Giovedì, 25 Giugno 2015 10:05

F come figura

Scritto da
Vota questo articolo
(0 Voti)

Siamo giunti alla F. Quanti significati vengono in mente, a quante cose pensiamo con il temine “figura”: fisica, immaginaria, geometrica, allegorica, umana, teatrale, animale, artistica, simbolica, religiosa, mistica, decorativa, comportamentale, sportiva, filosofica, letteraria. Ma a nessuno viene in mente la figura musicale, che non ha nulla a che vedere né con l’espressione artistica né con l’estro di un musicista, né tantomeno con la forma di uno strumento.

In teoria musicale, la figura è un termine che indica quantità e non qualità, come solitamente siamo abituati a pensare. La figura, in musica, indica il valore di una nota, e cioè la durata che una nota deve avere al momento della sua esecuzione.

Dato per scontato che riconosciamo la posizione delle note poste sul pentagramma (ricordandole, a partire dal basso, le note sui righi sono MI, SOL, SI, RE, FA; e quelle negli spazi sono: FA, LA, DO, MI), e quindi sapendo che il DO lo ritrovo nel 4° spazio, quanto lo dovrò suonare? Quanto dovrò far durare la mia nota?Se ho uno strumento a fiato, quanto tempo soffierò per quella nota? Sarà lunga? Sarà breve?

Eccoci, allora, le figure musicali ci indicano la durata delle note, a partire dall’intera, e cioè da quella più lunga fino a quella più corta, più breve. E nell’ordine, a dispetto del suo nome, partiamo da quella più lunga che si chiama “Semibreve” e la vediamo sugli spartiti disegnata come una sorta di “o” aperta (cioè tutta bianca all’interno) e appiattita: la semibreve dura 4/4, rappresenta cioè un intero. Pensiamo ad una torta; ecco la semibreve rappresenta tutta la torta, e per sapere quanto deve durare si conta in testa: 1, 2, 3, 4!

E’ quella figura che quando si fa solfeggio (chi l’ha fatto lo ha odiato, chi ci ha provato lo ha rimosso, e chi ha visto qualcun altro farlo l’ha preso per pazzo nel vedere un braccio con un pugno chiuso che si dimena nell’aria in 4 movimenti). Mah…. questa è un’altra storia!

Dicevamo, la semibreve è una torta intera. Dopo di essa, viene la minima, raffigurata con una “o” aperta e una gamba, e vale la metà della torta e cioè 2/4. E cioè per fare una torta intera, ci vogliono 2 minime.
Dopo la minima, c’è la semimina, che è raffigurata come la minima, ma con una “o” chiusa. E vale ¼, è un quarto della torta e per farne una quindi ce ne vorrebbero quattro.
E di lì a scalare, ciascuna figura vale la metà di quella precedente: dopo la minima viene la semiminima, dopo viene la croma, la metà della croma è la semicroma, poi la biscroma e la semibiscroma che vale 1/64, cioè è uno dei 64 pezzi che avrebbe la nostra ipotetica torta. E sono raffigurate tutte con una “o” chiusa, una gamba e dei tagli, da uno della croma ai quattro della semibiscroma.

O.R.

Letto 1042 volte
Altro in questa categoria: « E come estensione G come giro »

MArteMagazine © 2007 | Associazione Culturale Procult . Tutti i diritti riservati


Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare l’esperienza di navigazione e per inviarti servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie Per saperne di più visita la nostra sezione privacy policy.

  
EU Cookie Directive Module Information