Herman produce così una realtà “ricreata”, decontaminata da qualunque preconcetto soggettivo, offrendo allo spettatore paesaggi che esistono solo nelle opere stesse. L’artista sviluppa la propria ricerca notturna attraverso la scoperta di tre diversi ambienti: la Foresta della Galilea, i campi dei Monti della Giudea e il Mar Mediterraneo. Le sue immagini ci invitano a riflettere sull’invisibile o, come l’artista usa definirlo, il “non visto”; sulla differenza che si dischiude fra ciò che è reale e ciò che invece è solo percepito. Il risultato è straordinario nella cromia innaturale, e nelle forme evanescenti che sembrano emergere da un luogo e un tempo altro dove i colori non sono reali, il tempo sembra essere dilatato e le immagini appaiono oscure. O forse abbaglianti.

In occasione della mostra verrà presentato il libro d’artista, edito da Mousse, con testi critici di Giorgia Calò, Stefano Rabolli Pansera, Chiara Vecchiarelli e Arturo Schwarz.

La mostra è patrocinata da: Ambasciata d’Israele in Italia–Ufficio Culturale, IIFCA– Fondazione Italia-Israele per la Cultura e le Arti, AMATA–Amici del Tel Aviv Museum of Art e Cité Internationale des Arts de Paris.
Media Partner: artnet, Sky Arte HD, Whitewall.
Sponsor tecnici: Oikos, Palazzo Dama Roma.
Servizi museali: Zetema Progetto Cultura.
Sponsor Sistema Musei in Comune: in collaborazione con MasterCard Priceless Rome; media partner Il Messaggero; servizi di vigilanza Travis Group.

Giovedì, 12 Gennaio 2017 17:49

ALIQUAL

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ALIQUAL

Aliqual è un progetto che il fotografo Massimo Mastrorillo ha iniziato a sviluppare dopo essere tornato a L’Aquila per circa 6 anni, passando dalla documentazione del post-terremoto, avvenuto nel 2009, a una ricerca visiva che si sofferma su una zona d’ombra, dove un mondo ora inabitabile sembra riprendere vita. Laquilalaquilalaquilaaliqualaliqualaliqual: c’è un gioco molto semplice che consiste nel ripetere una parola in continuazione fino a che il suo senso si sfalda e diventa un qualcosa di misterioso, qualcosa che ci fa perdere l’orientamento e ci dà la possibilità di immaginarci in un mondo che improvvisamente è diventato altro.

Lasciandosi alle spalle l’arcipelago delle nuove periferie costruite dopo il sisma, Massimo Mastrorillo ritorna nel centro della città, ma questo avvicinarsi lo porta all’interno di una dinamica centrifuga: frammenti e rovine sembrano prender vita, come in un improbabile futuro distopico che si fa metafora di una crisi di più ampia portata, oltre gli effetti di un evento – il terremoto – ancora lontano dall’essere superato.

Una crisi esistenziale e collettiva si manifesta in un rapporto con la storia e con la memoria che sembra destinato a svuotarsi inesorabilmente di significato, nell’ostinato rincorrere interni di un centro che più che abitato sembra infestato, dove tutto è soggetto a continue metamorfosi, l’organico si confonde con il disorganico. In questo tempo sospeso, il confronto con il futuro prende la strada di un’esplorazione impossibile da realizzare col linguaggio della documentazione e si avventura in registrazioni quasi automatiche, fatte di colori, linee, geometrie. Un’improbabile misurazione del caos che tenta di ricostruire, nel continuo scomporsi e ricomporsi di forme, nuove possibilità di esistenza. Da venerdì 13 gennaio alle 19 a Officine Fotografiche Roma la mostra. Ad aprire la mostra ci sarà un talk sul progetto Aliqual con l’autore, Massimo Mastrorillo, e Augusto Pieroni, storico e critico delle arti fotografichecontemporanee.

 

http://roma.officinefotografiche.org/mostre/aliqual/

IL PREMIO MAXXI COMPIE 15 ANNI

Riccardo Arena | Ludovica Carbotta | Adelita Husni-Bey | ZAPRUDER filmmakersgroup

I finalisti dell’ottava edizione

dal 30 settembre esposte le loro installazioni site specific

In mostra anche una sezione documentaria che racconta le 7 edizioni precedenti
Tra i partecipanti:
Mario Airò, Giorgio Andreotta Calò, Stefano Arienti, Massimo Bartolini,
Vanessa Beecroft, Rossella Biscotti, Lara Favaretto, Marinella Senatore,
Nico Vascellari, Vedovamazzei, Francesco Vezzoli

30 settembre 2016 – 12 marzo 2017

Roma, 29 settembre 2016. Giunto alla sua ottava edizione, il Premio MAXXI - il progetto per la promozione e il sostegno della giovane arte italiana, nucleo fondante della collezione del museo – celebra nel 2016 i suoi quindici anni. Quindici anni nei quali ha visto crescere e affermarsi nuove generazioni di artisti, tra cui Mario Airò, Giorgio Andreotta Calò, Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Vanessa Beecroft, Rossella Biscotti, Lara Favaretto, Marinella Senatore, Nico Vascellari, Vedovamazzei, Francesco Vezzoli e molti altri.

