Giovedì, 10 Maggio 2012 21:37

Comicon 2012, semplicemente una bella giornata

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[STREAP-TEASE: FUMETTI MESSI A NUDO]

diegociorraSarà la quarta o la quinta volta che vengo qui, e ci sono dal primo anno. E’ una fiera molto familiare, la cui parte artistica è davvero carina. Certo è più piccola rispetto a Lucca ma qui ci sono molti più amici”. Miguel Ángel Martín, autore mai troppo osannato per Brian The Brain, riassume in poche parole tutta quella che è stata l’esperienza del Comicon di Napoli di quest’anno.



Una manifestazione che per la prima volta si è svolta in un’unica location, dal 28 aprile al 1 Maggio, abbandonando il ben più suggestivo, seppur ristretto, Castel Sant’Elmo. Una scelta che, nonostante i pronostici, si è dimostrata più che vincente. “Preferisco il castello – prosegue Martín - ma penso che per fare una fiera questo spazio sia migliore, per contenere più gente. Il castello naturalmente aveva molto più incanto”. Pur rinunciando alla componente più attrattiva dal punto di vista turistico, la fiera della Mostra D’Oltremare è stata nonostante tutto un miguel angel martingigantesco e accogliente contenitore di nerd e cosplayer di tutte le età. Molto più grandi gli spazi interni rispetto all’anno scorso, con un percorso guidato in stile Ikea o Leroy Merlin, e un miglior sfruttamento dell’area esterna, con la zona ristoro completamente unificata e il palco per i concerti.
Un successo, probabilmente una delle migliori fiere italiane della stagione. Un clima meno piovoso di Lucca, per un’atmosfera decisamente più calda e meno stipata del Romics. Il tutto riflesso negli occhi dei ragazzi presenti: molti in costume, altrettanti nascosti dietro a un cartello “Free Hugs” e alla simpatica ricerca d’un po’ d’affetto disinteressato, e altri ancora nei loro vestiti buoni della domenica (e per un adolescente il vestito buono è naturalmente quello più rock e vistoso, cosplayer di se stesso e della propria moda). Un costante clima da gita scolastica, ben diverso dalla solita sfilata di ragazzini tristi che credono d’essere davvero il personaggio che vestono in quel momento, e un ampio spazio su cui correre in maniera sgraziata o farsi inseguire dalla ragazza cui si è fatto un dispetto. Un’atmosfera non solo giovane e ad esclusivo appannaggio degli under 18, ma lieta come una domenica di sole al parco.

Ciononostante non sono mancate le critiche sul web, soprattutto a causa del predominio delle attuali majors del fumetto, Panini Comics su tutte, a discapito degli stand delle singole fumetterie. Oltre alle novità annunciate dalla casa editrice di Modena (due su tutte: il Nick Fury di Steranko e i saggio Writing For Comics di Alan Moore), non sono mancati ospiti illustri: da Alfredo Castelli a Enrique Breccia, da Bruno Brindisi a Melinda Gebbie (illustratrice di David FinchCobweb e Lost Girls, su storia di Moore), da Paul Gravett a M.A. Martín. Artista d’eccezione presso lo stand Lion, David Finch, attualmente alle matite di Batman. “E’ la prima volta che vengo a Napoli – racconta Finch – è una città grandiosa, davvero bella. In genere i fan nelle fiere americane e europee sono molto più distaccati, qui invece c’è molto più coinvolgimento. E’ stata una cosa davvero gratificante per me”.
Tra il cinquantennale di Diabolik e omaggi a figure di spicco come Moebius, Buzzati e Pazienza non sono mancate le assegnazioni dei Premi Micheluzzi, con il trionfo di Igort e del suo La Guerra Dimenticata del Caucaso. Non sono mancate le polemiche per la mancata vittoria di Trama – Il Peso di Una Testa Mozzata, di Ratigher, cui è stata attribuita la menzione speciale da parte della giuria.
Tema portante di tutta la manifestazione, il rapporto tra fumetto e letteratura. Per mascotte una macchina da scrivere, come quelle esposte assieme alle sceneggiature di Alan Moore, o come i tetti dei palazzi su cui correvano Batman e Il Pinguino nei tempi antichi della Batmania kitsch. Un rapporto che ha avuto un recente parto, il capolavoro annunciato di Bill Sienkiewicz, sull’opera di Melville: Moby Dick.

Giampiero Amodeo

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