Martedì, 31 Marzo 2015 01:51

Se ne sentiva la mancanza?

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È questa la prima domanda che mi è venuta in mente quando Peppe Casa, (creatore visionario ed innovatore instancabile del mondo delle arti) mi ha proposto di ripartire con MArteMagazine.

Lui è stato l’editore e promotore della prima splendida esperienza del Martemagazine, quando dal nulla nel 2007 (quasi 8 anni fa) siamo riusciti a fondare un magazine on line, che per più di due anni ha scalato posizioni nazionali. E le ha scalate in termini di mole di lavoro, di artisti recensiti, di giornalisti coinvolti, di attenzione e di critica. 

Più di 5 anni, quasi 150 numeri, più di 4000 articoli, quasi cento collaboratori (coordinati dal brillante lavoro di Edyth Cristofaro), a cui siamo riusciti a dare una opportunità: uno sguardo sul mondo dell’arte unico, sincero, fresco e appassionato.

Già tutto questo basterebbe per rispondere alla domanda iniziale in modo positivo. Ma sarebbe sbagliato soffermarsi ad un malinconico ricordo. La domanda giusta deve essere: “si sente la mancanza di un giornale, come MarteMagazine, oggi?” d’altronde cosa è cambiato rispetto a 8 anni fa, oltre a qualche capello bianco in più (per chi ha la fortuna ancora di averli) e qualche ruga che fa vita vissuta?

Sappiamo che il nostro mondo, quello della cultura, delle arti è un mondo che nasce e si sviluppa tra le miriade di difficoltà logistiche ed economiche, tanto più in anni come quelli che abbiamo attraversato. E il racconto di un mondo in eterna precarietà e sul filo della sopravvivenza, soprattutto per chi come noi ha rivolto il proprio sguardo verso la cultura emergente può apparire inutile o parossistico. E invece gli occhiali del Martemagazine hanno aiutato, aiutano e speriamo possano aiutare un pubblico miope o solo stanco a leggere con maggiore facilità quanto l’arte scrive ogni giorno sul foglio della vita.

E senza Martemagazine e le tante fanzine e giornali sia digitali che cartacei, l’arte rischierebbe di essere nascosta, fumosa o ancora peggio autoreferenziale.

Martemagazine rinasce dunque. E lo fa con lo stesso entusiasmo, la stessa passione regalata negli anni. Nasce dalle stesse radici che hanno permesso di vivere momenti entusiasmanti, rinasce sul ricordo di qualcuno che ha dato l’anima per il magazine e purtroppo non c’è più; rinasce con nuovi protagonisti, come il nuovo direttore responsabile Oriana Rizzuto che saprà dare un impulso e una linea innovativa, nasce grazie a nuovi strumenti comunicativi che, come è nostra abitudine, anticipano il futuro.

Martemagazine è tornato. Fatevene una ragione.

 
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