PREMIO MAXXI 2016

Le installazioni site specific di Riccardo Arena, Ludovica Carbotta, Adelita Husni-Bey, ZAPRUDER filmmakergroup (un grande monolite dorato, una sovrapposizione di architetture, una giostra televisiva e un paesaggio cosmico), scelti dalla giuria internazionale composta da Hanru Hou Direttore artistico MAXXI, Matteo Garrone regista, Helena Kontova giornalista e critica d’arte, Anna Mattirolo Ministero dei Beni Culturali, Francesco Manacorda Direttore Tate Liverpool e Adelina von Furstenberg curatore e Direttore e Fondatore di Art for The World, saranno esposte negli spazi a terrazze della Galleria 3 del MAXXI.

La mostra, a cura di Giulia Ferracci, si apre con Zeus Machine del gruppo ZAPRUDER filmmakersgroup (2000), opera che parla di mito, mistero e scoperta. Si tratta di un parallelepipedo dorato sopraelevato, che si staglia come un oggetto misterioso negli spazi del museo. Dopo il primo impatto di stupore, il visitatore capisce che è possibile accedere all’interno della struttura, dove è proiettato il video ispirato alle 12 fatiche di Ercole.

Il percorso prosegue con La Luna in Folle di Adelita Husni-Bey (classe 1985) riflessione su una società in cui realtà e finzione sono ormai completamente e pericolosamente compenetrati. Su un set composto da tre scene, tre gruppi di teatranti inscenano situazioni tipiche della tv popolare: un dibattito politico, un reality e un talk show, mentre una telecamera ruota attorno alla struttura riprendendo performer e spettatori. Le immagini saranno successivamente visibili su tre monitor che prenderanno il posto degli attori sul palco.

Ludovica Carbotta (classe 1982), che da tempo si interroga sullo spazio abitato dall’uomo, porta al MAXXI Monowe (the city museum). Si tratta di un nuovo capitolo del progetto Monowe: una città immaginaria progettata per un unico abitante, presentata per la prima volta a Bologna nel 2016. L’artista sovrappone all’architettura del Museo il frammento di un edificio immaginario ispirato ai volumi della Caserma Montello, che precedentemente occupava il suolo dove oggi c’è il MAXXI, creando una sorta di museo nel museo. Qui, una sola persona, l’unico abitante di questa città, osserva, sposta e consuma opere ispirate ai grandi del passato. Monowe racconta il tempo perduto della storia e la solitudine dell’uomo iperconnesso di oggi, ma è anche un invito a ripartire dall’individuo come misura di tutte le cose.

Il percorso di mostra si conclude con Orient 1 – Everlasting Sea di Riccardo Arena (classe 1979), installazione composita e ricca di riferimenti che trae ispirazione dalle investigazioni culturali dell’artista in Russia e che dà forma alla tensione millenaria dell’uomo verso l’ignoto. La corrente filosofica del cosmismo, i cosmonauti russi, il suprematismo di Malevic, le note musicali di Boris Godunov sono tutti riferimenti che confluiscono nel suo lavoro, affascinante e complesso.

L’opera del vincitore, che sarà annunciata a novembre 2016, entrerà a far parte della collezione permanente del MAXXi e a lui verrà dedicata una pubblicazione bilingue, con interviste, saggi e una sezione antologica dei più importanti testi critici pubblicati sul suo lavoro.

Riccardo Arena nato nel 1979 a Milano, attualmente vive e lavora a Milano. E’ stato scelto “per la capacità di esplorare le diverse identità geopolitiche e antropologiche con serietà e in modo originale”

Ludovica Carbotta nata nel 1982 a Torino, attualmente vive e lavora a Londra. E’ stata scelta “per restituire all’invenzione un ruolo fondamentale nella società mediante dispositivi legati all’archeologia del futuro”.

Adelita Husni-Bey nata nel 1985, vive e lavora a New York. E’ stata scelta “per l’indipendenza della sua ricerca nel panorama artistico nazionale e l’impegno sociale a sviluppare scenari futuribili”.

ZAPRUDER filmmakersgroup è un collettivo di cineasti nato nel 2000 e composto da David Zamagni, Nadia Ranocchi e Monaldo Moretti. Sono stati scelti “per la forte inclinazione visionaria, gli aspetti perfomativi legati al teatro dell’assurdo e l’effervescenza del collettivo”.

 

MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo

www.fondazionemaxxi.it - info: 06.320.19.54;

orario di apertura: 11.00 – 19.00

(mart, merc, giov, ven, dom) |11.00 – 22.00 (sabato) |

chiuso il lunedì, Ingresso gratuito per studenti di arte e architettura dal martedì al venerdì

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